LA ROMA VELTRONA "RIMANDATA" DA FITCH - LA SOCIETÀ DI RATING CONFERMA IL GIUDIZIO "AA-" MA ESPRIME DUBBI SUL RICORSO A ENTRATE STRAORDINARIE - PESA UN USO NON TRASCURABILE DEL COSIDDETTO "UPFRONT" SUI DERIVATI - MILANO STABILE.

Isabella Bufacchi per "Il Sole 24 Ore"

Il debito tende a crescere, le spese continuano a essere finanziate con incassi una tantum generati prima da strumenti derivati e obbligazioni, poi dall'Ici non ancora riscossa, e inevitabilmente le prospettive del rating peggiorano: con l'immancabile minaccia di declassamento entro uno o due anni in mancanza di miglioramenti strutturali. È quanto è accaduto ieri al Comune di Roma: l'agenzia di rating Fitch ha confermato la "AA-" ma ne ha modificato l'outlook da stabile a negativo a causa di un debito che da 6,5 miliardi di euro si proietta verso quota 7,5 miliardi con il perdurare di misure straordinarie, le cosiddette one-off, a copertura di spese.
Diverso il giudizio su Milano che mantiene la "AA-" e le prospettive stabili di Fitch.

«Le prospettive negative riflettono il fatto che Roma sistematicamente conta su entrate una tantum come fonte di entrata per coprire spese ricorrenti nel contesto di un crescente fabbisogno per finanziare un piano di investimenti da 5 miliardi di euro entro il 2011», ha sentenziato Raffaele Carnevale, analista di Fitch per i rating di enti locali e pubblica amministrazione.

Le misure una tantum in questione, monitorate e tenute sotto osservazione da Fitch già da qualche anno, secondo Carnevale sono state utilizzate dal Comune di Roma per "comprare tempo" e sono state tollerate dall'agenzia di rating fino a quando il debito si è mantenuto stabile. Il problema che ha fatto scattare il peggioramento dell'outlook è il debito che in prospettiva dovrebbe lievitare di 2 miliardi di euro portandosi a quota 7,5 miliardi entro il 2010-2011 al netto dei rimborsi.



Le prime entrate di natura straordinaria per le casse capitoline risalgono al 2004-2005 attraverso un uso non trascurabile del cosiddetto "upfront" sui derivati. Questa tecnica, contrastata con vigore dal ministero del Tesoro e denunciata dalla Corte dei Conti, consente agli enti locali di ottenere prestiti " fuoribilancio" modificando le condizioni dei derivati in base ai tassi di mercato: il Comune incassa un versamento in contanti (upfront) al momento della stipula del contratto derivato e solitamente lo ripaga spalmando le rate negli anni a venire sugli interessi dello swap.

In aggiunta ai derivati, Roma ha utilizzato un'altra tecnica per un'entrata extra, come rilevato da Fitch: ha collocato obbligazioni sopra la pari (sopra il valore 100) riaprendo emissioni di vecchi bond che avevano una cedola più alta rispetto ai tassi di mercato correnti al momento del nuovo collocamento.

Fitch ha sollecitato la fine di queste entrate straordinarie per finanziare le spese. Ma le one-off sono tornate tramite con l'Ici non pagata, e gli interessi di mora, messi in conto a fronte di spese ma senza essere incassati. Nel 2007 potrebbe essere la volta dei preventivi sulle multe: il debito proiettato all'insù è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.


Dagospia 19 Settembre 2007