ANCHE RIOTTA E' VERGINE: "NON SONO PRODIANO" (SARA' VELTRONIANO?) - "REVOLUTION" AL TG1 MA IL CDR NON SA NULLA: SEMPRESVEGLIO TEME LE SPIE DI MIMUN - NUOVO STUDIO E DOPPIA CONDUZIONE: TROPPI MEZZIBUSTI DA ACCONTENTARE (O UN TRIBUTO AL TG1 DI FABIANI)?

1 - TG1, DUE CONDUTTORI PER UNO STUDIO NUOVO.
Maria Grazia Buzzone per "La Stampa"


Oggi il direttore Gianni Riotta annuncerà in conferenza stampa una serie di novità in arrivo sul Tg1, il primo per ascolti. Novità grafiche, innanzitutto, ma che riguardano anche lo studio, tenuto finora segretissimo. Chi ha avuto modo di vederlo, però, almeno in fotografia, ha notato che oltre al nuovo fondale e al mappamondo metallico che troneggia su un lato, vi figura un cambiamento non da poco: una lunga scrivania dietro la quale sono state piazzate due poltrone. Un dettaglio che fa pensare a due conduttori. Due giornalisti al posto del solito mezzobusto che imperversa da anni. Questa sì una novità di rilievo, che potrebbe decollare già da lunedì prossimo.

Al Saxa Rubra ancora non se ne sa niente. Nemmeno il comitato di redazione è stato informato. «Finora non ci è stato comunicato niente, magari il direttore ne parlerà nella conferenza stampa. Certo, andrebbe capita la ratio editoriale», mette le mani avanti Alessandra Mancuso, del cdr. Già. Capire cosa avrà indotto Riotta a un tale cambiamento. Nell'attesa, si possono fare delle ipotesi, sulla scia di quelle avanzate dai pochi intimi che hanno sbirciato nel nuovo studio.



Due posti in video consentono di allargare il numero dei conduttori, accontentando giornalisti di varia tendenza, visto che il ruolo di mezzobusto, specie al Tg delle 20, è da sempre il più ambito. Oggi si alternano Sassoli, Romita, Ferrario e Maggioni. Ma presto dovrà tornare dalla maternità la Busi. Un'altra idea fa pensare a un cambiamento di maggior spessore, con giornalisti specializzati in Interni, Cronaca ed Esteri, per esempio. Come accadeva, con Andrea Barbato, Piero Angela, Rodolfo Brancoli, nella rivoluzionaria edizione delle 13.30 del 1967, la prima con giornalisti in video, del Tg allora unico diretto proprio da Fabiano Fabiani, l'attuale nuovo consigliere Rai. Che non potrebbe non apprezzare l'omaggio.

2 - UNA NOMINA FUORI DALLE LOTTIZZAZIONI.
Lettera di Gianni Riotta (direttore del Tg1) a "La Stampa"


In una tabella della Stampa di ieri vengono individuate aree politiche per i giornalisti della Rai e a me viene data la tassonomia «Prodi». È una definizione errata, ho rifiutato nel 1996 e nel 2001 nomine Rai perché lottizzate e ho accettato quella al Tg1 del presidente Petruccioli e del direttore Cappon solo a patto che venisse votata all'unanimità dal Consiglio di amministrazione in tutte le sue componenti, come infatti poi è avvenuto. Del resto, ben magro affare avrebbe fatto il presidente Prodi con me, visto che la sua politica economica è stata criticata sul Tg1 da economisti come Francesco Giavazzi, Tito Boeri, Bill Emmott, Mario Deaglio, la sua politica da Giovanni Sartori, Andrea Romano e Vittorio Feltri e lo stesso direttore della Stampa Anselmi nei «punti» economici non è stato tenero. Si può fare di più e meglio, certo. Ma debbo notare che mai, nel mezzo secolo di vita del Tg1, un primo ministro in carica era stato liberamente criticato in prima serata.


Dagospia 13 Settembre 2007