RESTYLING DELLA VALLE: DA SCARPARO S'È TRASFORMATO IN UNA VECCHIA MARMOTTA
STRA-LUCA, GEMELLO DI VELTRONI, NON MOLLA (LA POLITICA GLI FREME TRA LE GAMBE)
ARPE: MELIORBANCA, MEJO DI NIENTE - TINO-LOTTO - E IL VATICANO SBARCA A VENEZIA
STRA-LUCA, GEMELLO DI VELTRONI, NON MOLLA (LA POLITICA GLI FREME TRA LE GAMBE)
ARPE: MELIORBANCA, MEJO DI NIENTE - TINO-LOTTO - E IL VATICANO SBARCA A VENEZIA
1 - CHE BRAVO RAGAZZO È DIEGUITO!
Che bravo ragazzo è Dieguito Della Valle, lo scarparo marchigiano che ragiona con i piedi per terra ben foderati dalle sue scarpe con i gommini! Ed è davvero un miracolo che quest'estate il suo gommone Altair di 65 metri non sia andato alla deriva a largo di Lipari mentre come angioletti dormivano a bordo i coniugi Mastella.
Dieguito è un uomo che si è fatto da solo e ha avuto come maestro a Casette D'Ete, in provincia di Ascoli, il nonno Filippo. E' una creatura semplice che la razza dannata dei giornalisti ha messo sopra le righe soprattutto quando nella primavera dell'anno scorso ha avuto l'infelice idea di mettersi contro il Cavaliere di Arcore. Il suo stile di vita è semplice, piccolo è l'orizzonte del suo pensiero che sembra pieno di buon senso contadino e provinciale.
Per averne conferma basta leggere l'intervista che Dieguito ha rilasciato oggi al quotidiano Libero, organo del centro-destra verso il quale lo scarparo amico di Montezemolone non ha più pregiudizi politici. Le sue risposte sono da manuale delle Giovani Marmotte, un capolavoro di moderatismo e di prudenza che richiama il sano odore di una provincia capace di conquistare il mondo con la sua laboriosità.
Tra una risposta e l'altra Dieguito esalta i valori dell'Italia perbene, polemizza con i fannulloni e con chi sale senza merito in cima alla piramide del potere. Il giornalista Gianluigi Paragone è talmente sbalordito dal candore delle risposte di Mister Tod's che gli chiede se per caso anche lui, Dieguito, non stia nella stanza dei bottoni. Con un'impudenza degna del suo "fratello" Clementone Mastella, lo scarparo marchigiano dichiara: "il mondo della finanza l'ho incrociato in modo molto marginale e non mi ha condizionato in alcun modo... io vivo dei miei successi di imprenditore e ciò mi rende libero".
Stupendo Dieguito!, che passa sopra alle vicende BNL dove ha ricavato grasse plusvalenze e applaude alla "nuova" Mediobanca e al suo amico di giochi Luigino Abete al quale riconosce il merito di aver portato la Confindustria verso la piccola e media impresa. La Giovane Marmotta parla anche di Luchino di Montezemolo al quale sconsiglia fraternamente di scendere nel campo della politica, un terreno sul quale l'altro suo amico di giochi Paolino Mieli ha voluto schierarsi con un coraggio "ineccepibile".
2 - MA IL GEMELLO MEDIATICO DI VELTRONI NON MOLLA (LA POLITICA GLI FREME TRA LE GAMBE)
Montezemolone non molla. Incoraggiato dal consenso universale e dagli applausi del mondo femminile per le foto mega-virili strappate in agosto sulla barca, il presidente di Confindustria continua la sua marcia verso la politica a dispetto di chi come Della Valle gli consiglia di lasciar perdere.
