LUCHINO, PUNZO E A CAPO (DOPO I TRENI, GLI AEROPORTI) - "SOLE", BORSA AGITATA
GABETTI, ITALO-AMERICANI PERFETTI - RCS "AFFITTA": ERRATA CORRIGE - BERNABEIDE
TELECOM, 100 MILIONI TRA LIQUIDAZIONI E STOCK OPTION - DE BENEDETTI "TELEFONICO"
GABETTI, ITALO-AMERICANI PERFETTI - RCS "AFFITTA": ERRATA CORRIGE - BERNABEIDE
TELECOM, 100 MILIONI TRA LIQUIDAZIONI E STOCK OPTION - DE BENEDETTI "TELEFONICO"
1 - MONTEZEMOLO, PUNZO E A CAPO (DOPO I TRENI, GLI AEROPORTI)
Luchino di Montezemolo è perplesso. Il dialogo tra WalterEgo Veltroni e il Cavaliere folgorato da Dio e unto dal "poppolo" (con due "p") rischia di allungare i tempi della sua discesa in campo e di mettere a dura prova quella impazienza dell'assoluto che ha segnato la sua storia di lotta di "classe". La classe non manca al presidente di Confindustria che lascia a Cipolletta il compito di fustigare oggi sulla prima pagina del "Sole 24 Ore" la Finanziaria "che sarebbe bene riscrivere". Luchino è un uomo dalle mille risorse che quando non trova soddisfazioni sul versante dell'immagine e della politica, le va a cercare nella prateria del business.
Ieri era a Napoli per un convegno di Confindustria e per rafforzare il suo rapporto con un imprenditore che gli piace molto. Costui si chiama Gianni Punzo, ha 70 anni ed è sposato con Geppina Gambardella. E' un uomo molto vivace che nel 1977 ha messo in piedi insieme a 12 operatori l'Interporto Campano, una vera e propria città commerciale alle porte di Napoli dove oggi operano migliaia di aziende con un fatturato di oltre 6 miliardi di euro.
Con Punzo Luchino è prodigo di complimenti e insieme all'amico Dieguito Della Valle ha costituito la società per il trasporto privato delle Ferrovie che fa perdere il sonno a Mauro Moretti. Ma non basta, perchè oltre alle automobili della Fiat e ai treni, Montezemolone sta pensando anche agli aeroporti, e lo fa proprio con Gianni Punzo mettendo gli occhi sull'aeroporto di Napoli. Questa struttura è controllata al 65% dalla spagnola Ferrovial, una holding cui fa capo una lunga catena di società che gestiscono tra l'altro molti aeroporti in Inghilterra, Ungheria e Stati Uniti. In questo momento la Ferrovial se la passa piuttosto male e ha ceduto le quote di controllo di 6 dei 18 scali detenuti in portafoglio.
L'amministratore delegato della Gesac, Mauro Pollio, che gestisce a Napoli l'aeroporto di Capodichino (insieme a Comune, Provincia, Sea e Interporto Campano), teme che prima o poi gli spagnoli mettano in vendita la loro quota. E allo stato attuale l'unico acquirente possibile sembra essere Gianni Punzo, l'imprenditore amico di Montezemolo con il quale sta discutendo i dettagli di una cordata.
2 - GABETTI, ITALO-AMERICANI PERFETTI
Dopo un'inifinità di cene all'insegna dello spreco e dell'effimero, la comunità finanziaria e italo-americana di New York ha assistito a un evento di qualità. L'occasione l'ha offerta la Camera di Commercio italo-americana che poche sere fa ha invitato 300 ospiti selezionati alla premiazione di Gianluigi Gabetti. La cerimonia si è svolta al Rainbow Room, all'ultimo piano di quel grattacielo in Rockefeller Center che piacque tanto all'Avvocato Agnelli fino al punto di decidere insieme a Gabetti di comprarlo.
