FIAT CRACK - AGNELLI REPLICA ALLE INSINUAZIONI (LIQUIDARE TUTTO ALLA GM) DEL "FINANCIAL TIMES": "MA COME SIETE ESAGERATAMENTE NERVOSI."
Da Repubblica.it (www.repubblica.it)
Milano. Interviene Gianni Agnelli per spegnere gli allarmismi sulla Fiat, che dalla settimana scorsa perde terreno a piazza Affari. "Il nervosismo del mercato borsistico per quanto riguarda il titolo Fiat mi pare francamente esagerato" afferma il presidente onorario della Fiat in una nota. "La situazione economica generale e il negativo andamento di alcuni mercati, in particolare quello dell'auto, influiscono naturalmente sui conti dell'azienda. Nello stesso tempo - afferma - la riorganizzazione, avviata alla fine dello scorso anno dai vertici della società, prosegue con grande intensità. I programmi impostati, sia di tipo industriale che finanziario, possono avere nel breve un impatto negativo sul conto economico, ma stanno dando segnali importanti. Sono certo - dichiara Agnelli - che si tradurranno in risultati positivi nel prossimo futuro, in particolare sulla struttura finanziaria del gruppo".
"Voglio ancora una volta ribadire - sottolinea Agnelli - che crediamo nello sviluppo della Fiat Auto, la cui ristrutturazione procede con incisività. In questi momenti difficili, che ho peraltro già vissuto molte volte, tutto il gruppo deve lavorare con grande determinazione per attuare le strategie che sono state definite". Agnelli rileva quindi che "l'avv. Fresco e l'ing. Canterella stanno operando con tutta la mia fiducia e quella dei principali azionisti. Alla prossima assemblea degli azionisti della Fiat, nella quale è prevista la scadenza del consiglio di amministrazione al termine del triennio, l'Ifi e l'Ifil proporranno la conferma per i prossimi tre anni del presidente Fresco e dell'amministratore delegato Cantarella". Agnelli poi afferma che "si terrà oggi l'assemblea ordinaria e straordinaria di Fiat Auto spa, società interamente posseduta da Fiat Auto Holdings b.V. L'assemblea è chiamata ad approvare il bilancio d'esercizio 2001 e la ricostituzione da parte dell'unico azionista Fiat Auto holdings b.V. Del capitale sociale a 1,8 miliardi di euro tramite l'utilizzo delle proprie risorse. L'operazione - conclude la dichiarazione di Agnelli - non prevede l'intervento dei soci di Fiat Auto holdings b.V. (Fiat 80% e gm 20%)".
Il titolo in Borsa, che aveva già invertito rotta da metà mattinata, prosegue in rialzo. Quella di Agnelli è stata una risposta nemmeno troppo implicita alle insinuazioni avanzate oggi dal Financial Times, secondo cui il gruppo avrebbe potuto uscire prima dall'auto. Quanto al rimbalzo in Borsa, analisti e trader ritengono che siano scattate ricoperture tecniche, dopo il brusco scivolone accusato dalle azioni del Lingotto la scorsa settimana (-10,7% in cinque sedute, -27% da inizio anno). Resta perciò la cautela. Almeno fino alla metà di maggio, quando saranno resi noti i conti del primo trimestre. Il 14 maggio si riunirà infatti l'assemblea in occasione della quale probabilmente il management dell'azienda commenterà i conti del gruppo e indicherà le prospettive future. Nello stesso giorno, inoltre, il consiglio di amministrazione esaminerà i conti del primo trimestre dell'anno. Il giorno successivo è prevista una conference call, mentre il 16 e 17 sarà organizzato a Balocco l'incontro tra il management e la comunità finanziaria. E nello stesso periodo, ossia metà maggio, Standard&Poor's comunicherà la propria decisione in merito ad un eventuale declassamento sul debito a breve del gruppo torinese.