Non ce la fa Montezemolone a star fuori da quella rivoluzione generazionale che sull'onda dell'antipolitica porterà WalterEgo Veltroni a Palazzo Chigi. Non ce la fa anche perchè Luchino ha studiato attentamente la squadra del sindaco di Roma e si è accorto che è una squadra debole dove accanto a pesanti uomini di apparato come Goffredo Bettini (150 chili di sindaco-ombra) c'è soltanto una schiera di simpatizzanti coltivati nelle stanze del Campidoglio. C'è spazio quindi per una personalità forte e se anche un domani dovessero tornare nel governo neoriformista quei personaggi vanitosi e incazzati come Mario Monti e Bassanini, Luchino sa che sul piano dell'immagine sono personalità fredde mentre lui è il vero gemello mediatico di Veltroni.
La politica gli frulla nella testa, prude nelle mani, freme tra le gambe. Non è un caso quindi che per il giovedì 20 settembre Luchino abbia organizzato un seminario in Confindustria sul tema che gli sta più a cuore: "Una democrazia funzionante per una politica economica riformatrice". All'appuntamento organizzato da Sandro Trento, il direttore del Centro Studi Confindustria, prossimo alla partenza, parteciperanno l'economista francese Fitoussi che siede nel consiglio di amministrazione di Telecom e il vicepresidente della UE Gunter Verheugen. Per il Governo sarà presente Bersani, l'unico ministro che non si tira addosso i fischi e piace agli industriali, poi alle ore 17 Montezemolone salirà sul palco di viale dell'Astronomia e canterà la sua musica. Saranno note forti di preludio al Convegno dei Giovani Imprenditori che si terrà a Capri il 5 e 6 ottobre per chiudere la stagione delle chiacchiere.
3 - ARPE: MELIORBANCA, MEJO DI NIENTE
Oggi Paolo Fiorentino, il manager che il 3 agosto ha sostituito Matteuccio Arpe al vertice di Capitalia, presenta in videoconferenza agli analisti i risultati della semestrale. L'attesa non è grande perchè si sa che i risultati sono buoni e soprattutto perchè manca il giovane Matteo, il genietto milanese che il Financial Times ha definito un misto "tra uno sfacciato banchiere della City e uno scaltro dirigente di Mediobanca".
Adesso arriva la notizia dalle colonne di MF che Matteuccio starebbe per investire la buonuscita da 50 milioni di euro dentro Meliorbanca, l'istituto nato nel 1998 per operare nel consumer credit e nei finanziamenti corporate. Secondo le indiscrezioni raccolte da Dagospia (che aveva anticipato da mesi le intenzioni di Arpe) l'operazione consentirebbe di acquisire il 10% della banca in cui si ritrovano la Popolare dell'Emilia Romagna, il Banco Popolare e alcuni istituti previdenziali (Inpdap, Inail, Cassa Previdenza Ragionieri).
A prima vista non sembra una ripartenza meravigliosa. Meliorbanca è una realtà piccola e modesta rispetto alle ambizioni smisurate del 43enne Matteuccio. Sembrano cadute le ipotesi di sbarcare alla grande in terra straniera e si rafforza l'idea che l'avversario di Geronzi voglia ripetere il copione di Gerardo Braggiotti, suo compagno di lavoro in Mediobanca. Se la notizia sarà confermata, vorrà dire che al naso del bocconiano Matteuccio non sfuggono le difficoltà di un mercato difficile dove i terremoti finanziari suggeriscono prudenza e piccoli passi. Un mercato dove tre colossi come UniCredit, BancaIntesa e Mediobanca sono disposti a spezzare le ossa.
4 - IL VATICANO SBARCA A VENEZIA (CINEMA PARADISO)
Il Vaticano sbarca a Venezia. Oggi nella Sala Tropicana dell'Hotel Excelsior Davide Croff, l'indossatore delegato della Biennale dovrà brucare l'anello del Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, per il laico Croff e per il direttore della mostra, Marco Muller non sarà un'impresa facile. Sono due laici incalliti che preferiscono inchinarsi davanti alle ossa di Angelina Jolie piuttosto che di fronte alle porpore.