Al presidente dell'Ifil è stato consegnato un cofanetto con 4 preziosi tagli di tessuto (uno per ogni stagione) prodotti dalle industrie tessili di Biella. Inoltre gli è stato consegnato il "2007 Business and Culture Award" con la motivazione dei forti rapporti che legano il tutore della Sacra Famiglia degli Agnelli al mondo italo-americano. L'avvocato torinese ha stupito i numerosi giornalisti per un lungo discorso a braccio che è stato definito "memorabile".
Di memorie e di aneddoti Gabetti ne ha raccontati tanti, cominciando dalla sua esperienza newyorkese nel '59 con la Olivetti International, fino ai rapporti con la Fiat e alle tappe dolorose della morte dei due fratelli, Gianni e Umberto Agnelli. Un discorso chiaro, senza retorica, che è stato molto applaudito soprattutto dai suoi compagni di tavola. Tra questi, l'immarcescibile Mario D'Urso, l'ex-ambasciatore in Italia Richard Gardner (senza moglie), il console italiano, Alberto Vitale, e Alberto Cribiore, il bocconiano doc che per pochi giorni ha retto la presidenza di Merril Lynch. Misterioso è rimasto invece il nome di una donna bionda e alta quasi 2 metri che batteva le mani freneticamente. Nemmeno Mario D'Urso, vecchio golden boy di New York e Capri, ha rivelato l'identità della misteriosa signora ai giornalisti.
3 - BEBE' BERNABE' CAMBIA MUSICA - 100 MILIONI DI EURO PER TRA LIQUIDAZIONI E STOCK OPTIONS
Ai piani alti di Telecom impazzano gli organigrammi. Sul tandem Galateri-Bernabè non sembra esserci più discussione, ma gli uscieri e le hostess della reception sostengono che ci sono ancora resistenze da parte di Pasquale Pistorio, Carlo Buora e Riccardo Ruggiero. Forse più che di resistenze bisognerebbe parlare della montagna di quattrini che i nuovi proprietari di Telecom dovranno cacciare per liberarsi dei tre manager. Tra liquidazioni e stock options si arriva a una cifra poco distante dai 100 milioni di euro, un importo che può incidere sul bilancio del prossimo anno.
Ai piani bassi cominciano a circolare le voci sullo staff operativo che dovrà appoggiare l'azione di Franchino Bernabè. Di lui si ricordano lo stile calvinista e la fama di gran lavoratore (gli "addetti ai livori" rispolverano anche due libri-cult di Paolo Cirino Pomicino: "Dietro le quinte" e "Strettamento personale", Mondadori), zeppi di veleni sull'era Eni). Quando arrivò in Telecom prima dell'Opa di Colaninno, il manager di Vipiteno faceva tutto da solo e nel suo ufficio tirava fino a notte fonda. Gli uscieri e le hostess ricordano Bernabè come un uomo freddo, tipico esempio di manager del nord difficile da irretire nei salotti romani. Anche sul piano della comunicazione non aveva creato strutture grandiose, anzi tra i primi suoi atti cancellò la direzione relazioni esterne per poi affidare i rapporti con la stampa al giornalista Edoardo Segantini e a Massimo Paolucci. Molti sono convinti che tra poco la musica dentro le relazioni esterne di Telecom cambierà radicalmente. Si passerà dal pianoforte a note più severe.
4 - DE BENEDETTI "TELEFONICO"
Lo sanno tutti che quando nel 1996 Carletto De Benedetti lasciò l'Olivetti dopo aver fondato Omnitel, il cuore si era spezzato a metà. Troppo forte e innovativa era stata quell'esperienza per non lasciare un segno profondo. Tutto era cominciato nel 1978 quando era diventato presidente dell'azienda di Ivrea dal nome glorioso, ma molto indebitata. Poi lasciò la mano ad altri e l'informatica italiana scrisse la sua pagina nera. Il cuore di De Benedetti ha sempre continuato a seguire le vicende del mondo delle telecomunicazioni e lo ha fatto anche in anni recenti quando il figlio Marco è diventato presidente di Infostrada e poi nel '99 amministratore delegato di Tim.
Dopo queste esperienze De Benedetti ha messo in piedi nel 2005 Management&Capitali, una società di investimenti che nacque a lume di candela con Berlusconi (poi uscito per la rivolta dei giornalisti del Gruppo "Espresso"). In due anni la nuova società non ha fatto cose mirabolanti e si è defilata dall'acquisto di Alitalia.
