VELTRONI? MORTAXI TUA! - BERLUSCONI LANCIA "PARTITO NETWORK": FI NON SI SCIOGLIE - DILIBERTO: VERIFICA INUTILE, D'ORA IN POI VALUTEREMO CASO PER CASO - SPOSETTI: NESSUNA LITE SU SOLDI.

1 - ROMA, TASSISTI ABBANDONANO TRATTATIVA CON COMUNE E DANNO IL VIA A PROTESTA.
(Adnkronos) - E' in corso una protesta dei tassisti romani a piazza Venezia e al Campidoglio. I rappresentanti delle auto bianche hanno partecipato oggi al tavolo delle trattative sull'adeguamento delle tariffe alla presenza dell'assessore capitolino alla Mobilita' Mauro Calamante e del sindaco di Roma Walter Veltroni. 'No' all'accordo da parte dei tassisti che hanno abbandonato la trattativa dando il via a una manifestazione improvvisata di protesta al Campidoglio e a piazza Venezia, dove il traffico e' in tilt.

2 - TAXI, MANIFESTANTI CON STRISCIONE: VELTRONI SINDACO REGIME.
(Ansa)
- 'Veltroni sindaco di regime', 'Walter Veltroni sei solo chiacchiere e distintivo', 'Veltroni democratico come Stalin': sono queste le scritte dei primi striscioni apparsi in piazza piazza dell'Ara Coeli, sotto il Campidoglio, dove e' in corso il presidio delle auto bianche, dopo la rottura delle trattative tra la categoria e il Comune di Roma. Tra i manifestanti anche la direttrice della centrale 6645 Maura Tirillo'. 'Non ci sono piu' margini per trattare - ha detto - Adesso ci devono dare le tariffe e luoghi dover poterci posteggiare'.

3 - TASSISTI INVADONO PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO.
(Ansa)
- E' bastato che il sindaco di Roma Walter Veltroni pronunciasse le parole '500 nuove licenze' per far alzare i rappresentanti dei tassisti e dichiarare la rottura del tavolo delle trattative in quella che si preannunciava come la giornata risolutiva per arrivare a un accordo fra le due parti su vari aspetti tra cui l'aumento delle tariffe pagate dai clienti. Uno sviluppo imprevisto che sta causando un ritardo dell'annunciato incontro del sindaco-leader del Pd con Pier Ferdinando Casini. Verso le 16:15 e' stato segnalato che Veltroni aveva lasciato il Campidoglio.

Solo trenta minuti dopo la rottura del tavolo, piazza dell'Aracoeli, piazza Venezia, via dei Fori Imperiali e via del Teatro Marcello sono state invase dalle auto bianche che, grazie al tam tam dei radiotaxi e dei telefonini, si sono date appuntamento sotto il colle capitolino. Verso le ore 15:30 i tassisti sono saliti in piazza del Campidoglio, gridando buffoni contro il Palazzo Senatorio, dove si stanno succedendo gli interventi di sindacalisti e tassisti. Il leader della protesta dello scorso anno, il presidente dell'Uni taxi Loreno Bittarelli, ha detto: 'siamo sinceramente delusi e amareggiati dall'esito dell'incontro con il Comune. Il sindaco ci ha posto condizioni inaccettabili'.

4 - DILIBERTO: D'ORA IN POI NOSTRO SOSTEGNO A GOVERNO CASO PER CASO.
(Adnkronos) - Una nuova fase in cui, fermo restando il senso di responsabilita', i Comunisti Italiani valuteranno "caso per caso" se dare o meno il loro appoggio a maggioranza e governo. "Ogni singolo provvedimento, ogni singolo decreto o disegno di legge verra' giudicato di volta in volta", ha spiegato il segretario Oliviero Diliberto al termine di una lunga riunione del gruppo del Pdci alla Camera.
"Abbiamo deciso di votare si' alla fiducia al welfare -aggiunge- ma unanimemente abbiamo deciso di manifestare tutta la nostra contrarieta' per quanto accaduto". Sul piano istituzionale "si e' vanificato con un atto del governo, il lavoro del Parlamento" e questo per il Pdci e' un fatto gravissimo. In piu', sul piano politico da parte del governo "si e' deciso di cedere al ricatto di due senatori e avrei proprio voluto vedere se Dini avrebbe avuto il coraggio di far cadere il governo...".

Diliberto ci tiene a specificare, pero', che da parte del Pdci non si parla di 'mani libere': "E' un'espressione che non ci appartiene, non e' nel nostro lessico. Noi siamo fedeli alla coalizione e al programma sottoscritto nel 2006. Chi si preso le 'mani libere', semmai, e' stato Dini". Ai cronisti che chiedono se il primo banco di prova per la nuova linea del Pdci possano essere il voto sul rifinanziamento delle missioni all'estero o quello sul dl sicurezza, Diliberto si limita a ribadire: "Valuteremo il nostro voto caso per caso".

