E IL PAPA NON GRADÌ IL SEPARATO BOCELLI - LOMBEZZI TI DA LA PATENTE DEL LAVAVETRI - DOMENICI LENINISTA, VELTRONI STALINISTA? - COSSIGA LIVOROSO - QUANDO BOSSI ERA ANTICLERICALE - VIVA CHAVEZ - IL TG5 E L'INGLESE - MEGLIO LELEMORA DI NOVELLI.

Riceviamo e pubblichiamo:


Lettera 1

Caro Dago , grazie a un vecchio contatto con il Sismi (con cui collaboro saltuariamente) sono venuto in possesso della prima "patente da lavavetri", un modello di documento che vedremo sempre piu' spesso nelle strade d'Italia.
Ecco il testo che trascrivo perché lo scanner del servizio funziona a singhozzo.
Comune di Craiova (Romania).Ufficio emigrazione. Sezione "I" (emigrazione verso l'Italia):

Si certifica che il latore della presente MIRCEA CODREANU nato a Timisoara il 6/7/1950 , residente nella roulotte targata Bu (Bucuresti) ZZZZ del campo nomadi ....(riempire), di professione "artista di strada", esercita l'attività di "lavavetri specializzato" da oltre anni 20 anni e ha praticato a lungo in Kossovo, Macedonia e Bulgaria.
Si certifica altresi' che NICOLAE CODREANU ha frequentato uno stage di "specializzazione in Mercedes" nelle città di Durres e Bajram Zurri (Durazzo)
ed è pertanto abilitato a lavorare con le auto (sempre come artista) sulle strade e autostrade dell'unione europea.

Ps: il fatto che il primo nome non coincida propriamente con il secondo va fatto risalire al mancato perfezionamento del gemellaggio elettronico fra il comune di Firenze e il comune di Craiova. Dal comune assicurano pero' che presto i due municipi saranno completamente "interfacciati" grazie a uno scambio professionale : un gruppo di esperti elettronici del comune di Firenze si recherà a vivere a Craiova che a sua volta invierà a Firenze i migliori lavavetri della regione.
Mimmo Lombezzi

Lettera 2

Caro Dago, Leonardo Domenici sindaco di Firenze ha detto di essersi ispirato a Lenin, per l'ordinanza sui lavavetri. E se Walter Veltroni, per non essere da meno, decidesse di ispirarsi a Stalin?
La Macchia Nera

Lettera 3

Deve aver dato davvero fastidio, al commendator Cossiga, che sia stato dato risalto alla notizia dei suoi investimenti immobiliari, a giudicare dal livore con cui reagisce a destra e a manca. Leggasi, non ultimo, come attacca il settimanale colpevole di lesa maestà prendendo a pretesto la polemica su Feltri e il premio Pannunzio.
Spiace vedere un uomo così anziano, e un tempo così potente, dimenarsi impotente.
Giuseppe Tubi

Lettera 4

Dago, fonti ben informate dicono che alla cena del dopo concerto di Loreto, con il Pontefice e Vescovi della CEI, regnasse una atmosfera da funerale. Ratzinger era fuori della grazia di Dio e i Vescovi con le orecchie basse. Infatti dopo mesi di campagne per la Famiglia e contro i DICO chi si presenta sul palco diritto come un fuso? Il Bocelli; gran cantante certo ma che tempo fa ha scaricato moglie e figli per una giovinetta. Il pubblico ha subito pensato ad una legittimazione Vaticana della famiglia allargata. Pare che per il momento un alto prelato dell'organizzazione sarà trasferito a dir messa a Tule, Groenlandia.
Luigi A.

Lettera 5

Caro Dago, ma fa ancora notizia qualcuno che prende in braccio Benigni?
http://temis.blog.tiscali.it

Lettera 6

In riferimento alla polemica su fisco/chiesa il padano Calderoli ha detto " sono convinto che quelli della sinistra finiranno comunque all'inferno, ma nel frattempo inizino a scomunicarli, perchè vorrebbero sopprimere lo spirito e tutti i valori della cristianità". E al tuo capo cosa facciamo, Calderoli?
"I preti pensino all'anima, lascino stare la politica. Il peggior governo laico è sempre meglio del miglior potere teocratico. Ringrazio Napoleone che ha portato la fine del potere politico della Chiesa; basta con chi vuole controllarci in camera da letto e nel cesso. La Chiesa pensi a imitare Gesù che diceva di andare per il mondo a piedi nudi, invece di stare nei palazzi a mangiare e bere e a fare magari qualcosa altro. Lo dico perché sono un uomo di profonda spiritualità" (Umberto Bossi, Ansa, 4 settembre 1997).
"Siamo i più puliti e soprattutto non facciamo accordi con i preti" (Umberto Bossi, Ansa, 17 ottobre 1997).
"Il Sud è quello che è grazie all'Atea Romana Chiesa, con i suoi vescovoni falsoni che girano con la croce d'oro nei paesi dove si muore di fame: il principale potere antagonista dei padani" (Umberto Bossi, Ansa, 3 agosto 1997).