Ieri è rispuntato il De Benedetti "telefonico" che ha messo sul piatto 60 milioni di euro per entrare dentro Tiscali, l'azienda sarda di Renato Soru. Con questi quattrini Management&Capitali parteciperà all'aumento di capitale da 150 milioni annunciato da Tiscali.
5 - BORSA AGITATA PER IL "SOLE"
La quotazione in Borsa del "Sole 24 Ore" non è cominciata sotto i migliori auspici. Il tandem costituito dal presidente della Casa editrice Cerutti e dall'amministratore Calabi ha esordito nel road show che dopo Milano toccherà Parigi, Londra e New York. Per l'editoria è un momento di vacche magre, ma ciò che preoccupa è soprattutto la turbolenza dei mercati che vedono gli analisti impegnati nella ricerca affannosa di nuove opportunità. Il giornale e i libri non sembrano rientrare in questo panorama, e il tandem Cerutti-Calabi si è sforzato ieri di rassicurare tutti sostenendo che il mercato finanziario è ancora molto vivace.
Purtroppo già nel pomeriggio Cerutti si è dovuto ricredere quando gli è stato comunicato che la quotazione di un'altra società, prevista per i prossimi giorni a Milano, è stata cancellata. E non solo: sembra infatti che altre IPO imminenti stiano per essere annullate per le incertezze del momento. Come se non bastasse si è aggiunta una piccola grana provocata dal capo della finanza del "Sole 24 Ore", il giornalista Alessandro Plateroti. Costui ha storti gli occhi quando ha scoperto che la sua foto all'interno del "Company Profile" distribuito per lo sbarco in Borsa del giornale, è stata inserita per errore nelle pagine dedicate agli allegati che vengono distribuiti insieme al quotidiano.
6 - RCS "AFFITTA" : ERRATA CORRIGE
L'indiscrezione che abbiamo riportato questa mattina (il prossimo numero de "L'Europeo" "affittato" per l'inaugurazione del nuovo Museo del Design di Milano che si aprirà il 6 dicembre nel Palazzo della Triennale) è destituita di ogni fondamento. Il numero dedicato al design andrà in edicola more solito (con le firme più eloquenti del panorama giornalistico italiano), mentre saranno distribuite ai visitatori 100mila copie del periodico. Nessun "affitto", quindi.
Dagospia 20 Novembre 2007
Luchino di Montezemolo è perplesso. Il dialogo tra WalterEgo Veltroni e il Cavaliere folgorato da Dio e unto dal "poppolo" (con due "p") rischia di allungare i tempi della sua discesa in campo e di mettere a dura prova quella impazienza dell'assoluto che ha segnato la sua storia di lotta di "classe". La classe non manca al presidente di Confindustria che lascia a Cipolletta il compito di fustigare oggi sulla prima pagina del "Sole 24 Ore" la Finanziaria "che sarebbe bene riscrivere". Luchino è un uomo dalle mille risorse che quando non trova soddisfazioni sul versante dell'immagine e della politica, le va a cercare nella prateria del business.
Ieri era a Napoli per un convegno di Confindustria e per rafforzare il suo rapporto con un imprenditore che gli piace molto. Costui si chiama Gianni Punzo, ha 70 anni ed è sposato con Geppina Gambardella. E' un uomo molto vivace che nel 1977 ha messo in piedi insieme a 12 operatori l'Interporto Campano, una vera e propria città commerciale alle porte di Napoli dove oggi operano migliaia di aziende con un fatturato di oltre 6 miliardi di euro.
Con Punzo Luchino è prodigo di complimenti e insieme all'amico Dieguito Della Valle ha costituito la società per il trasporto privato delle Ferrovie che fa perdere il sonno a Mauro Moretti. Ma non basta, perchè oltre alle automobili della Fiat e ai treni, Montezemolone sta pensando anche agli aeroporti, e lo fa proprio con Gianni Punzo mettendo gli occhi sull'aeroporto di Napoli. Questa struttura è controllata al 65% dalla spagnola Ferrovial, una holding cui fa capo una lunga catena di società che gestiscono tra l'altro molti aeroporti in Inghilterra, Ungheria e Stati Uniti. In questo momento la Ferrovial se la passa piuttosto male e ha ceduto le quote di controllo di 6 dei 18 scali detenuti in portafoglio.