5 - DILIBERTO: VERIFICA INUTILE E' UN RITO STANTIO.
(Adnkronos)
- La verifica e' "inutile", secondo il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto. Perche', argomenta, "e' un rito stantio, un palliativo inutile di fronte all'enormita' di quello che e' successo". E poi, prosegue, "abbiamo fatto tante riunioni, ci siamo visti alla Reggia di Caserta, ci siamo gia' trovati a sottoscrivere il dodecalogo, ma poi regolarmente la parte conservatrice della coalizione non ha rispettato quegli accordi". Una posizione su cui il Pdci si differenzia da Rifondazione, fanno osservare i cronisti, e Diliberto risponde: "Nel merito no, facciamo la stessa valutazione, basta sentire quello che ha detto ieri Bertinotti. Ma pensiamo che la verifica sia inutile".

6 - BERTINOTTI: SECONDA REPUBBLICA FINITA, ORA RINASCITA POLITICA.
(Adnkronos) - "Viviamo una fase della rinascita della politica, e' segno che la seconda Repubblica e' finita. I partiti si erano infatti caratterizzati solo per essere contro i vecchi partiti e avevano tratto spunto da nomi di vegetali e di piante
come ad esempio l'Ulivo, a riprova della loro collocazione indefinita". Lo afferma il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, in una intervista al 'Gt ragazzi' che andra' in onda su Rai3 alle 16. Bertinotti prevede che "nascera', come a destra, anche una formazione politica a sinistra, unitaria e pluralista, formata non solo dalle attuali forze politiche, ma anche dall'associazionismo e dalla societa' civile. Invito i giovani a partecipare a questa nuova fase della politica ognuno seguendo le proprie inclinazioni'.

7 - PPL, BERLUSCONI LANCIA "PARTITO NETWORK": FI NON SI SCIOGLIE.
(Adnkronos) - Un 'partito network' per rilanciare il centrodestra. Silvio Berlusconi accelera sul nuovo partito della liberta'. Di primo mattino riunisce lo stato maggiore di Forza Italia a palazzo Grazioli per definire le prossime mosse, una sorta di 'road map' in vista delle scadenze politiche. Sono passati dieci giorni dall'annuncio di piazza San Babila e il Cavaliere ci ripensa: niente scioglimento di Fi, ma un partito aperto, sul modello del Ppe. Aperto ad altre formazioni politiche che condividono gli stessi valori, le stesse idee, e non vedono cosi' snaturata la loro identita'. Aperto ad associazioni, movimenti, dove anche i circoli avranno un loro ruolo. Nulla e' stato ancora deciso in via ufficiale, ma la svolta e' ormai avviata.



Il soggetto coniato dal leader azzurro dovrebbe avere una direzione a cui parteciperanno tutti i leader e i segretari in proporzione alla consistenza e al ' peso' dei partiti che aderiranno al progetto. Sono gia' d'accordo la Dca di Gianfranco Rotondi e la 'Destra' di Francesco Storace. E' previsto pure un direttivo costituente (con Forza Italia a fare la parte del leone) e poi un esecutivo piu' ristretto anche se le decisioni verranno prese a maggioranza. Il nuovo partito dovrebbe essere presentato ufficialmente in una conferenza stampa entro la settimana. Ancora non e' stato deciso il nome definitivo del nuovo soggetto politico. Allo stato, Fi restera' in piedi e sono stati confermati tutti i vertici.

8 - LEGGE ELETTORALE, BERLUSCONI: VEDRO' CARTE VELTRONI MA MEGLIO "SPAGNOLO".
(Adnkronos) - Prima di ogni giudizio, voglio prima andare a vedere le carte di Veltroni. Comunque, meglio lo spagnolo del 'Vassallum', il modello elettorale misto ispano-tedesco proposto dal segretario del Pd. Questa la linea indicata da Silvio Berlusconi sulla legge elettorale davanti ai vertici di Forza Italia riuniti questa mattina a palazzo Grazioli. In vista del faccia a faccia con il sindaco di Roma in agenda venerdi' alla Camera, il Cavaliere ribadisce la sua posizione: no alle modifiche costituzionali, che richiedono tempi lunghi con un doppio passaggio alle Camere e un'apertura al riordino dei regolamenti parlamentari.

Insomma, sulla riforma del sistema di voto, le posizioni di Berlusconi e Veltroni sembrano avvicinarsi, ma il leader azzurro preferirebbe aumentare il numero dei collegi previsti dal 'Vassallum', che diventerebbero cosi' piu' piccoli. Con un centinaio di collegi, infatti, il sistema avrebbe un'impronta piu' maggioritaria. Unica novita', dunque, il probabile si' alla modifica dei regolamenti parlamentari, su cui Veltroni ha gia' ottenuto l'ok del presidente di An, Gianfranco Fini. In questo modo, sara' possibile costituire solo gruppi parlamentari con la stessa denominazione delle liste che si sono presentate alle elezioni.