L'occasione è la consegna del Premio Bresson alla regia assegnato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dalla Rivista del Cinematrografo al regista Aleksandr Sokurov che ha realizzato film di grande tensione spirituale. A godersi lo spettacolo nella Mostra un po' svuotata a causa del maltempo, sarà in prima fila Dario Edoardo Viganò un prete dinamico e barbuto che insegna all'Università Lateranense ed è riuscito con abilità a rilanciare la fondazione cattolica Ente dello Spettacolo nella kermesse peccatrice di Venezia.
5 - L'ENALOTTO DI GIORGIO TINO
C'è un uomo di Avellino che ha tra le mani una gara da 2 miliardi di euro. Si chiama Giorgio Tino, 60 anni ed è direttore dei Monopoli di Stato. E' entrato nelle Dogane nel 1973 poi da Tremonti e Prodi è stato piazzato a governare il mondo dei giochi.
Entro il 28 settembre Tino e i suoi uomini dovranno decidere a chi affidare l'Enalotto e la gestione della rete automatica per i giochi. La gara prevede l'affidamento di una concessione per 9 anni e fa gola ai più importanti gruppi mondiali del settore. Qualcuno sostiene che il bando sia talmente complesso da favorire soprattutto i grandi player come Sisal e Lottomatica che però dovranno misurarsi con gli altri gruppi internazionali (soprattutto inglesi).
L'avellinese Giorgio Tino respinge queste insinuazioni con la stessa calma con cui ha respinto poco tempo fa le accuse di due giornalisti del Secolo XIX (Marco Menduni, Ferruccio Sansa) che lo hanno tacciato di ignorare l'inchiesta parlamentare sui 98 miliardi di euro di imposte non pagate dalle concessionarie delle slot machines.
6 - SVILUPPO BERSANI
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che Milena Gabanelli, la brava giornalista di Report, chiede oggi a Domenico Arcuri, amministratore di Sviluppo Italia, la ragione per cui la piccola IRI di via Calabria ha citato per danni e per 5 milioni di euro la sua trasmissione televisiva. La lettera appare a pagina 20 de Il Sole 24 Ore, il giornale che dopo una violenta campagna contro il "mostro" Sviluppo Italia ha dedicato un monumento al calabrese Arcuri "amico" di Luigi Bersani".
Dagospia 06 Settembre 2007
Che bravo ragazzo è Dieguito Della Valle, lo scarparo marchigiano che ragiona con i piedi per terra ben foderati dalle sue scarpe con i gommini! Ed è davvero un miracolo che quest'estate il suo gommone Altair di 65 metri non sia andato alla deriva a largo di Lipari mentre come angioletti dormivano a bordo i coniugi Mastella.
Dieguito è un uomo che si è fatto da solo e ha avuto come maestro a Casette D'Ete, in provincia di Ascoli, il nonno Filippo. E' una creatura semplice che la razza dannata dei giornalisti ha messo sopra le righe soprattutto quando nella primavera dell'anno scorso ha avuto l'infelice idea di mettersi contro il Cavaliere di Arcore. Il suo stile di vita è semplice, piccolo è l'orizzonte del suo pensiero che sembra pieno di buon senso contadino e provinciale.
Per averne conferma basta leggere l'intervista che Dieguito ha rilasciato oggi al quotidiano Libero, organo del centro-destra verso il quale lo scarparo amico di Montezemolone non ha più pregiudizi politici. Le sue risposte sono da manuale delle Giovani Marmotte, un capolavoro di moderatismo e di prudenza che richiama il sano odore di una provincia capace di conquistare il mondo con la sua laboriosità.
