"FAMIGLIA CRISTIANA" (MI MANDA BERTONE) VS WALTER-EGO - LE LETTERE DI MORO RAPITO - MASTELLA DYNASTY - CACCIA (BOMBARDIERI) AI ROMENI - DOPO BOFFO IL DILUVIO - NOTIZIE DA GINEVRA (ELKANN).

A cura di Enrico Arosio e Paolo Forcellini per "L'espresso"


1 - WALTER SENZA FAMIGLIA.

Lo spettacolo più avvilente è quello offerto dai politici... Si gettano addosso le colpe o addirittura utilizzano, come ha fatto Veltroni, lo stesso linguaggio di An e Lega di cui si è sempre criticata la fobia per lo straniero... L'attacco più duro contro la linea sulla sicurezza del sindaco di Roma è in un editoriale di 'Famiglia cristiana', firmato Beppe Del Colle. Da quando Veltroni è leader del Partito democratico il settimanale dei Paolini non gliene fa passare una. Interviste con Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, bordate contro il centro-sinistra, unica consolazione per Walter (forse) il titolo: 'Finanziaria deludente, ancora niente alla famiglia', con foto della rivale Rosy Bindi.

Eppure, fino a poche settimane fa Veltroni era considerato un amico. Al punto da firmare alcuni editoriali e un paio di reportage dal Ruanda e da Auschwitz. Ora, invece, c'è chi prevede che il nome di Veltroni in futuro sulle pagine di 'Famiglia Cristiana' comparirà poco, molto poco. In seguito, sembra, a un'indicazione precisa arrivata dalla segreteria di Stato vaticana e dal cardinale Tarcisio Bertone. Molto vicino alla direzione di 'Famiglia cristiana' e ben deciso a non lasciar correre certe amicizie che possono diventare politicamente pericolose. (M. D.)

2 - RAPIMENTO MORO: LETTERE DALLA PRIGIONE.
Il titolo è solenne e ricorda Gramsci, non proprio a caso: 'Lettere dalla prigionia'. L'autore è Aldo Moro, il presidente della Dc rapito dalle Brigate Rosse nel marzo 1978 e assassinato il 5 maggio dopo 55 giorni di sequestro. Si tratta della prima edizione completa delle missive inviate da Moro alla famiglia e agli interlocutori di governo e di partito dalla cosiddetta 'prigione del popolo', pubblicate in ordine cronologico. Il libro è previsto per gennaio.

L'editore, un po' a sorpresa, è Einaudi, nella collana Gli Struzzi diretta da Andrea Romano, l'autore di 'Compagni di scuola', il pamphlet sulla generazione diessina che ha fatto rumore la scorsa primavera. La raccolta delle 'Lettere dalla prigionia', che aprirà l'anno del trentennale e le riflessioni sulla vicenda dello statista, è a cura di Miguel Gotor, giovane ricercatore di padre cileno dell'Università di Torino, studioso di storia della Chiesa nell'età moderna. Il volume ha, così pare, il benestare della famiglia Moro, che in passato si è spesso divisa in merito alla tutela della figura paterna e alla sua eredità politica. (E. A.)

3 - MASTELLA DYNASTY.
Non c'è pace per la famiglia Mastella. L'ultima grana giudiziaria viene da Santa Maria Capua Vetere, in quella provincia di Caserta che tante gioie elettorali ha regalato all'Udeur. Si tratta di un'inchiesta su una serie di appalti di cui avrebbe beneficiato Carlo Camilleri, consuocero del ministro, e sulle nomine al vertice dell'Asi di Benevento. Al centro degli accertamenti ci sarebbero ditte e professionisti in gran parte legati all'Udeur. Per adesso l'unico indagato di cui si ha conoscenza è Antonio Bassolino, che ha ricevuto un invito a comparire 'tecnico': i magistrati vogliono interrogarlo sulla ratifica delle nomine.

Ma al vaglio della Procura, secondo quanto rivelato da 'Il Mattino' ci sarebbe anche il ruolo di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale, e di Nicola Ferraro, leader casertano del partito. La signora Mastella ha replicato con determinazione: "Sono inorridita: siamo persone per bene, chi ci conosce lo sa. I magistrati facciano il loro lavoro in silenzio, come è giusto che sia". (G. D. F.)

4 - CACCIA AI ROMENI.
Caccia ai romeni? Certo, ma non nel senso di immigrati da espellere. Perché l'Italia sta cercando di vendere a Bucarest i nuovi intercettori Eurofighter, aerei ad altissima tecnologia e costo fantascientifico. E proprio nei giorni della tensione per l'omicidio di Giovanna Reggiani, il nostro governo ha intensificato gli sforzi per sostenere l'affare. Finmeccanica ha fatto un'offerta per privatizzare la fabbrica aeronautica Avioane Craiova: se l'operazione venisse conclusa, l'industria sarebbe coinvolta nella produzione.

La trattativa, come ha rivelato il sito specializzato DefenseNews.com, porterebbe un doppio vantaggio all'Italia: oltre al business per l'Alenia, il governo Prodi potrebbe girare a Bucarest una parte dei 121 supercaccia già ordinati. Con le ridotte esigenze per velivoli da combattimento, oggi la nostra Aeronautica si accontenterebbe di riceverne un centinaio. E i costi del jet europeo sono triplicati rispetto alle stime iniziali: ogni esemplare adesso ha un prezzo di 100 milioni di euro. (G. D. F.)



