LA GUERRA FREDDINA/1 - DOPO LA PERESTROJKA E LA DISSOLUZIONE DELL'URSS, I RAPPORTI TRA USA E RUSSIA SONO DI NUOVO TESI - IL RUOLO DELLE SPIE È DIVENTATO DI NUOVO FONDAMENTALE, E A MOSCA GLI 007 SONO AL POTERE.
Leonardo Coen per "la Repubblica"
Fu prima del golpe contro Gorbaciov, nell´agosto del 1991, che gli americani decisero di costruire una nuova palazzina all´interno della vasta area extraterritoriale dell´ambasciata di Mosca, in Bolshoi Devjatinskij pereulok 8, e che il Kgb riuscì a beffare clamorosamente i colleghi della Cia. Durante i lavori, i russi infiltrarono dei loro agenti tra le maestranze, imbottirono il cemento e le travi di «cimici», sistemarono ovunque microtelecamere, captatori di rumori, sensori magnetici. Persino le statue del giardino furono «sensibilizzate» dai minuscoli ma sofisticati marchingegni d´intercettazione. Una colossale quanto invisibile ragnatela elettronica avvolgeva la legazione Usa, tanto che alla Lubianka, sede del Kgb, il nuovo edificio degli americani fu ribattezzato ironicamente Microfono.
Poi successe che il 23 agosto del 1991, subito dopo il fallimento del golpe, il cinquantaquattrenne Vadim Bakatin venisse insediato alla testa del Kgb, al posto del golpista Vladimir Krjuchov, con l´incarico di «liquidare» la vecchia struttura del Kgb. Nacque il Servizio Interepubblicano per la Sicurezza (SIS). Bakatin varò subito la riforma e cominciò ad avviare una graduale decentralizzazione dell´intelligence sovietica. Era anche convinto che si doveva seppellire la Guerra Fredda. Quale migliore atto di distensione se non quello di rivelare agli americani che la loro ambasciata doveva essere «bonificata»?
Così decise di consegnar loro gli schemi e tutta la documentazione tecnica relativa all´inquinamento spionistico. Bakatin credeva nella «svolta» dei rapporti tra Russia ed Occidente. Ma un gesto analogo non ci fu mai da parte Usa. Anzi. Gli americani distrussero la palazzina. La ricostruirono usando materiali provenienti direttamente dagli Stati Uniti. Bakatin pagò cara l´iniziativa: bollato da una parte dell´opinione pubblica russa di «alto tradimento», il 15 gennaio del 1992 fu esonerato.
Quindici anni dopo, difficile rintracciare a Mosca quel clima «collaborativo» con gli americani che sembrava esserci all´inizio degli anni Novanta. La Russia è sempre più nelle mani delle spie. I capi delle varie intelligence occupano le stanze dei poteri «forti». Il «nemico» è di nuovo l'America. Gli ex agenti del Kgb si sono riciclati: sono diventati manager di successo, imprenditori «protetti» dal Cremlino, politici. Un quarto degli alti funzionari del paese facevano parte dell´Fsb o dalle Forze Armate. Negli otto anni di presidenza, Putin ha consolidato questo potere, gestito da lui e da un ristretto gruppo di uomini per la stragrande maggioranza provenienti dai «servizi».
Ha ridato legittimità alle aspirazioni di superpotenza della Russia e a quelle dell´apparato militar-industriale. Ha soggiogato l´opposizione, i mass media, la nascente borghesia. Ha rinnovato e dotato di ampi mezzi finanziari i servizi di sicurezza, puntando moltissimo sull´alta tecnologia (un pallino di Putin), stimolando il confronto con le analoghe strutture occidentali. Spiare l´America è tornata ad essere una priorità. Così, come sviluppare le nuove tecnologie avanzate.
L´Fsb dispone di un Istituto di crittografia, comunicazione ed informatica. Qui si formano i migliori specialisti di cyberspionaggio, qui ci si addestra alla guerra cibernetica. Ne sanno qualcosa in Estonia, attaccata qualche mese fa da non meglio precisati hacker di origine russa, dopo il braccio di ferro per la vicenda del monumento al soldato dell´armata Rossa che il governo estone ha rimosso dal centro di Tallinn. Fiore all´occhiello è il Gru, l´intelligence militare, considerata la struttura più inaccessibile del mondo, «occhi ed orecchi dell´esercito russo». Lo guida il generale Valentin Korabelnikov, coadiuvato da 12 vice. Subordinate al Gru vi sono 6 brigate militari e un gruppo di Spetsnaz (distaccamento a destinazione speciale) il cui obiettivo, in caso di guerra, è eliminare la dirigenza del Paese nemico.
