ALITALIA APPESA ALLE CORDATE - I RUSSI DI AEROFLOT (CHE SAREBBERO APPOGGIATI DA BERSANI) CERCANO DI STRINGERE, MA SE LA DEVONO VEDONO CON EMIRATES (GRADITA A RUTELLI?), CON CUI AVREBBE STRETTO UN ACCORDO ELIA VALORI.

Francesco Nati per "Finanza & Mercati"


Aeroflot stringe su Alitalia, mentre il tandem formato da Giancarlo Elia Valori e da Antonio Baldassarre gioca l'asso Emirates. Secondo le indiscrezioni filtrate ieri da ambienti vicini alle trattative, il presidente della società finanziaria Sviluppo Mediterraneo, in qualità di advisor economico, e l'ex presidente Rai, in qualità di advisor legale, avrebbe stretto un accordo con il vettore arabo di Dubai. Nella cordata ci sarebbero altri soggetti stranieri come banche africane e fondi statunitensi e cinesi.

A quanto si è appreso, Emirates sarebbe disposta a rilevare il 5% della quota ceduta dal Tesoro, che dovrebbe aggirarsi intorno al 40% dell'attuale 49,9%, mentre il resto sarebbe suddiviso fra gli altri partner. Non è escluso che alla cordata possa partecipare anche un soggetto italiano, per assicurare l'italianità di Alitalia. Tale disegno, che secondo quanto risulta a F&M sarebbe caldeggiato dal vicepremier, Francesco Rutelli, si scontrerebbe con i piani di Pier Luigi Bersani. Il ministro dello Sviluppo economico ha infatti puntato molto sull'asse Italia-Russia, dove una eventuale intesa Alitalia-Aeroflot potrebbe accelerare anche altre importanti partite economiche.

A cominciare da Finmeccanica - che dopo aver lanciato con Sukhoi il progetto per il Superjet 100, si prepara ad aprire nuove e ricche partite con il gruppo russo - per continuare con l'Eni, che sta giocando un difficilissimo match sul fronte kazako per il Kashagan (dove il presidente Vladimir Putin potrebbe sbloccare l'impasse). Un segnale esplicito, in questo senso, è arrivato ieri dal sottosegretario alla Sviluppo economico, Alfonso Gianni: «A mio parere - ha detto - una soluzione Aeroflot per Alitalia potrebbe essere un'opzione molto interessante».



E anche il direttore generale di Aeroflot, Valery Okulov, ha ammorbidito la sua posizione, confermando l'interesse per la compagnia di bandiera «purché ci si trovi un accordo sul prezzo». Si allontana invece l'Air One di Carlo Toto, che ieri ha incassato lo schiaffo del presidente Alitalia Maurizio Prato («per la compagnia di bandiera serve un partner estero») e, in attesa di un segnale concreto dal Tesoro, tira dritto sul piano industriale stand alone.

Questo il senso dell'incontro di ieri per la presentazione della nuova rotta Roma Fiumicino-Berlino Tegel, dove i vertici del vettore italiano hanno brindato ai conti del 2007, lanciando la sfida al mercato dei voli intercontinentali. Secondo le ultime stime, a fine 2007 il numero dei passeggeri salirà a 7,2 milioni, in aumento di circa il 20% rispetto al dato del 2006. Il fatturato dovrebbe attestarsi a circa 700 milioni e a 900 milioni nel 2008.

Non è tutto. Air One si appresta a lanciare il network di voli a lungo raggio, operativi da giugno, sia verso l'Asia che verso l'America. Il progetto verrà sostenuto da forti investimenti. È in dirittura d'arrivo, «allo sprint finale», la chiusura dell'accordo per l'acquisto di 4 aeromobili (800 milioni) da Boeing o Airbus.


Dagospia 27 Settembre 2007