ESPRESSO RISERVATO - COME EUROCONVERTIRE BERLUSCONI; LETIZIA MORATTI A BAGNAIA-MARIA; IL SABATO FIGLIO DI LUNARDI.
Dal "Riservato" dell'"Espresso" in edicola venerdì 17 maggio
Euroconvertitore: fu vera gara?
C'è un deputato della Margherita che da quando ha ricevuto l'euroconvertitore da Silvio Berlusconi non si dà pace. Si chiama Pierluigi Mantini, è un professore di diritto all'Università di Milano ed esperto in gare pubbliche. Da quel giorno lontano ha un dubbio: l'operazione euroconvertitore nasconde un reato? «La direttiva europea obbliga i governi, sopra i 200 mila euro, a celebrare la gara per le forniture pubbliche. Nel caso dell'euroconvertitore si è parlato addirittura di 9 milioni di euro eppure non è stata fatta la gara. Forse i soldi erano di Berlusconi?». Per capire chi ha pagato l'euroconvertitore e perché non si è fatta la gara, Mantini ha presentato un'interrogazione parlamentare il 14 gennaio. Sono passati quattro mesi e il presidente del Consiglio non ha risposto. Allora Mantini, il 5 marzo scorso, ha provato a sollecitare in aula il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, a richiamare il governo al suo obbligo di risposta.
Ancora una volta senza esito. E l'assoluta cortina di silenzio che è calata sul tema ha moltiplicato i suoi dubbi giuridici. «Sarebbe gravissimo», osserva Mantini, «se quella lettera del premier a tutti gli italiani in cui si celebrava l'euro rappresentasse una violazione delle direttive europee. In quel caso non escludo l'esistenza di un reato da parte del presidente del Consiglio, perché oltre all'eventuale violazione di legge riguardante la gara avremmo anche un'utilità personale da parte di Berlusconi, che ha tratto un indubbio giovamento di immagine dall'operazione». In questi giorni Mantini ci riprova. Sta raccogliendo le firme per imporre al governo di dire la sua verità sull'appalto.
Vado, sproloquio e torno
Delusi e anche parecchio irritati i partecipanti all'osservatorio permanente dei giovani editori che si è tenuto a Bagnaia il 10 maggio. Tema dell'incontro era il giornale in classe: è educativo leggere i quotidiani nelle scuole e come debbono venire proposti dagli insegnanti agli alunni? Ovvia la presenza di numerosi professori e anche del ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti. Ma è proprio l'intervento di quest'ultima che ha causato malumori. Il ministro, infatti, è arrivata a convegno iniziato, ha parlato per una quindicina di minuti della funzione della lettura di libri e senza mai citare i quotidiani, e infine se n'è andata frettolosamente, evitando di rispondere alle domande che docenti e studenti erano pronti a sottoporle.
Lunardi, giù le mani
Ai governatori l'attivismo del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi non va giù. E non solo a quelli di centro-sinistra. Giancarlo Galan, presidente del Veneto, e Renzo Tondo, del Friuli-Venezia Giulia, si sono talmente irritati con il ministro sulla questione del passante di Mestre, da chiedere un incontro con il premier. Lo scorso 24 aprile sono stati ricevuti a palazzo Chigi: mentre per i governatori va benissimo una bretella di superficie, il ministro ha imposto la realizzazione di un tunnel. La cui progettazione era stata fatta in passato proprio dalla Rocksoil della famiglia Lunardi. Intanto il ministro continua a completare l'assetto della squadra che porterà avanti i progetti. Il suo candidato ideale alla direzione generale dell'Anas è Francesco Sabato, già promosso a dicembre coordinatore dell'area tecnica. E dove lavora il figlio di Sabato, Tommaso? Ma naturalmente alla Rocksoil.
Dagospia.com 16 Maggio 2002
Euroconvertitore: fu vera gara?
C'è un deputato della Margherita che da quando ha ricevuto l'euroconvertitore da Silvio Berlusconi non si dà pace. Si chiama Pierluigi Mantini, è un professore di diritto all'Università di Milano ed esperto in gare pubbliche. Da quel giorno lontano ha un dubbio: l'operazione euroconvertitore nasconde un reato? «La direttiva europea obbliga i governi, sopra i 200 mila euro, a celebrare la gara per le forniture pubbliche. Nel caso dell'euroconvertitore si è parlato addirittura di 9 milioni di euro eppure non è stata fatta la gara. Forse i soldi erano di Berlusconi?». Per capire chi ha pagato l'euroconvertitore e perché non si è fatta la gara, Mantini ha presentato un'interrogazione parlamentare il 14 gennaio. Sono passati quattro mesi e il presidente del Consiglio non ha risposto. Allora Mantini, il 5 marzo scorso, ha provato a sollecitare in aula il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, a richiamare il governo al suo obbligo di risposta.
Ancora una volta senza esito. E l'assoluta cortina di silenzio che è calata sul tema ha moltiplicato i suoi dubbi giuridici. «Sarebbe gravissimo», osserva Mantini, «se quella lettera del premier a tutti gli italiani in cui si celebrava l'euro rappresentasse una violazione delle direttive europee. In quel caso non escludo l'esistenza di un reato da parte del presidente del Consiglio, perché oltre all'eventuale violazione di legge riguardante la gara avremmo anche un'utilità personale da parte di Berlusconi, che ha tratto un indubbio giovamento di immagine dall'operazione». In questi giorni Mantini ci riprova. Sta raccogliendo le firme per imporre al governo di dire la sua verità sull'appalto.
Vado, sproloquio e torno
Delusi e anche parecchio irritati i partecipanti all'osservatorio permanente dei giovani editori che si è tenuto a Bagnaia il 10 maggio. Tema dell'incontro era il giornale in classe: è educativo leggere i quotidiani nelle scuole e come debbono venire proposti dagli insegnanti agli alunni? Ovvia la presenza di numerosi professori e anche del ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti. Ma è proprio l'intervento di quest'ultima che ha causato malumori. Il ministro, infatti, è arrivata a convegno iniziato, ha parlato per una quindicina di minuti della funzione della lettura di libri e senza mai citare i quotidiani, e infine se n'è andata frettolosamente, evitando di rispondere alle domande che docenti e studenti erano pronti a sottoporle.
Lunardi, giù le mani
Ai governatori l'attivismo del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi non va giù. E non solo a quelli di centro-sinistra. Giancarlo Galan, presidente del Veneto, e Renzo Tondo, del Friuli-Venezia Giulia, si sono talmente irritati con il ministro sulla questione del passante di Mestre, da chiedere un incontro con il premier. Lo scorso 24 aprile sono stati ricevuti a palazzo Chigi: mentre per i governatori va benissimo una bretella di superficie, il ministro ha imposto la realizzazione di un tunnel. La cui progettazione era stata fatta in passato proprio dalla Rocksoil della famiglia Lunardi. Intanto il ministro continua a completare l'assetto della squadra che porterà avanti i progetti. Il suo candidato ideale alla direzione generale dell'Anas è Francesco Sabato, già promosso a dicembre coordinatore dell'area tecnica. E dove lavora il figlio di Sabato, Tommaso? Ma naturalmente alla Rocksoil.
Dagospia.com 16 Maggio 2002