5 - CAMERATI SMEMORATI.
Gianfranco Fini chiede l'espulsione di 200 mila romeni. Maurizio Gasparri ritiene che occorra mandarne via di più. E pure c'è stata una stagione in cui la Romania era il modello politico della giovane destra. Ai tempi del Msi, il Fronte della Gioventù idolatrava Corneliu Zelea Codreanu, capo del movimento Guardia di Ferro che imperversò a Bucarest fra le due guerre.
Gasparri fondò anche un giornale intitolato 'Cuib', che in romeno vuol dire nido. Codreanu non fu proprio un pacifico democratico e le ispirazioni romene non piacquero ad Almirante che convocò Gasparri. "Sai come sono finiti tutti quelli della Guardia di Ferro?", gli domandò. E fece il gesto del taglio della gola. (G. S.)

6 - PORTABORSE FAI-DA-TE.
Mille euro in più per gli euro-portaborse. L'aumento se lo sono votati gli stessi eurodeputati il 25 ottobre grazie a un emendamento al bilancio dal sapore bipartisan, firmato dai capigruppo popolare e socialista, e passato quasi inosservato. Con questo plus le spese di segreteria di ognuno dei 785 membri del Parlamento europeo arrivano dal 2008 ai 16.200 euro mensili. Le spese non finiscono in mano all'eurodeputato, ma in un fondo da cui si attinge per gli stipendi degli assistenti.

Il problema è che per la scelta del portaborse c'è libertà assoluta, tanto che si può pure attingere in famiglia. Per esempio, Carlo de Romanis è l'assistente dello zio Antonio Tajani di Forza Italia. Giulia Sbarbati assiste la zia Luciana Sbarbati, del Movimento repubblicani europei e nel Comitato nazionale del Pd. Anche Bossi aveva un nipote in ufficio, oltretutto senza alcun titolo di merito, ora non più (non avrebbe molto lavoro: dalle elezioni del 2004, il Senatur si è presentato solo una volta a Strasburgo, pur prendendo lo stipendio). (A. D'Arg.)

7 - SCACCO ALLA TORRE.
La Corte dei Conti del Lazio ha condannato l'ex rettore dell'Università la Sapienza, Giuseppe D'Ascenzo, a rifondere 50 mila euro più le spese processuali per la nota vicenda della Torre di ricerca, l'edificio adiacente all'Umberto I, utilizzato dalla Fondazione Andrea Cesalpino, di cui è presidente il professor Francesco Balsano, attuale primario di medicina interna al Policlinico, coinvolto con Poggiolini e De Lorenzo nello scandalo delle Farmatangenti, dal quale è uscito definitivamente con un'assoluzione in Cassazione per intervenuta prescrizione.
La Procura contabile aveva stimato un danno di 5,885 milioni perché "il pubblico erario elargisce denaro e il privato ne usufruisce: per anni la fondazione Cesalpino ha beneficiato di spazi e risorse umane pubbliche". D'Ascenzo è stato condannato per aver sottoscritto nel '97 la concessione d'uso della durata di nove anni e scaduta nel 2006. Eppure la Fondazione resta lì. (G. Mast.)

8 - DOPO BOFFO IL DILUVIO.
"Dopo un errore del genere non mi resta che dimettermi. Ma quando me ne andrò io, sia chiaro, tanti di voi mi seguiranno". Lo sfogo è di Dino Boffo, giovedì 8 novembre, di fronte alla redazione di 'Avvenire' che dirige da 14 anni. Motivo: il quotidiano della Cei ha 'bucato' il voto del Senato sull'esenzione Ici per gli immobili della Chiesa in Finanziaria. Notizia di apertura di tutti gli altri quotidiani. (M. D.)

9 - NOTIZIE DA GINEVRA.
Aiutare i giovani artisti dando loro la possibilità di trovare una committenza. È il nuovo impegno di Ginevra Elkann, vicepresidente della Pinacoteca Agnelli al Lingotto di Torino. Presidente è sua nonna Marella e direttrice Marcella Pralormo. La sorella di John e Lapo ha la vocazione al mecenatismo. Durante la fiera torinese di Artissima ha premiato due progetti: un corridoio di gomma ed una video-installazione che saranno sistemati nel carcere delle Vallette.

A gennaio si occuperà di una retrospettiva dedicata al cinema africano in appendice alla mostra 'Why Africa ?' attualmente in corso. In marzo sarà la volta di un'esposizione dedicata al design. Meno esposta mediaticamente rispetto ai fratelli, Ginevra fa parte del consiglio del Castello di Rivoli e dell'advisory board di Christie's. Nata a Londra nel 1979, ha vissuto a Parigi, Londra e in Brasile. Coltiva una vera passione per il cinema, tanto da aver studiato regia alla London Film School. Assistente di Bernardo Bertolucci per 'L'assedio', ha lavorato con Antony Minghella per 'Il talento di Mister Ripley'. Ora sta scrivendo in francese la sceneggiatura di un giallo. (E. At.)

10 - CIAO CIAO BLACK BLOC.
I black bloc del G8 venivano per lo più dall'estero, soprattutto da Germania e Nord Europa. Come mai i 25 imputati di devastazione e saccheggio, per i quali la Procura di Genova ha chiesto pene da 6 a 16 anni, sono invece tutti italiani? Il fatto è che le polizie straniere hanno collaborato poco: non volevano consegnare dei loro cittadini, per quanto devastatori, ai colleghi italiani visti in azione alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto. La sanguinosa irruzione nella scuola, guidata dai massimi vertici dello Sco e dell'antiterrorismo, non solo non ha portato all'individuazione di alcun 'nero' da mandare a processo, ma ha precluso per sempre la possibilità di farsene consegnare altri. (M. P.)


Dagospia 16 Novembre 2007