Tra una risposta e l'altra Dieguito esalta i valori dell'Italia perbene, polemizza con i fannulloni e con chi sale senza merito in cima alla piramide del potere. Il giornalista Gianluigi Paragone è talmente sbalordito dal candore delle risposte di Mister Tod's che gli chiede se per caso anche lui, Dieguito, non stia nella stanza dei bottoni. Con un'impudenza degna del suo "fratello" Clementone Mastella, lo scarparo marchigiano dichiara: "il mondo della finanza l'ho incrociato in modo molto marginale e non mi ha condizionato in alcun modo... io vivo dei miei successi di imprenditore e ciò mi rende libero".
Stupendo Dieguito!, che passa sopra alle vicende BNL dove ha ricavato grasse plusvalenze e applaude alla "nuova" Mediobanca e al suo amico di giochi Luigino Abete al quale riconosce il merito di aver portato la Confindustria verso la piccola e media impresa. La Giovane Marmotta parla anche di Luchino di Montezemolo al quale sconsiglia fraternamente di scendere nel campo della politica, un terreno sul quale l'altro suo amico di giochi Paolino Mieli ha voluto schierarsi con un coraggio "ineccepibile".
2 - MA IL GEMELLO MEDIATICO DI VELTRONI NON MOLLA (LA POLITICA GLI FREME TRA LE GAMBE)
Montezemolone non molla. Incoraggiato dal consenso universale e dagli applausi del mondo femminile per le foto mega-virili strappate in agosto sulla barca, il presidente di Confindustria continua la sua marcia verso la politica a dispetto di chi come Della Valle gli consiglia di lasciar perdere.
Non ce la fa Montezemolone a star fuori da quella rivoluzione generazionale che sull'onda dell'antipolitica porterà WalterEgo Veltroni a Palazzo Chigi. Non ce la fa anche perchè Luchino ha studiato attentamente la squadra del sindaco di Roma e si è accorto che è una squadra debole dove accanto a pesanti uomini di apparato come Goffredo Bettini (150 chili di sindaco-ombra) c'è soltanto una schiera di simpatizzanti coltivati nelle stanze del Campidoglio. C'è spazio quindi per una personalità forte e se anche un domani dovessero tornare nel governo neoriformista quei personaggi vanitosi e incazzati come Mario Monti e Bassanini, Luchino sa che sul piano dell'immagine sono personalità fredde mentre lui è il vero gemello mediatico di Veltroni.
La politica gli frulla nella testa, prude nelle mani, freme tra le gambe. Non è un caso quindi che per il giovedì 20 settembre Luchino abbia organizzato un seminario in Confindustria sul tema che gli sta più a cuore: "Una democrazia funzionante per una politica economica riformatrice". All'appuntamento organizzato da Sandro Trento, il direttore del Centro Studi Confindustria, prossimo alla partenza, parteciperanno l'economista francese Fitoussi che siede nel consiglio di amministrazione di Telecom e il vicepresidente della UE Gunter Verheugen. Per il Governo sarà presente Bersani, l'unico ministro che non si tira addosso i fischi e piace agli industriali, poi alle ore 17 Montezemolone salirà sul palco di viale dell'Astronomia e canterà la sua musica. Saranno note forti di preludio al Convegno dei Giovani Imprenditori che si terrà a Capri il 5 e 6 ottobre per chiudere la stagione delle chiacchiere.
3 - ARPE: MELIORBANCA, MEJO DI NIENTE
Oggi Paolo Fiorentino, il manager che il 3 agosto ha sostituito Matteuccio Arpe al vertice di Capitalia, presenta in videoconferenza agli analisti i risultati della semestrale. L'attesa non è grande perchè si sa che i risultati sono buoni e soprattutto perchè manca il giovane Matteo, il genietto milanese che il Financial Times ha definito un misto "tra uno sfacciato banchiere della City e uno scaltro dirigente di Mediobanca".