9 - SEGNI E GUZZETTA: ORMAI TOCCA A REFERENDUM.
(Adnkronos)
- 'Vedo nel Palazzo una gran voglia di mettere il bavaglio agli 820mila cittadini che hanno firmato per il referendum. Noi non lo permetteremo perche' a questo punto la scelta la devono fare i cittadini italiani'. Cosi' il leader referendario Mario Segni, in una conferenza stampa alla Camera, chiede che si arrivi alla consultazione popolare sulla legge elettorale. Nel giorno in cui dalla Cassazione arriva la convalida delle firme presentate per il referendum, Segni lascia capire di non avere nessuna fiducia nel confronto aperto tra maggioranza e opposizione. 'C'e' stata un'altra volta, nel '46, in cui i cittadini furono chiamati a decidere sugli assetti istituzionali, tra monarchia e Repubblica. E oggi -incalza Segni- tra maggioritario e proporzionale ormai devono scegliere i cittadini'.

Anche per Giovanni Guzzetta, presidente del comitato referendum, 'non si puo' tornare indietro'. 'Oggi celebriamo un altro successo, la certificazione ufficiale che centinaia di migliaia di cittadini hanno posto una domanda di potersi esprimere per cambiare la scellerata legge elettorale'. L'obiettivo dei referendari e' quello di 'rafforzare il bipolarismo, eliminare la frammentazione e consacrare il principio in base al quale i cittadini il giorno delle elezioni scelgono le maggioranze che li governeranno'. 'Mi sembra -spiega- che il dibattito parlamentare vada in direzione opposta, ci sono nostalgie piu' o meno esplicite della prima Repubblica'. 'Piuttosto che fare pasticci', Guzzetta chiede che la 'scelta passi ai cittadini'.

10 - SPOSETTI: NEL PD NESSUNA LITE SU SOLDI, MA IMPEGNO A PERCORSO CONDIVISO.
(Adnkronos) - 'Non c'e' alcuna lite sui soldi tra Quercia e Pd'. E' la secca smentita di Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds alle notizie pubblicate sui quotidiani. 'E' del tutto evidente -spiega- che il Partito democratico deve disporre delle risorse e degli strumenti per la propria attivita' politica.
Per questo in tutta Italia i Ds stanno mettendo a disposizione del Pd, del tutto gratuitamente, le loro sedi e il personale, cosi' come i contributi versati mensilmente dai parlamentari Ds vengono trasferiti dal 1° novembre al Pd'. 'Contemporaneamente -ribadisce Sposetti- i Ds sono impegnati a assicurare certezze al personale che non passi eventualmente al Pd e a portare a conclusione il programma di rientro delle proprie esposizioni utilizzando le risorse dei rimborsi elettorali'.

11 - PEZZOTTA: NON RIFARO' LA DC E DICO SI' A MONTEZEMOLO.
(Adnkronos) - "No, non siamo la nuova Dc, ma riformatori che hanno a cuore la liberta' e la solidarieta'". Lo puntualizza il promotore di Officina 2007, Savino Pezzotta, in un'intervista al "Corriere della Sera", nella quale illustra le ragioni che lo hanno indotto a lavorare al progetto di aggregare i riformisti cattolici e nel quale hanno trovato spazio tra gli altri Pellegrino Capaldo, Bruno Tabacci, Alberto Monticone e Gerardo Bianco. Un gruppo di persone che fa riferimento a Officina 2007 che hanno l'aspirazione di aprire un dialogo con Mario Baccini, l'Idv di Antonio Di Pietro e l'Udeur di Clemente Mastella. L'ex leader della Cisl dice di non aver avuto finora incontri con Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini e aggiunge poi di stimare "molto" Walter Veltroni.

"Anche con Tremonti ho un rapporto molto buono. Io -spiega- non ho una visione schmittiana della politica, quella della dialettica amico-nemico". E con Montezemolo? "Non voglio tirare nessuno per la giacchetta -risponde Pezzotta, spiegando di non aver sentito o incontrato il presidente di Confindustria- ma il mondo dell'imprenditoria e della borghesia, a questo punto, non puo' restare alla finestra. Il Paese ha bisogno dell'impegno civico, civile, politico di una persona come Montezemolo, Fallita la Seconda Repubblica, il Paese ha la necessita' di una ripartenza, guardo a lui con attenzione, amicizia e simpatia".

12 - SENATO, AULA ACCOGLIE DIMISSIONI DI GOFFREDO BETTINI.
(Adnkronos) - L'aula di palazzo Madama ha approvato le dimissioni presentate dal senatore del Pd Goffredo Bettini, con 158 voti a favore, 107 contrari e 13 astenuti. A subentrare al braccio destro di Walter Veltroni sara' Pietro Larizza.


Dagospia 28 Novembre 2007