AGNELLI, LE MANOVRE PER "AMMORBIDIRE" MARGHERITA - TORINO NON VUOLE LA "TORRE" DI SANT'INTESA - CARLO FELTRINELLI NON DIMENTICA MONTANELLI - AMENDOLA, UN VERDE PER LA "COSA ROSSA" - RADIO MARTELLI - INQUISITI E PREMIATI.

A cura di Enrico Arosio e Paolo Forcellini per "L'espresso"


1 - DIPLOMAZIA AGNELLI.
L'apertura delle udienze, davanti al Tribunale civile di Torino, è fissata per gli inizi di gennaio, fascicolo: Margherita Agnelli contro Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Siegfried Maron, in qualità di mandatari e gestori del patrimonio personale di Gianni Agnelli. Tuttavia, già prima di quella data potrebbe esserci un accordo fra le parti che avrebbe come contenuto un'integrazione del patrimonio (immobili e denaro) di Margherita Agnelli, al fine di evitare una fastidiosa causa sulla quale finiranno inevitabilmente per riaccendersi i riflettori mediatici. Il legale della figlia dell'Avvocato, Girolamo Abbatescianni, ha precisato più volte che non è in discussione l'accordo del 2004 sul 50 per cento del padre, quanto la richiesta di un "un chiaro e completo rendiconto del patrimonio di suo padre".

L'accordo, al quale lavorano le diplomazie di casa Agnelli, non prevederebbe in alcun modo, però, un rientro di Margherita nel capitale Fiat. Sarà una coincidenza ma, intanto, a seguito di una serie di operazioni compiute durante l'estate Siegfried Maron e Gianluigi Gabetti non sono più amministratori dell'Ifil Investissements Société Anonyme; al loro posto sono stati nominati Tiberio Brandolini d'Adda e Alessandro Potestà. Tutto scritto nel verbale numero 070075865 del registro delle società del Lussemburgo. Con un secondo atto, invece, compiuto a Ginevra, il numero 7.880 del Registro di commercio svizzero, Siegfried Maron è stato sostituito alla guida della succursale di Lugano dell'Ifil, da Alessandro Boccardo. (G. S.)

2 - INQUISITI E PREMIATI.
Tra le varie inchieste del pm Luigi De Magistris ce n'è una che riguarda le consulenze informatiche alla Asl di Catanzaro i cui sistemi, dopo centinaia di milioni spesi in un progetto partito addirittura nel 1991, continuano a non funzionare. Sette dirigenti raggiunti dagli avvisi di garanzia del magistrato nel 2006 sono stati recentemente premiati dalla Asl con un'indennità di risultato di circa 50 mila euro a testa, superiore a quella degli altri dirigenti non inquisiti.
Tra i premiati indagati c'è Mario Donato, ex segretario del senatore forzista Giancarlo Pittelli, che subito dopo la vittoria di Loiero, come gli altri sei colleghi tutti legati al centrodestra, è passato con il centrosinistra. Il dirigente che invece con la sua denuncia ha dato il via all'inchiesta, Giuseppe Romano, ha ricevuto dai suoi superiori una valutazione negativa. (A. Gio.)


3 - VOGLIAMO IL CONCLAVE.
Come in un conclave: una seduta fiume, senza interruzioni, fino a che non esca il nome del nuovo giudice costituzionale. È la richiesta che un drappello di parlamentari guidati dal deputato radicale Sergio D'Elia rivolgono in una lettera al capo dello Stato Giorgio Napolitano e ai presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini. È dall'aprile scorso, dalle dimissioni del giudice Romano Vaccarella, in quota Fi, che la Consulta lavora senza il suo plenum: "Un vero scandalo", secondo D'Elia.

Per eleggere il nuovo membro, a causa della maggioranza qualificata richiesta (tre quinti degli aventi diritto al voto) nelle votazioni in seduta comune di Camera e Senato ci vuole infatti l'accordo tra i partiti sul nome da designare. Finora l'intesa non è stato raggiunta (tra i papabili si fanno i nome di Gaetano Pecorella e Alfredo Biondi) e le votazioni, siamo arrivati alla dodicesima, vanno regolarmente deserte. (P. D. N.)

4 - PICCOLO È BELLO.
Il futuro grattacielo di Intesa Sanpaolo divide Torino. Il progetto di Renzo Piano si eleva per 180 metri lungo la Spina 2. Come la pensa Giulio Anselmi, il direttore della 'Stampa', che abita nella Torre Littoria sopra piazza Castello pur preferendo in cuor suo le case "piccole e antiche"? Agli amici dice: "Già la Torre Littoria è un'eccezione in città. Mi pare che basti e avanzi".