L'amministratore delegato della Gesac, Mauro Pollio, che gestisce a Napoli l'aeroporto di Capodichino (insieme a Comune, Provincia, Sea e Interporto Campano), teme che prima o poi gli spagnoli mettano in vendita la loro quota. E allo stato attuale l'unico acquirente possibile sembra essere Gianni Punzo, l'imprenditore amico di Montezemolo con il quale sta discutendo i dettagli di una cordata.
2 - GABETTI, ITALO-AMERICANI PERFETTI
Dopo un'inifinità di cene all'insegna dello spreco e dell'effimero, la comunità finanziaria e italo-americana di New York ha assistito a un evento di qualità. L'occasione l'ha offerta la Camera di Commercio italo-americana che poche sere fa ha invitato 300 ospiti selezionati alla premiazione di Gianluigi Gabetti. La cerimonia si è svolta al Rainbow Room, all'ultimo piano di quel grattacielo in Rockefeller Center che piacque tanto all'Avvocato Agnelli fino al punto di decidere insieme a Gabetti di comprarlo.
Al presidente dell'Ifil è stato consegnato un cofanetto con 4 preziosi tagli di tessuto (uno per ogni stagione) prodotti dalle industrie tessili di Biella. Inoltre gli è stato consegnato il "2007 Business and Culture Award" con la motivazione dei forti rapporti che legano il tutore della Sacra Famiglia degli Agnelli al mondo italo-americano. L'avvocato torinese ha stupito i numerosi giornalisti per un lungo discorso a braccio che è stato definito "memorabile".
Di memorie e di aneddoti Gabetti ne ha raccontati tanti, cominciando dalla sua esperienza newyorkese nel '59 con la Olivetti International, fino ai rapporti con la Fiat e alle tappe dolorose della morte dei due fratelli, Gianni e Umberto Agnelli. Un discorso chiaro, senza retorica, che è stato molto applaudito soprattutto dai suoi compagni di tavola. Tra questi, l'immarcescibile Mario D'Urso, l'ex-ambasciatore in Italia Richard Gardner (senza moglie), il console italiano, Alberto Vitale, e Alberto Cribiore, il bocconiano doc che per pochi giorni ha retto la presidenza di Merril Lynch. Misterioso è rimasto invece il nome di una donna bionda e alta quasi 2 metri che batteva le mani freneticamente. Nemmeno Mario D'Urso, vecchio golden boy di New York e Capri, ha rivelato l'identità della misteriosa signora ai giornalisti.
3 - BEBE' BERNABE' CAMBIA MUSICA - 100 MILIONI DI EURO PER TRA LIQUIDAZIONI E STOCK OPTIONS
Ai piani alti di Telecom impazzano gli organigrammi. Sul tandem Galateri-Bernabè non sembra esserci più discussione, ma gli uscieri e le hostess della reception sostengono che ci sono ancora resistenze da parte di Pasquale Pistorio, Carlo Buora e Riccardo Ruggiero. Forse più che di resistenze bisognerebbe parlare della montagna di quattrini che i nuovi proprietari di Telecom dovranno cacciare per liberarsi dei tre manager. Tra liquidazioni e stock options si arriva a una cifra poco distante dai 100 milioni di euro, un importo che può incidere sul bilancio del prossimo anno.
