JOBS BATTE GATES - NELLA CLASSIFICA DEI 25 UOMINI PIÙ POTENTI DEL MONDO STILATA DA "FORTUNE", "MR. APPLE" BALZA AL PRIMO POSTO, MENTRE IL RIVALE È SOLO SETTIMO - DOMINANO LE NUOVE TECNOLOGIE.

Mara Monti per "Il Sole 24 Ore"


Informatica e informazione simboli del potere, settori che sovrastano la finanza. Mentre l'industria è sempre più spesso guidata da magnati asiatici e latinoamericani, divenuti numerosi nella lista dei 25 più potenti della terra, stilata dalla rivista americana "Fortune". Dove il potere non è sinonimo soltanto di ricchezza. L'unico europeo della lista dei fantastici 25 è il francese Bernard Arnault della Lvmh. Le donne? Una soltanto: Indra Nooyi che è alla guida della PepsiCo.

Se il potere viaggia in rete e sulle pagine dei giornali, non è un caso che il vertice della classifica sia occupato da Steve Jobs, alla guida della Apple, un esempio di come l'informatica influenzi settori ad alto consumo come il cinema,il teatro, la musica, la fotografia, l'informazione e le Tlc. La tecnologia al servizio della creatività, dunque. Definito il «Beethoven del business »,Jobs è riuscito a rivoluzionare l'industria informatica, a metà degli anni '70, con il suo pc Apple McIntosh. Per poi, tornare alla ribalta con l'IPod, nonostante la sua società occupi soltanto la 121esima posizione della classifica industriale di "Fortune", dietro a concorrenti del calibro di Dell (34) e Hewlett-Packard (14).

Ma soprattutto tra i potenti, Jobs batte il suo eterno nemico Bill Gates alla guida di Microsoft, il quale risulta soltanto settimo: l'ex ragazzo prodigio di Seattle ha fatto sapere di volere lasciare la presidenza del gruppo per dedicarsi alla beneficenza attraverso la Fondazione Bill & Melinda (la moglie) Gates Foundation che vanta un patrimonio di 33 miliardi di dollari.

Non c'è soltanto Jobs a scalzare la coppia più famosa di Wall Street. I ragazzi prodigio di Google,Larry Page e Sergei Brin, dopo avere stravolto l'industria di Internet con il loro motore di ricerca, ora puntano dritto su altri settori multimediali. Fortune li ha premiati, insieme all'attuale ceo del search engine Eric Schmidt, assegnando loro il quarto posto.



Dall'informatica all'informazione, due settori che viaggiano all'unisono. Lo sa bene Rupert Murdoch (secondo posto) che con la sua News Corp. controlla società televisive, giornali, produzioni cinematografiche, network online come il sito di social network MySpace. Balzato recentemente agli onori delle cronache per avere acquisito il gruppo editoriale americano Dow Jones che pubblica il Wall Street Journal, il magnate australiano, 76 anni, ha puntato sull'online, convinto che anche l'informazione sia sempre più globale.

La finanza è al terzo posto rappresentata da Lloyd Blankfein presidente e Ceo del colosso americano Goldman Sachs, uscito indenne alla crisi estiva dei mutui subprime, anzi riuscendo a guadagnare tanto che oggi è considerata la banca più smart di Wall Street. Ancora finanza con Warren Buffet,al quinto posto: il suo fondo Berkshire Hathaway, dal 1965 anno della sua fondazione, è riuscito sempre a sovraperformare l'indice S&P's500. Tra i finanziari, Steve Schwarzman (19mo) del fondo Blackstone, Steve Feinberg (21mo) di Cerberus e Jamie Dimon di JP morgan.

Bisogna arrivare alla sesta posizione per trovare un gruppo industriale, la Exxon Mobil guidata da Rex Tillerson, seguito da Jeff Immelt (ottavo) della GE, il giapponese Katsuaki Watanabe (nono) presidente della Toyota e A.G. Lafley (decimo) alla guida della Procter& Gamble.

Affollato il gruppo dei nuovi magnati, protagonisti di recenti operazioni finanziarie tra gli Usa e l'Europa:da Li Ka-sing (dodicesimo), 79 anni, rifugiato cinese a Hong Kong proprietario del gruppo Tlc 3G, all'indiano Lakshmi Mittal (quattordicesimo), 57 anni, colosso dell'acciaio, uscito vittorioso dalla battaglia per conquistare la europea Arcelor. Mittal insieme a Ratan Tata (23mo), 69 anni, rappresenta la coppia emergente dell'India che cresce.

C'è anche il messicano Carlos Slim (20mo posto) che con la sua América Móvil controlla il 90% del traffico telefonico del Messico. Nonostante la crisi dei consumi, Lee Scott alla guida della catena commerciale Wal-Mart guadagna il 13mo posto e Bob Iger il 24mo posto per avere riportato in utile la Walt Disney. Che dire di James McNerney (13mo posto) presidente della Boeing: vende più aerei di chiunque altro e conosce i segreti delle tecnologie militari, questo è vero potere.


Dagospia 28 Novembre 2007