Gli analisti tendono a vedere in quello di queste ultime battute un rimbalzo tecnico. "Fino a che non ci sarà una maggiore visibilità sull'andamento dei conti del Lingotto, nonchè sul processo di ristrutturazione, infatti, risulta difficile dare giudizi sui titoli torinesi, che per altro potrebbero di nuovo esser penalizzati da notizie negative", osservano da Centrosim. Prudenza, quindi, ancora per qualche settimana. Anche se alcuni analisti fanno osservare che, dopo lo scivolone delle ultime sedute, il titolo in Borsa avrebbe già messo in conto lo scenario più negativo per Fiat e quoterebbe a valori che non tengono conto del valore dell'azienda. Da Bsch-Bipielle, ad esempio, ritengono che le azioni della casa auto siano state penalizzate in modo eccessivo. "D'altra parte - sottolineano dall'istituto - accumulare le azioni potrebbe risultare rischioso, visto che nei prossimi giorni i titoli del Lingotto potrebbero risentire negativamente di altre notizie negative", come conti di bilancio deludenti o la cessione di qualche divisione (è stato fatto il nome di Teksid) a prezzi inferiori a quelli ipotizzati dagli esperti".
Il momento resta quindi quanto mai difficile per il gruppo di Torino, per il quale l'uscita dall'auto potrebbe essere più vicina, come sentenzia oggi il Financial Times in una nota contenuta nella rubrica 'lex column'. Le prospettive che la Fiat possa uscire anticipatamente dal settore automobilistico hanno fatto "un passo avanti", sostiene il quotidiano, dopo "la decisione di S&P di mettere il rating a breve della società sotto osservazione per una possibile riduzione".
Una notizia che la scorsa settimana ha pesato moltissimo sulle contrattazioni in Borsa del titolo: nelle ultime tre sedute le azioni Fiat hanno bruciato, in termini di capitalizzazione, ottocentoventicinque milioni di euro. Venerdì il pessimo umore degli operatori ha inoltre trovato nuova linfa dalla voce di un peggioramento dei dati trimestrali che la Fiat annuncerà a breve. L'andamento del mercato dell'auto e le nuove cifre sull'industria automobilistica italiana - scesa in marzo al decimo posto fra le industrie italiane - non hanno contribuito a tranquillizzare la comunità degli affari. Le prime indicazioni uscite nei giorni scorsi indicano infatti una riduzione del 15% annuo sia delle immatricolazioni di vetture nuove che degli ordini. In serata, intanto, è prevista l'assemblea di Fiat Auto con all'ordine del giorno la delibera sull'abbattimento del capitale e l'eventuale ricapitalizzazione in seguito alle perdite (superiori a un terzo del capitale) registrate nel 2001 e pari a 640 milioni di euro. L'eventuale ricapitalizzazione sarà per l'80% a carico di Fiat e per il 20% a carico del socio Usa General Motor.
E nell'attesa dell'assemblea, dal Lingotto non commentano l'ipotesi lanciata questa mattina dal Financial Times di una uscita anticipata dal settore auto. In particalare, il prestigioso quotidiano finanziario ricorda che la Fiat si è battuta per "ridurre il peso di 6 miliardi di euro di debiti in un mercato implacabile". L'uscita da settori non essenziali "offre la maggiore speranza per la riduzione degli interessi, ma sta procedendo lentamente e non porterà abbastanza soldi" scrive il Ft, per il quale "questo, assieme agli indizi che l'ultima vettura lanciata, la Stilo, la grande speranza della Fiat non sta vendendo bene" completa il quadro dei "dolori" della Fiat. Per il Ft la casa automobilistica "deve urgentemente rafforzare la gamma di modelli per il mercato mediano per affrontare Germania e Francia ed evitare di essere esposta alle importazioni a basso costo". "La risposta" potrebbe essere, scrive il Ft, "esercitare un'opzione a vendere il settore automobilistico alla General Motors".
Il giornale economico ricorda infatti che la casa automobilistica americana pagò 2,4 miliardi di dollari, due anni fa, per una quota del 20% in Fiat Auto e all'interno dell'accordo era prevista anche la possibilità per la Fiat di vendere a partire dal luglio del 2004 alla società americana per un 'ragionevole' valore di mercato. "Anticipare la data della vendita potrebbe andare bene alla GM, il che potrebbe essere l'avvio della risoluzione dei problemi" scrive Ft ma la Fiat "dovrebbe probabilmente ridurre le sue idee di 'valore ragionevole'. "I tradizionalisti - conclude il quotidiano - potrebbero rattristarsi; gli investitori sarebbero contenti di una via d'uscita dagli apparentemente difficili problemi della casa automobilistica".