5 - CARLO NON DIMENTICA.
Si aggirava con aria da gattone soddisfatto, Carlo Feltrinelli, alla presentazione milanese di 'Passaggio in Svizzera', il saggio di Renata Broggini sulla dubbia conversione antifascista, le falsità e millanterie di Indro Montanelli durante il periodo di Salò. Il libro della ricercatrice ticinese suscita l'ira di una parte dei montanelliani e l'imbarazzo del 'Corriere della Sera', che lo ha ignorato. Feltrinelli, l'editore, ha confidato ad amici: "Per me questo libro è quasi una soddisfazione personale. Non dimentico le tante parole odiose di Montanelli su mio padre" (Giangiacomo, entrato in clandestinità paventando un possibile golpe neofascista, morì tragicamente mentre sabotava un traliccio a Segrate nel marzo 1972). (E. A.)

6 - AMENDOLA IN CORSA.
Non c'è solo Nichi Vendola nella corsa alla guida della 'Cosa rossa', la nuova forza politica che dovrebbe nascere dall'unione tra Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani. Nella partita per la leadership anche gli ambientalisti di Alfonso Pecoraro Scanio sono pronti a calare il loro asso: il magistrato Gianfranco Amendola. Per i Verdi è la candidatura giusta per mettere d'accordo le varie anime della coalizione. Ex parlamentare europeo e membro dei direttivi di Legambiente, Wwf e Italia Nostra, Amendola è procuratore aggiunto alla procura della Repubblica di Roma con delega per i reati ambientali. (P. D. N.)

7 - MANAGER TI VEDO MALE.
Voto medio deludente: 5,8. E con un serio problema di immagine: il 58 per cento degli italiani li valuta negativamente (il 32 per cento sono addirittura ostili). I manager italiani escono acciaccati da un'indagine commissionata ad Astra Ricerche da Manageritalia, la federazione dei dirigenti e quadri del commercio e dei servizi. Le valutazioni positive, pur numerose, sono controbilanciate dai difetti su cui molti interpellati insistono: privilegiati, strapagati, presuntuosi. L'immagine peggiore è quella dei dirigenti delle aziende pubbliche. Dall'indagine emerge però anche parecchia ignoranza.

Quanto guadagna un manager italiano? Nella realtà il reddito medio annuo è di 55 mila euro; ma il reddito percepito dal campione è molto superiore: il 59 per cento lo colloca sopra i 70 mila euro, fino a oltre 500 mila. Idee confuse anche sui manager più noti. Primo si classifica Luca di Montezemolo, secondo Marco Tronchetti Provera, poi Silvio Berlusconi: e nessuno dei tre è tecnicamente solo un manager. Quarto è Sergio Marchionne, l'unico che può definirsi davvero così. (T. M.)

8 - ORA PARLA MARTELLI.
Ora vive a Berlino, dove si è trasferito perché "innamorato della bellezza della città", ma da lunedì 5 novembre e per l'intero mese Claudio Martelli sarà su Rai-Radio2 alle 20 con 'Quell'estate del 1992', anno di crisi della prima Repubblica. All'epoca vicesegretario del Psi e ministro della Giustizia, Martelli intreccia analisi politiche e ricordi personali legati soprattutto a Bettino Craxi ("Il miglior amico della mia vita").
Un episodio inedito arricchisce il filone delle trattative per salvare Aldo Moro. Dieci giorni prima dell'assassinio, c'è un incontro tra Craxi e Fanfani, organizzato con Ettore Bernabei, per rompere il fronte della fermezza. Fanfani chiede: "Se il governo andasse in crisi sareste pronti a governare da soli con la Dc?". Craxi non risponde. (S. R.)

9 - LEVISSIMA ESSELUNGA.
Vite parallele (fino a un certo punto) quelle del patron di Esselunga Bernardo Caprotti e dell'ex capitano d'industria Tommaso Berger, anzi Tommy come la barca da 50 metri su cui sverna in non buona salute nei mari caldi. Entrambi hanno voluto raccontare la propria storia e hanno trovato una sponda editoriale nella Marsilio di un Cesare De Michelis assolutamente bipartisan. Caprotti, grande sponsor di Silvio Berlusconi, con 'Falce e carrello' attacca duramente il mondo delle Coop e vende 200 mila copie del volume; e mentre minaccia il sequel con 'Cassa e martello', spiega come ha ridimensionato le velleità di suo figlio di farlo fuori.

Il contrario di quanto è successo a Berger, più orientato a sinistra, che ha lanciato marchi come Hag, Sangemini e Levissima: con i guadagni, 150 milioni di dollari, crea un trust il cui controllo gli viene però sfilato dai figli. Allora affida ai nipoti le sue memorie con 'Onora il padre', per il cui lancio spende anche 200 mila euro in pubblicità: e nel suo piccolo, con 10 mila copie, è già alla seconda tiratura. (V. P.)


Dagospia 02 Novembre 2007