"La Chiesa è l'altra bretella del regime del partito-stato, insieme ai sindacati. La Padania deve combattere contro il nazionalsindacalismo e il nazionalclericalismo. Sono lontani i tempi di Giovanni XXIII, il gran lombardo: ora è arrivato il papa polacco, che ha portato la Chiesa a interessarsi molto di più del potere temporale invece che del potere spirituale. I vari casi Ior e Marcinkus sono lì a dimostrarlo" (Umberto Bossi, Ansa, 9 agosto 1997).
"È da un anno che il potere teocratico dei vescovoni, gli zuccotti rossi, ci martella sistematicamente: pensassero alle anime, piuttosto che agli affari o alla politica" (Umberto Bossi, Ansa, 5 settembre 1997).
"È ora di mandare la guardia di finanza da certi vescovoni per sapere dove vanno i soldi che hanno raccolto per i poveri. I veri razzisti sono i buonisti, associazioni caritatevoli, tipo Caritas. Agiscono per un solo scopo: riempirsi il portafogli. Come il caporalato delle parrocchie: miliardi di euro in nero gestendo badanti, cameriere eccetera. Sappiamo chi c'è dietro, quali associazioni hanno perso il Dio che sta nei cieli, sostituendolo col dio denaro" (Umberto Bossi, Ansa, 9 settembre 2002).
Fabio-Pordenone

Lettera 7
Pensiero debole dittatore forte? Ma chi diavolo fa queste notizie? Mi chiedo, perché il presidente del Venezuela Chavez dovrebbe essere un dittatore, e perché dovrebbe essere scandaloso difenderlo come ha fatto Gianni Vattimo? Chavez è stato eletto regolarmente, ha sofferto un tentativo di colpo di stato militare, ha indetto un referendum popolare sulla sua presidenza e lo ha vinto. Non ha incarcerato nessuno, non ha tolto nessuna libertà al suo popolo, ha solo negato il rinnovo di una concessione scaduta a un'emittente televisiva che aveva appoggiato il colpo di stato. Dittatore de che?



Chavez non piace agli americani, ma spende tutti i redditi del petrolio in infrastrutture per il suo paese (metropolitane, ferrovie, scuole, sanità) e aiuta generosamente i paesi vicini. Ha addirittura spostato le lancette dell'orologio con un suo decreto. E allora? Diversi paesi hanno spostato l'ora di 30 minuti, e ognuno l'avrà fatto con un decreto, che altro? A parte Bush, se ci fosse la possibilità di revocare un presidente in corso di mandato con un referendum popolare, sai dove sarebbe ora Prodi! Insomma spiegatemi: lodare un presidente che piace al suo popolo e che sta lavorando in modo intelligente (per esempio con una vasta politica di protezione della natura e di tutela delle minoranze indios) sarebbe pensiero debole, invece prendere per oro colato la propaganda americana, per la quale il populista Chavez è una via di mezzo fra Hitler e Kim Jong Il sarebbe pensiero forte?
Roberto da Rifredi

Lettera 8

Caro Dago, perché in Italia le proposte o le iniziative di "buon senso", quelle che "..né di destra né di sinistra..", tanto per fare un riferimento alla moda, sono sempre attaccate dai soliti noti? Agli antipodi di quello che avviene nel resto d'Europa, pur nelle giovani democrazie emergenti. Forse che la loro applicazione metterebbe a rischio la cialtroneria e l'inettitudine che presiede la gestione della cosiddetta "cosa pubblica", quasi tutta sottesa ad una miriade d'interessi personali per nulla in accordo né con il "buon senso" né con il cosiddetto "bene sociale"? L'ultimo esempio?

E' stato sufficiente che un sindaco provasse ad invertire la vergognosa situazione degli estorsori, mascherati da lavavetri ai semafori, per far insorgere i campioni mondiali della solidarietà, a parole. Ogni qualvolta si cerca di affrontare concretamente un problema; che siano le tasse, l'immigrazione clandestina, la condizione delle strade, la vergogna dei balzelli locali mascherati da sanzioni per la sicurezza del traffico, gli incendi, i rifiuti, l'inadeguatezza della giustizia, la criminalità comune, la corruzione nelle forniture delle ASL, gli ingiustificati e scandalosi privilegi dei miracolati della politica, la pletora degli Enti di Gestione (parcheggi dei trombati politici), la Mafia ed affini, il lavoro nero, il lavoro dei giovani, le pensioni dei vecchi, il signoraggio della Banca d'Italia (SpA) e qui fermiamoci, c'è sempre qualcuno, organico o collaterale alla casta dei politici che si oppone in nome e per conto dei sacri principi, la costituzione, la dignità umana, l'ambiente ed incurante della realtà straccionesca del Paese pontifica sul destino del mondo in generale.

