IL "CORRIERE" SPARA, "OGGI" PAGA

Ma perché non si mettono d'accordo prima? Un grande gruppo editoriale come l'Rcs se lo può anche permettere con tanti dirigenti da un miliardo all'anno, o no? Invece, la disputa da Caino e Abele che vede impegnati il "Corriere della Sera" e il settimanale "Oggi", in merito alla copiosa nascita di otto gemellini, è degenerata in letteracce fra i giornalisti della Rizzoli, che si accusano a vicenda di speculare.
Tutto è partito da un fondo di Isabella Bossi Fedrigotti che bastona i settimanali che pagano le esclusive e sui genitori che si arricchiscono in questo modo. Purtroppo nessuno De Bortoli del "Corriere" o Mieli dell'Rcs ha pensato di far presente alla scrittrice dalla fulva chioma che il confratello "Oggi" non solo aveva sborsato milioni per l'esclusiva dei gemellini ma li aveva perfino adottati per un anno in cambio di foto, notizie, racconti, etc.
Questo è il testo della lettera che Rita Cenni, la giornalista di "Oggi" che segue i gemellini, ha mandato a De Bortoli e alla Bossi. Da lei e dal "Corriere della Sera", finora, nessuna reazione.
Cara Isabella,
mi permetto di darti del tu, anche se non ti conosco personalmente.
Ho letto il tuo commento sul Corriere sulla nascita degli otto gemelli e ti scrivo per dirti che mi ritrovo incredula e offesa, come collega e come persona, o cittadina, se preferisci. Ti premetto che in questi giorni mi sono avvicinata in modo abbastanza speciale alla famiglia, ( famiglia, non clan, anche se siciliani sempre sono), visto che seguo l'evento per "Oggi " , ma sono certa che avrei reagito allo stesso modo anche se questa storia" non fosse stata "mia". È una questione sia di toni, che di contenuti.
Capisco che nel gioco al massacro a tutti i costi su tutto e tutti sia diventato di rito persino sul "Corriere", che da giorni sta dedicando alla nascita degli otto gemelli (giustamente, credo) titoli di apertura e intere pagine, e che ha mobilitato sulla vicenda tre, quattro colleghi, sparare a zero proprio sugli aspetti mediatici della notizia stessa senza avvertire in questa scelta nessuna "schizofrenia "...
Mettiamolo nel conto, il gioco al massacro. Ma da qui a scrivere di membri della famiglia diventati speaker ufficiali (vedi il fratello Nino), di specialisti di relazioni pubbliche, quando la persona in questione, guarda caso, è un fotografo, ex collega dell'Europeo, (lo stesso che poche righe sotto viene definito faccendiere), elencare come colpe la presenza di uno zio prete , o di nonne che ora ridono ora piangono (?!), nascono, muoiono, i loro nipoti), di giornalisti assedianti, (ma che sorpresa), di parenti che improvvisano conferenze stampa, (forse per tornare ad essere liberi cittadini e sfuggire a quell'intollerabile assedio)....
Scrivi poi di ricche vendite delle suddette esclusive e che se ne torneranno a casa con parecchi soldi in più: sicura? Sono davvero tanti i milioni di "Oggi " (per tutto il primo anno di vita) e le poche altre decine avute dalle televisioni....?
Non vogliamo essere cinici...forse potremmo essere semplicemente realistici e chiederci quanto costerà, poi, mantenere sei gemelli se si è agenti di polizia penitenziaria e casalinghe.
Quello che mi offende, però, è la facilità con cui, oggi, sui giornali, commentando si giudica. Abbiamo davvero il diritto di fare lezioncine, e suggerire che sarebbe stato più avveduto, più saggio e più semplice, adottare un bambino? Allora perché non vietare a tutte le coppie sterili, tout court, ogni tentativo di fecondazione assistita ed eliminare il problema di una legge che forse non vedrà mai la luce?
E ancora: mi offende, come cittadina, come lettrice e come collega, leggere cose scritte sulla base di "sembra". A noi che scriviamo, non dovrebbe mai "sembrare". Bastava fare due telefonate, una al medico sotto accusa, l'altra a Mariella e Giovanni Pirrera, per eliminare quei "sembra". Io le ho fatte, quelle due telefonate, prima ancora di ogni esclusiva tra il mio giornale e i Pirrera. E ho scritto, su "Oggi", come sono andate le cose, senza troppi sembra.
Su un solo punto sono d'accordo: in Italia manca una legge che regolamenti lo spinoso tema della fecondazione assistita. Ma non ti nascondo che è anche per merito di scritti come il tuo che in questo paese non si arriverà mai a una legge chiara, laica, e rispettosa.
Rita Cenni

(Copyright Dagospia.com 22-09-2000)