Adesso arriva la notizia dalle colonne di MF che Matteuccio starebbe per investire la buonuscita da 50 milioni di euro dentro Meliorbanca, l'istituto nato nel 1998 per operare nel consumer credit e nei finanziamenti corporate. Secondo le indiscrezioni raccolte da Dagospia (che aveva anticipato da mesi le intenzioni di Arpe) l'operazione consentirebbe di acquisire il 10% della banca in cui si ritrovano la Popolare dell'Emilia Romagna, il Banco Popolare e alcuni istituti previdenziali (Inpdap, Inail, Cassa Previdenza Ragionieri).
A prima vista non sembra una ripartenza meravigliosa. Meliorbanca è una realtà piccola e modesta rispetto alle ambizioni smisurate del 43enne Matteuccio. Sembrano cadute le ipotesi di sbarcare alla grande in terra straniera e si rafforza l'idea che l'avversario di Geronzi voglia ripetere il copione di Gerardo Braggiotti, suo compagno di lavoro in Mediobanca. Se la notizia sarà confermata, vorrà dire che al naso del bocconiano Matteuccio non sfuggono le difficoltà di un mercato difficile dove i terremoti finanziari suggeriscono prudenza e piccoli passi. Un mercato dove tre colossi come UniCredit, BancaIntesa e Mediobanca sono disposti a spezzare le ossa.
4 - IL VATICANO SBARCA A VENEZIA (CINEMA PARADISO)
Il Vaticano sbarca a Venezia. Oggi nella Sala Tropicana dell'Hotel Excelsior Davide Croff, l'indossatore delegato della Biennale dovrà brucare l'anello del Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, per il laico Croff e per il direttore della mostra, Marco Muller non sarà un'impresa facile. Sono due laici incalliti che preferiscono inchinarsi davanti alle ossa di Angelina Jolie piuttosto che di fronte alle porpore.
L'occasione è la consegna del Premio Bresson alla regia assegnato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dalla Rivista del Cinematrografo al regista Aleksandr Sokurov che ha realizzato film di grande tensione spirituale. A godersi lo spettacolo nella Mostra un po' svuotata a causa del maltempo, sarà in prima fila Dario Edoardo Viganò un prete dinamico e barbuto che insegna all'Università Lateranense ed è riuscito con abilità a rilanciare la fondazione cattolica Ente dello Spettacolo nella kermesse peccatrice di Venezia.
5 - L'ENALOTTO DI GIORGIO TINO
C'è un uomo di Avellino che ha tra le mani una gara da 2 miliardi di euro. Si chiama Giorgio Tino, 60 anni ed è direttore dei Monopoli di Stato. E' entrato nelle Dogane nel 1973 poi da Tremonti e Prodi è stato piazzato a governare il mondo dei giochi.
Entro il 28 settembre Tino e i suoi uomini dovranno decidere a chi affidare l'Enalotto e la gestione della rete automatica per i giochi. La gara prevede l'affidamento di una concessione per 9 anni e fa gola ai più importanti gruppi mondiali del settore. Qualcuno sostiene che il bando sia talmente complesso da favorire soprattutto i grandi player come Sisal e Lottomatica che però dovranno misurarsi con gli altri gruppi internazionali (soprattutto inglesi).
L'avellinese Giorgio Tino respinge queste insinuazioni con la stessa calma con cui ha respinto poco tempo fa le accuse di due giornalisti del Secolo XIX (Marco Menduni, Ferruccio Sansa) che lo hanno tacciato di ignorare l'inchiesta parlamentare sui 98 miliardi di euro di imposte non pagate dalle concessionarie delle slot machines.
6 - SVILUPPO BERSANI
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che Milena Gabanelli, la brava giornalista di Report, chiede oggi a Domenico Arcuri, amministratore di Sviluppo Italia, la ragione per cui la piccola IRI di via Calabria ha citato per danni e per 5 milioni di euro la sua trasmissione televisiva. La lettera appare a pagina 20 de Il Sole 24 Ore, il giornale che dopo una violenta campagna contro il "mostro" Sviluppo Italia ha dedicato un monumento al calabrese Arcuri "amico" di Luigi Bersani".
Dagospia 06 Settembre 2007