IL "RICCO INTELLETTUALE" CURZIO MALTESE RICORDA A GRILLO: "NOI CI OCCUPAVAMO DI CORRUZIONE QUANDO TU VIAGGIAVI IN FERRARI" - CON PRODI SI SONO TUTTI ACCORTI DI COLPO CHE I POLITICI GUADAGNANO TROPPO E USANO LE AUTO BLU. PRIMA INVECE C'ERANO GALANTUOMINI.

Curzio Maltese per "il Venerdì di Repubblica"

Nella fatica di dover pagare il mutuo per la casa, è consolante venir iscritti da Beppe Grillo, uno che guadagna quarantamila euro a serata, nella categoria dei ricchi «intellettuali di "Repubblica" preoccupati di perdere il loro lauto stipendio perché c'è chi ha inventato un nuovo modo di fare informazione». Si potrebbe rispondere a Grillo che certi intellettuali di "Repubblica" si occupano di corruzione dai tempi in cui lui viaggiava in Ferrari e presentava "Te la do io l'America", ma naturalmente non è questo il punto. Il populismo ha il suo linguaggio. E l'accusa ai giornalisti è tutto sommato più civile della terrificante battuta su «Prodi-Alzheimer». Se si continua a parlare di Grillo è perché il fenomeno è rivelatore di una deriva della società italiana.

Come tutti i grandi uomini di spettacolo Grillo ha le antenne ben orientate sugli umori popolari. Anni fa sfasciava i computer alla fine dello show in odio alla «dittatura telematica». Oggi considera Internet, la Rete e i blog la salvezza dell'umanità. Negli anni dei governi Berlusconi, con una certa amarezza di fan, ho notato che non parlava quasi mai di politica negli spettacoli.



«Perché i politici non contano nulla» spiegava, «prendono solo ordini dall'economia, dalla finanza, dalle banche centrali, a destra come a sinistra, i buoni e i cattivi». Con un discreto grado d'irrisione verso gli imbecilli che si ostinavano a distinguere fra il sindaco siciliano o calabrese che rischiano la vita per combattere la mafia e Cesare Previti o Marcello Dell'Utri.

Da quando sono arrivati al governo il centrosinistra e Prodi si sono invece tutti accorti di colpo che i politici guadagnano troppo e usano le auto blu, la classe dirigente è peggiore del Paese, i corrotti sono un danno per la collettività. Mentre prima al governo c'erano galantuomini, parchi nelle spese e austeri nel tenore di vita. Quelli che ieri sostenevano l'inutilità di polemizzare con Berlusconi, Putin o Bush, «pupazzi nelle mani delle multinazionali» esattamente come Prodi o Clinton o perfino Nelson Mandela, oggi attribuiscono alle liste comunali la responsabilità di «poter distruggere il futuro dei nostri figli».

Con spirito cristiano bisogna festeggiare con il vitello grasso il ritorno a casa di questi figlioli prodighi. E sopportare che, appena convertiti, tengano prediche. Dove scatta la laica incazzatura è quando si usa una lingua carica di antica violenza reazionaria contro «politicanti» o «intellettuali», con insulti fisici, parole d'ordine brutali, ricette demagogiche presentate come dogmi scientifici. Come diceva l'etichetta discografica del grande Enzo Jannacci? Agd. Acronimo per: abbiamo già dato.


Dagospia 03 Ottobre 2007