Un efficace sistema per nascondere i propri interessi di Bottega. Fino ad ora il giochetto ha sempre funzionato tanto è vero che l'Italia è un vero e proprio capolavoro di compiuta Democrazia di Mercato ed i cittadini tutto sommato più che mostrare indignazione ambiscono a trovare un posticino dietro a quel bancone di vendita al minuto che è oramai il Bel Paese.
Max

Lettera 9

Estremamente ilare la notizia odierna divulgata da Canale 5 di un nuovo libro di Robert Draper intitolato "Dead Certain: The Presidency of George W. Bush", con quel "Dead Certain" tradotto "Certamente Morto". Mamma cosa si deve mai sentire! Ma "Dead Certain" significa "Assolutamente Certo" (o se si preferisce "Sicuro"), così come il famoso film che lanciò Nicole Kidman si intitolava "Dead Calm", cioè "Calma Assoluta", in Italiano tradotto "Calma Piatta".
M & C

Lettera 10

Cos'è più disdicevole? Assegnare a Lele Mora il Premio Pannunzio, come ipotizzato da Diego Novelli, oppure azzoppare Torino eleggendo Novelli come sindaco, magari per una decina d'anni??? Entrambe le ipotesi sono disdicevoli, ma se la prima è e rimarrà solo un' ipotesi, la seconda, purtroppo, è realmente accaduta! Se messo a confronto con il sindaco rosso degli anni grigi di Torino, anche un Lele Mora qualunque merita di essere tenuto in degna considerazione.
Lorenzo Gnavi

Lettera 11
Caro Dago, una prova in più del nostro provincialismo. In prima pagina sull'International Herald Tribune (www.iht.com): liberati i 19 ostaggi coreani in Afghanistan. In prima pagina sul Corriere della Sera (www.corriere.it): Mastella che litiga con Padoa Schioppa.
Federico

Lettera 12

Caro Dago, sulla pronuncia del nome del grande attore Laurence Olivier stilettate tra i nostri grandi inviati al festival di venezia, che tradiscono il desiderio di prendersi a pesci in faccia. Tuttavia, se i Nostri studiassero di piu' e magari si collegassero ad Internet, potrebbero evitare di parlare tra di loro, per fatti loro, e dare l'interpretazione autentica della pronuncia, che non ha niente a che fare con il vezzo dell'attore, ma piuttosto con il fatto che la lingua della perfida Albione e' una grande macedonia con varie stratificazioni fonetiche, dovute alla sua storia di reciproche interferenze con molti popoli dell'orbe terraqueo. Ecco il link ad un autorevole dizionario, con pronuncia anche in audio. Grandi Inviati, la prossima volta, per favore, studiate prima di aprire bocca, o pestare i tasti del computer. http://www.m-w.com/dictionary/olivier
Britannico

Lettera 13
Caro Dago, leggo del colossale cattivo gusto delle "ali del sogno" su cui si fa volare al Bagaglino il funerale di Alitalia. Fatti raccontare che su quelli ali soffia vento di tempesta e arriva dritto sulla povera Ilaria Bramezza, che continua a combinare un disastro comunicativo dietro l'altro. La "direttora" delle relazioni esterne di Alitalia, piazzata lì per volontà dell'ex sindaco di Venezia Paolo Costa di cui è stata collaboratrice, sta mettendo in imbarazzo il rigorosissimo neopresidente Maurizio Prato, con una serie di operazioni disinvolte: strane insistenze per il contratto milionario proprio con la Ince Communication di Pino Insegno, da te raffigurato sulla ridicola locandina e tanto caro a un politico nostrano; richieste di forzature dei posti in aereo per sé e per le proprie amiche (l'ultimo caso la settimana scorsa da Palermo con la diletta amica Sara Emanuelli); la scorsa settimana addirittura la brama di ottenere una maglia di Alessandro Del Piero ha portato la Bramezza a proporre all'incredulo interlocutore uno scambio tra una tessera Freccia Alata e la sudata casacca del campione bianconero. E proprio tu su Dagospia avevi raccontato come la Bramezza avesse dato la stretta sulle tessere Freccia Alata, evidentemente per detenere più potere nel concederle. Per Prato, una grana in più, ma c'è chi afferma che la soluzione-allontanamento sia ormai dietro l'angolo.
Mario La Vesca

Lettera 14

Caro Dago, non ho nulla contro Malpensa, purtroppo la discesa di Alitalia è iniziata con Burlando che voleva a tutti i costi un secondo Hub per Alitalia.
E qui sono iniziati gli spechi di AZ per il trasferimento di piloti e AA/VV su MXP, Non parliamo poi di AZ.Team di Ciampella, che voleva una AZ/Low cost. I piloti hanno accettato,si, il cambio ma con le stesse buste paga, per gli AA/VV assunti ex novo lo stipendio era meno che a EasyJet, con turni massacranti e i riposi che saltavano.
Ecco che l'unico rimedio, era andare dal dottore. Quando le cose sono fatte male, prima o dopo vengono a galla.Pagheranno prima o poi tutti questi dirigenti apprendesti stregoni, voluti dalla politica, ne dubito.
Giulio


Dagospia 03 Settembre 2007