Dagospia.com 29 Aprile 2002
Milano. Interviene Gianni Agnelli per spegnere gli allarmismi sulla Fiat, che dalla settimana scorsa perde terreno a piazza Affari. "Il nervosismo del mercato borsistico per quanto riguarda il titolo Fiat mi pare francamente esagerato" afferma il presidente onorario della Fiat in una nota. "La situazione economica generale e il negativo andamento di alcuni mercati, in particolare quello dell'auto, influiscono naturalmente sui conti dell'azienda. Nello stesso tempo - afferma - la riorganizzazione, avviata alla fine dello scorso anno dai vertici della società, prosegue con grande intensità. I programmi impostati, sia di tipo industriale che finanziario, possono avere nel breve un impatto negativo sul conto economico, ma stanno dando segnali importanti. Sono certo - dichiara Agnelli - che si tradurranno in risultati positivi nel prossimo futuro, in particolare sulla struttura finanziaria del gruppo".
"Voglio ancora una volta ribadire - sottolinea Agnelli - che crediamo nello sviluppo della Fiat Auto, la cui ristrutturazione procede con incisività. In questi momenti difficili, che ho peraltro già vissuto molte volte, tutto il gruppo deve lavorare con grande determinazione per attuare le strategie che sono state definite". Agnelli rileva quindi che "l'avv. Fresco e l'ing. Canterella stanno operando con tutta la mia fiducia e quella dei principali azionisti. Alla prossima assemblea degli azionisti della Fiat, nella quale è prevista la scadenza del consiglio di amministrazione al termine del triennio, l'Ifi e l'Ifil proporranno la conferma per i prossimi tre anni del presidente Fresco e dell'amministratore delegato Cantarella". Agnelli poi afferma che "si terrà oggi l'assemblea ordinaria e straordinaria di Fiat Auto spa, società interamente posseduta da Fiat Auto Holdings b.V. L'assemblea è chiamata ad approvare il bilancio d'esercizio 2001 e la ricostituzione da parte dell'unico azionista Fiat Auto holdings b.V. Del capitale sociale a 1,8 miliardi di euro tramite l'utilizzo delle proprie risorse. L'operazione - conclude la dichiarazione di Agnelli - non prevede l'intervento dei soci di Fiat Auto holdings b.V. (Fiat 80% e gm 20%)".
Il titolo in Borsa, che aveva già invertito rotta da metà mattinata, prosegue in rialzo. Quella di Agnelli è stata una risposta nemmeno troppo implicita alle insinuazioni avanzate oggi dal Financial Times, secondo cui il gruppo avrebbe potuto uscire prima dall'auto. Quanto al rimbalzo in Borsa, analisti e trader ritengono che siano scattate ricoperture tecniche, dopo il brusco scivolone accusato dalle azioni del Lingotto la scorsa settimana (-10,7% in cinque sedute, -27% da inizio anno). Resta perciò la cautela. Almeno fino alla metà di maggio, quando saranno resi noti i conti del primo trimestre. Il 14 maggio si riunirà infatti l'assemblea in occasione della quale probabilmente il management dell'azienda commenterà i conti del gruppo e indicherà le prospettive future. Nello stesso giorno, inoltre, il consiglio di amministrazione esaminerà i conti del primo trimestre dell'anno. Il giorno successivo è prevista una conference call, mentre il 16 e 17 sarà organizzato a Balocco l'incontro tra il management e la comunità finanziaria. E nello stesso periodo, ossia metà maggio, Standard&Poor's comunicherà la propria decisione in merito ad un eventuale declassamento sul debito a breve del gruppo torinese.
