IL FARAONE SAWIRIS ZOPPICA E MIRA A VENDERE UNA QUOTA DI WIND AL FONDO USA BLACKSTONE, CHE L'EGIZIANO SORPASSÒ NELLA CORSA ALLA COMPAGNIA TELEFONICA ITALIANA - SI PARLA DEL 20-30%, PER UNA CIFRA CHE SI AGGIRA SUI 2 MLD DI EURO.
Simone Filippetti per "Il Sole 24 Ore"
Ha gli uffici nel cuore della city finanziaria di New York l'asso nella manica di Naguib Sawiris, e si chiama Blackstone. Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari di Wall Street, il magnate egiziano, patron di Wind, starebbe studiando l'eventuale cessione di una quota (pari al 20-30%) della compagnia telefonica al big americano del private equity.
Quello stesso fondo che appena due anni fa Sawiris si era trovato contro: quando nel 2005 l'Enel mise in vendita la compagnia telefonica Blackstone si fece avanti e capitanava la cordata concorrente a quella di Sawiris: alla fine la spuntò l'egiziano. Ora all'orizzonte si profila un'insolita alleanza tra i due ex rivali: Blackstone, interpellata in proposito, non ha voluto fare commenti.
Col mercato del credito bloccato dal "credit crunch" e con le Borse in agitazione, Sawiris ha trascorso l'estate a rivedere i suoi piani: da un lato la prevista quotazione di Weather, la holding cui fa capo il 100% di Wind, è diventata un'operazione difficilmente praticabile, dall'altra anche il piano di rifinanziamento di Wind, tramite il riacquisto di un maxi-prestito da 1,8 miliardi, già slittato a settembre per le cattive condizioni del mercato dei capitali, rischia di finire nella schiera di deal congelati dalla bufera subprime.
Ma Sawiris deve far fronte a delle scadenze finanziarie entro fine anno: nell'agenda di Weather c'è il saldo della liquidazione dell'Enel, il pagamento residuo del 26% della holding che la compagnia elettrica ha ceduto a Sawiris a fine 2006.
Per questo al Cairo gli uomini di fiducia del finanziere egiziano sono al lavoro a un piano alternativo, ossia il possibile ingresso di Blackstone: la quota che il fondo acquisterebbe oscilla tra il 20 e il 30% per un valore compreso tra 1,5 e 2 miliardi di euro, più o meno - fanno notare alcuni analisti - lo stesso importo che Sawiris avrebbe ricavato da un'eventuale quotazione di Weather. I contatti con il big Usa sono portati avanti da Aldo Mareuse e da Karim Nasr, mentre Blackstone potrebbe essere affiancata da Lehman Brothers che già aveva assistito il fondo nella tentata acquisizione di due anni fa.
Uno dei nodi da sciogliere è quello della governance: il fondo vorrebbe una rappresentanza adeguata in cda mentre Sawiris non vuole precludersi nessuna strada e opterebbe per inserire delle clausole di riacquisto della quota in futuro.
Secondo quanto riferiscono le medesime indiscrezioni, i colloqui sarebbero a uno stadio avanzato in quanto le parti avrebbero firmato un memorandum d'intesa (Mou, nel gergo finanziario). Ma non è detto che la ricerca di un eventuale socio non possa diventare un processo competitivo aperto: di fronte alla possibilità che una quota di Wind possa essere messa in vendita, diversi fondi hanno guardato al dossier. Tra questi circola il nome di Apax Partners, il fondo di Giancarlo Aliberti specializzato in telecomunicazioni. Tra l'altro Apax può vantare relazioni consolidate con Sawiris visto che il fondo ha ceduto nei mesi scorsi la ex Tim Hellas (ora Wind Hellas) proprio all'imprenditore egiziano.
Dagospia 27 Agosto 2007
Ha gli uffici nel cuore della city finanziaria di New York l'asso nella manica di Naguib Sawiris, e si chiama Blackstone. Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari di Wall Street, il magnate egiziano, patron di Wind, starebbe studiando l'eventuale cessione di una quota (pari al 20-30%) della compagnia telefonica al big americano del private equity.
Quello stesso fondo che appena due anni fa Sawiris si era trovato contro: quando nel 2005 l'Enel mise in vendita la compagnia telefonica Blackstone si fece avanti e capitanava la cordata concorrente a quella di Sawiris: alla fine la spuntò l'egiziano. Ora all'orizzonte si profila un'insolita alleanza tra i due ex rivali: Blackstone, interpellata in proposito, non ha voluto fare commenti.
Col mercato del credito bloccato dal "credit crunch" e con le Borse in agitazione, Sawiris ha trascorso l'estate a rivedere i suoi piani: da un lato la prevista quotazione di Weather, la holding cui fa capo il 100% di Wind, è diventata un'operazione difficilmente praticabile, dall'altra anche il piano di rifinanziamento di Wind, tramite il riacquisto di un maxi-prestito da 1,8 miliardi, già slittato a settembre per le cattive condizioni del mercato dei capitali, rischia di finire nella schiera di deal congelati dalla bufera subprime.
Ma Sawiris deve far fronte a delle scadenze finanziarie entro fine anno: nell'agenda di Weather c'è il saldo della liquidazione dell'Enel, il pagamento residuo del 26% della holding che la compagnia elettrica ha ceduto a Sawiris a fine 2006.
Per questo al Cairo gli uomini di fiducia del finanziere egiziano sono al lavoro a un piano alternativo, ossia il possibile ingresso di Blackstone: la quota che il fondo acquisterebbe oscilla tra il 20 e il 30% per un valore compreso tra 1,5 e 2 miliardi di euro, più o meno - fanno notare alcuni analisti - lo stesso importo che Sawiris avrebbe ricavato da un'eventuale quotazione di Weather. I contatti con il big Usa sono portati avanti da Aldo Mareuse e da Karim Nasr, mentre Blackstone potrebbe essere affiancata da Lehman Brothers che già aveva assistito il fondo nella tentata acquisizione di due anni fa.
Uno dei nodi da sciogliere è quello della governance: il fondo vorrebbe una rappresentanza adeguata in cda mentre Sawiris non vuole precludersi nessuna strada e opterebbe per inserire delle clausole di riacquisto della quota in futuro.
Secondo quanto riferiscono le medesime indiscrezioni, i colloqui sarebbero a uno stadio avanzato in quanto le parti avrebbero firmato un memorandum d'intesa (Mou, nel gergo finanziario). Ma non è detto che la ricerca di un eventuale socio non possa diventare un processo competitivo aperto: di fronte alla possibilità che una quota di Wind possa essere messa in vendita, diversi fondi hanno guardato al dossier. Tra questi circola il nome di Apax Partners, il fondo di Giancarlo Aliberti specializzato in telecomunicazioni. Tra l'altro Apax può vantare relazioni consolidate con Sawiris visto che il fondo ha ceduto nei mesi scorsi la ex Tim Hellas (ora Wind Hellas) proprio all'imprenditore egiziano.
Dagospia 27 Agosto 2007