Dieci mesi fa Putin ha inaugurato a Mosca la nuova sede in Khoroshovskoje Chaussée, nella zona dell´Ippodromo, costata 9 miliardi di rubli: un edificio impressionante, non tanto per i suoi otto piani esterni (si ignora quanti siano quelli sotterranei) o per la sua estensione (70mila metri quadrati) quanto per le applicazioni hi-tech di cui dispone. Vetrate antiproiettile oscurate, calcestruzzo iperresistente ed afonico, facciata d´acciaio inossidabile. Sul tetto opera uno speciale «spazzino» elettronico. Per temprare gli 007, un centro di addestramento fisico «dove si impara a sopravvivere e a vincere: nell´aria, sulla terra, nell´acqua e persino sott´acqua»
Dagospia 02 Ottobre 2007
Fu prima del golpe contro Gorbaciov, nell´agosto del 1991, che gli americani decisero di costruire una nuova palazzina all´interno della vasta area extraterritoriale dell´ambasciata di Mosca, in Bolshoi Devjatinskij pereulok 8, e che il Kgb riuscì a beffare clamorosamente i colleghi della Cia. Durante i lavori, i russi infiltrarono dei loro agenti tra le maestranze, imbottirono il cemento e le travi di «cimici», sistemarono ovunque microtelecamere, captatori di rumori, sensori magnetici. Persino le statue del giardino furono «sensibilizzate» dai minuscoli ma sofisticati marchingegni d´intercettazione. Una colossale quanto invisibile ragnatela elettronica avvolgeva la legazione Usa, tanto che alla Lubianka, sede del Kgb, il nuovo edificio degli americani fu ribattezzato ironicamente Microfono.
Poi successe che il 23 agosto del 1991, subito dopo il fallimento del golpe, il cinquantaquattrenne Vadim Bakatin venisse insediato alla testa del Kgb, al posto del golpista Vladimir Krjuchov, con l´incarico di «liquidare» la vecchia struttura del Kgb. Nacque il Servizio Interepubblicano per la Sicurezza (SIS). Bakatin varò subito la riforma e cominciò ad avviare una graduale decentralizzazione dell´intelligence sovietica. Era anche convinto che si doveva seppellire la Guerra Fredda. Quale migliore atto di distensione se non quello di rivelare agli americani che la loro ambasciata doveva essere «bonificata»?
Così decise di consegnar loro gli schemi e tutta la documentazione tecnica relativa all´inquinamento spionistico. Bakatin credeva nella «svolta» dei rapporti tra Russia ed Occidente. Ma un gesto analogo non ci fu mai da parte Usa. Anzi. Gli americani distrussero la palazzina. La ricostruirono usando materiali provenienti direttamente dagli Stati Uniti. Bakatin pagò cara l´iniziativa: bollato da una parte dell´opinione pubblica russa di «alto tradimento», il 15 gennaio del 1992 fu esonerato.
Quindici anni dopo, difficile rintracciare a Mosca quel clima «collaborativo» con gli americani che sembrava esserci all´inizio degli anni Novanta. La Russia è sempre più nelle mani delle spie. I capi delle varie intelligence occupano le stanze dei poteri «forti». Il «nemico» è di nuovo l'America. Gli ex agenti del Kgb si sono riciclati: sono diventati manager di successo, imprenditori «protetti» dal Cremlino, politici. Un quarto degli alti funzionari del paese facevano parte dell´Fsb o dalle Forze Armate. Negli otto anni di presidenza, Putin ha consolidato questo potere, gestito da lui e da un ristretto gruppo di uomini per la stragrande maggioranza provenienti dai «servizi».
Ha ridato legittimità alle aspirazioni di superpotenza della Russia e a quelle dell´apparato militar-industriale. Ha soggiogato l´opposizione, i mass media, la nascente borghesia. Ha rinnovato e dotato di ampi mezzi finanziari i servizi di sicurezza, puntando moltissimo sull´alta tecnologia (un pallino di Putin), stimolando il confronto con le analoghe strutture occidentali. Spiare l´America è tornata ad essere una priorità. Così, come sviluppare le nuove tecnologie avanzate.
L´Fsb dispone di un Istituto di crittografia, comunicazione ed informatica. Qui si formano i migliori specialisti di cyberspionaggio, qui ci si addestra alla guerra cibernetica. Ne sanno qualcosa in Estonia, attaccata qualche mese fa da non meglio precisati hacker di origine russa, dopo il braccio di ferro per la vicenda del monumento al soldato dell´armata Rossa che il governo estone ha rimosso dal centro di Tallinn. Fiore all´occhiello è il Gru, l´intelligence militare, considerata la struttura più inaccessibile del mondo, «occhi ed orecchi dell´esercito russo». Lo guida il generale Valentin Korabelnikov, coadiuvato da 12 vice. Subordinate al Gru vi sono 6 brigate militari e un gruppo di Spetsnaz (distaccamento a destinazione speciale) il cui obiettivo, in caso di guerra, è eliminare la dirigenza del Paese nemico.
Dieci mesi fa Putin ha inaugurato a Mosca la nuova sede in Khoroshovskoje Chaussée, nella zona dell´Ippodromo, costata 9 miliardi di rubli: un edificio impressionante, non tanto per i suoi otto piani esterni (si ignora quanti siano quelli sotterranei) o per la sua estensione (70mila metri quadrati) quanto per le applicazioni hi-tech di cui dispone. Vetrate antiproiettile oscurate, calcestruzzo iperresistente ed afonico, facciata d´acciaio inossidabile. Sul tetto opera uno speciale «spazzino» elettronico. Per temprare gli 007, un centro di addestramento fisico «dove si impara a sopravvivere e a vincere: nell´aria, sulla terra, nell´acqua e persino sott´acqua»
Dagospia 02 Ottobre 2007