Ai piani bassi cominciano a circolare le voci sullo staff operativo che dovrà appoggiare l'azione di Franchino Bernabè. Di lui si ricordano lo stile calvinista e la fama di gran lavoratore (gli "addetti ai livori" rispolverano anche due libri-cult di Paolo Cirino Pomicino: "Dietro le quinte" e "Strettamento personale", Mondadori), zeppi di veleni sull'era Eni). Quando arrivò in Telecom prima dell'Opa di Colaninno, il manager di Vipiteno faceva tutto da solo e nel suo ufficio tirava fino a notte fonda. Gli uscieri e le hostess ricordano Bernabè come un uomo freddo, tipico esempio di manager del nord difficile da irretire nei salotti romani. Anche sul piano della comunicazione non aveva creato strutture grandiose, anzi tra i primi suoi atti cancellò la direzione relazioni esterne per poi affidare i rapporti con la stampa al giornalista Edoardo Segantini e a Massimo Paolucci. Molti sono convinti che tra poco la musica dentro le relazioni esterne di Telecom cambierà radicalmente. Si passerà dal pianoforte a note più severe.
4 - DE BENEDETTI "TELEFONICO"
Lo sanno tutti che quando nel 1996 Carletto De Benedetti lasciò l'Olivetti dopo aver fondato Omnitel, il cuore si era spezzato a metà. Troppo forte e innovativa era stata quell'esperienza per non lasciare un segno profondo. Tutto era cominciato nel 1978 quando era diventato presidente dell'azienda di Ivrea dal nome glorioso, ma molto indebitata. Poi lasciò la mano ad altri e l'informatica italiana scrisse la sua pagina nera. Il cuore di De Benedetti ha sempre continuato a seguire le vicende del mondo delle telecomunicazioni e lo ha fatto anche in anni recenti quando il figlio Marco è diventato presidente di Infostrada e poi nel '99 amministratore delegato di Tim.
Dopo queste esperienze De Benedetti ha messo in piedi nel 2005 Management&Capitali, una società di investimenti che nacque a lume di candela con Berlusconi (poi uscito per la rivolta dei giornalisti del Gruppo "Espresso"). In due anni la nuova società non ha fatto cose mirabolanti e si è defilata dall'acquisto di Alitalia.
Ieri è rispuntato il De Benedetti "telefonico" che ha messo sul piatto 60 milioni di euro per entrare dentro Tiscali, l'azienda sarda di Renato Soru. Con questi quattrini Management&Capitali parteciperà all'aumento di capitale da 150 milioni annunciato da Tiscali.
5 - BORSA AGITATA PER IL "SOLE"
La quotazione in Borsa del "Sole 24 Ore" non è cominciata sotto i migliori auspici. Il tandem costituito dal presidente della Casa editrice Cerutti e dall'amministratore Calabi ha esordito nel road show che dopo Milano toccherà Parigi, Londra e New York. Per l'editoria è un momento di vacche magre, ma ciò che preoccupa è soprattutto la turbolenza dei mercati che vedono gli analisti impegnati nella ricerca affannosa di nuove opportunità. Il giornale e i libri non sembrano rientrare in questo panorama, e il tandem Cerutti-Calabi si è sforzato ieri di rassicurare tutti sostenendo che il mercato finanziario è ancora molto vivace.
Purtroppo già nel pomeriggio Cerutti si è dovuto ricredere quando gli è stato comunicato che la quotazione di un'altra società, prevista per i prossimi giorni a Milano, è stata cancellata. E non solo: sembra infatti che altre IPO imminenti stiano per essere annullate per le incertezze del momento. Come se non bastasse si è aggiunta una piccola grana provocata dal capo della finanza del "Sole 24 Ore", il giornalista Alessandro Plateroti. Costui ha storti gli occhi quando ha scoperto che la sua foto all'interno del "Company Profile" distribuito per lo sbarco in Borsa del giornale, è stata inserita per errore nelle pagine dedicate agli allegati che vengono distribuiti insieme al quotidiano.
6 - RCS "AFFITTA" : ERRATA CORRIGE
L'indiscrezione che abbiamo riportato questa mattina (il prossimo numero de "L'Europeo" "affittato" per l'inaugurazione del nuovo Museo del Design di Milano che si aprirà il 6 dicembre nel Palazzo della Triennale) è destituita di ogni fondamento. Il numero dedicato al design andrà in edicola more solito (con le firme più eloquenti del panorama giornalistico italiano), mentre saranno distribuite ai visitatori 100mila copie del periodico. Nessun "affitto", quindi.
Dagospia 20 Novembre 2007