Gli analisti tendono a vedere in quello di queste ultime battute un rimbalzo tecnico. "Fino a che non ci sarà una maggiore visibilità sull'andamento dei conti del Lingotto, nonchè sul processo di ristrutturazione, infatti, risulta difficile dare giudizi sui titoli torinesi, che per altro potrebbero di nuovo esser penalizzati da notizie negative", osservano da Centrosim. Prudenza, quindi, ancora per qualche settimana. Anche se alcuni analisti fanno osservare che, dopo lo scivolone delle ultime sedute, il titolo in Borsa avrebbe già messo in conto lo scenario più negativo per Fiat e quoterebbe a valori che non tengono conto del valore dell'azienda. Da Bsch-Bipielle, ad esempio, ritengono che le azioni della casa auto siano state penalizzate in modo eccessivo. "D'altra parte - sottolineano dall'istituto - accumulare le azioni potrebbe risultare rischioso, visto che nei prossimi giorni i titoli del Lingotto potrebbero risentire negativamente di altre notizie negative", come conti di bilancio deludenti o la cessione di qualche divisione (è stato fatto il nome di Teksid) a prezzi inferiori a quelli ipotizzati dagli esperti".
Il momento resta quindi quanto mai difficile per il gruppo di Torino, per il quale l'uscita dall'auto potrebbe essere più vicina, come sentenzia oggi il Financial Times in una nota contenuta nella rubrica 'lex column'. Le prospettive che la Fiat possa uscire anticipatamente dal settore automobilistico hanno fatto "un passo avanti", sostiene il quotidiano, dopo "la decisione di S&P di mettere il rating a breve della società sotto osservazione per una possibile riduzione".
Una notizia che la scorsa settimana ha pesato moltissimo sulle contrattazioni in Borsa del titolo: nelle ultime tre sedute le azioni Fiat hanno bruciato, in termini di capitalizzazione, ottocentoventicinque milioni di euro. Venerdì il pessimo umore degli operatori ha inoltre trovato nuova linfa dalla voce di un peggioramento dei dati trimestrali che la Fiat annuncerà a breve. L'andamento del mercato dell'auto e le nuove cifre sull'industria automobilistica italiana - scesa in marzo al decimo posto fra le industrie italiane - non hanno contribuito a tranquillizzare la comunità degli affari. Le prime indicazioni uscite nei giorni scorsi indicano infatti una riduzione del 15% annuo sia delle immatricolazioni di vetture nuove che degli ordini. In serata, intanto, è prevista l'assemblea di Fiat Auto con all'ordine del giorno la delibera sull'abbattimento del capitale e l'eventuale ricapitalizzazione in seguito alle perdite (superiori a un terzo del capitale) registrate nel 2001 e pari a 640 milioni di euro. L'eventuale ricapitalizzazione sarà per l'80% a carico di Fiat e per il 20% a carico del socio Usa General Motor.
E nell'attesa dell'assemblea, dal Lingotto non commentano l'ipotesi lanciata questa mattina dal Financial Times di una uscita anticipata dal settore auto. In particalare, il prestigioso quotidiano finanziario ricorda che la Fiat si è battuta per "ridurre il peso di 6 miliardi di euro di debiti in un mercato implacabile". L'uscita da settori non essenziali "offre la maggiore speranza per la riduzione degli interessi, ma sta procedendo lentamente e non porterà abbastanza soldi" scrive il Ft, per il quale "questo, assieme agli indizi che l'ultima vettura lanciata, la Stilo, la grande speranza della Fiat non sta vendendo bene" completa il quadro dei "dolori" della Fiat. Per il Ft la casa automobilistica "deve urgentemente rafforzare la gamma di modelli per il mercato mediano per affrontare Germania e Francia ed evitare di essere esposta alle importazioni a basso costo". "La risposta" potrebbe essere, scrive il Ft, "esercitare un'opzione a vendere il settore automobilistico alla General Motors".
Il giornale economico ricorda infatti che la casa automobilistica americana pagò 2,4 miliardi di dollari, due anni fa, per una quota del 20% in Fiat Auto e all'interno dell'accordo era prevista anche la possibilità per la Fiat di vendere a partire dal luglio del 2004 alla società americana per un 'ragionevole' valore di mercato. "Anticipare la data della vendita potrebbe andare bene alla GM, il che potrebbe essere l'avvio della risoluzione dei problemi" scrive Ft ma la Fiat "dovrebbe probabilmente ridurre le sue idee di 'valore ragionevole'. "I tradizionalisti - conclude il quotidiano - potrebbero rattristarsi; gli investitori sarebbero contenti di una via d'uscita dagli apparentemente difficili problemi della casa automobilistica".
Dagospia.com 29 Aprile 2002