NO ROTTAMAZIONE? E LUCA SPARA CONTRO L'ASSENTEISMO DI STATO (NEL GIORNO SBAGLIATO)
MARPIONNE CHIUDE POMIGLIANO PER INEFFICIENZA DEGLI OPERAI - ANSA, ROSSO IN TELECOM?
BEBE' MOLLA ROTHSCHILD - XALTIA D'ORO - ARPE PARIOLO - FABIANI VITTIMA (DI SE STESSO)

1 - ANSA, MARIO ROSSO TORNA IN TELECOM?
L'appuntamento è fissato per il venerdì 14 e molti indizi fanno pensare che il Consiglio di amministrazione dell'Ansa sarà decisivo. All'ordine del giorno c'è al primo punto la valutazione dell'andamento economico e delle trattative con il personale portate avanti con mano morbida dopo le turbolenze dei mesi scorsi.

Alla fine di maggio il presidente Boris Biancheri (77 anni, una bella moglie e una lunga carriera diplomatica) aveva versato benzina sul fuoco durante una trasmissione di Milena Gabanelli in cui aveva dichiarato con leggerezza: "il 15% dei giornalisti sono inutili". Poi è arrivato l'11 settembre dell'Ansa, la data in cui l'amministratore delegato e direttore generale, Mario Rosso, ha presentato il suo piano 2007-2008, giudicato "irricevibile" dai giornalisti. Dopo ondate di scioperi in via della Dataria le acque si sono calmate e il vertice dell'azienda, grazie alla mediazione discreta del giornalista-direttore Giampiero Gramaglia, ha ritrovato un po' di tranquillità.

La notizia che gira in queste ore riguarda l'amministratore delegato, Mario Rosso, un manager che è entrato nel Gruppo Fiat nel 1973, ha ricoperto incarichi nella Rinascente, e tra il 1999 e il 2002 ha lavorato in Telecom come responsabile delle risorse umane. Secondo le ultime indiscrezioni, venerdì 14 Mario Rosso potrebbe annunciare il suo ritorno in Telecom per una carrozza di prima classe nel nuovo organigramma di Franchino Bernabè.

2 - BEBÈ NON SI DIMETTE DALLA BANCA ROTHSCHILD - L'AFFARE XALTIA
Per adesso Bebè Bernabè non ha intenzione di prendere casa a Milano. La moglie e le figlie non vogliono saperne di lasciare Roma e il nuovo capo di Telecom si è sistemato in una delle 26 suite del Park Hyatt Hotel che si trova in via Tommaso Grossi, a due passi dalla Scala. L'albergo è stato ricavato da un palazzo del 1870 e dispone di un ristorante che, guardacaso, si chiama "la Cupola" perchè è ricoperto da una volta in vetro di 9 metri.

Nelle valige disposte accanto al letto e alla scrivania si trovano i dossier più caldi che Bebé ha cominciato a studiare. Sono dossier pesanti che riguardano la montagna dei 36 miliardi di debiti, la scelta di una strategia per l'estero che accontenti i soci spagnoli di Telefonica, e il nuovo organigramma. Su questo dossier il nuovo capo di Telecom si muove in modo felpato. Nei giorni scorsi si è parlato della nomina di un direttore generale; adesso si dice che potrebbero essere addirittura quattro i responsabili delle Divisioni che devono rilanciare Telecom. La decisione non è facile perchè bisogna scegliere tra gli strati geologici dei manager che negli ultimi anni hanno prosperato nel corpaccione di Telecom e hanno vissuto l'era Colaninno e l'era Tronchetti.

Franchino conosce l'azienda e conosce la schiera dei Ruggiero boys dentro i quali le migliori chances sembra averle al momento Stefano Pileri. Ma accanto ai dossier più urgenti c'è anche il rinnovo del contratto triennale di roaming nazionale con la società "3 Italia". Questo contratto scade a dicembre e dà ai clienti di "3" la possibilità di usare la rete Telecom dove non c'è copertura. Si tratta di un malloppo da 360 milioni di euro che il faraone Sawiris e Luigino Gubitosi di Wind vorrebbero sfilare alla corazzata Telecom.
Oggi intanto arriva la notizia che Bebè Bernabè si è liberato di Xaltia, una società attiva nei servizi a valore aggiunto per le telecomunicazioni e per i media, che è stata ceduta al Gruppo Engineering.

Dagospia ha seguito i vari passaggi della trattativa condotta da Giovanni Stella, assistente di Bernabè e direttore di Rothschild, la banca dove Bebè è vicepresidente per l'Europa e dalla quale non ha alcuna intenzione di dimettersi. Prima di arrivare alla cessione di Xaltia c'è stata una lunga trattativa sul prezzo che è passato dai 17 milioni iniziali ai 15 finali. Il prezzo appare molto elevato rispetto ai parametri di valutazione del settore e squilibrato se si pensa che Xaltia nel 2006 ha riportato ricavi per soli 9 milioni di euro. Evidentemente Engineering, società della famiglia Amodeo, vuole avviare con il nuovo capo di Telecom rapporti fruttuosi.
 
Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile dottor D'Agostino,
in  merito a quanto riportato su Dagospia a proposito del fatto che Franco Bernabè non intende dimettersi da Rothschild, volevo precisarle che il dottor Bernabè ha già rassegnato le sue dimissioni.
 
I miei migliori saluti
 
Mara Baldessari
Ufficio Stampa Rothschild


3 - L'ARPE DEI PARIOLI
Matteo Arpe cerca una casa degna per Sator, la piccola società di private equity e asset management che ha presentato il 5 novembre al mondo della finanza. Agli occhi del giovane e grigliato banchiere, l'attuale sistemazione degli uffici in via di Tor Marancia all'Eur appare insostenibile e al di sotto dello standard europeo che prevede l'apertura di sedi a Milano e nella City.



Si tratta di una scelta provvisoria, come provvisorio e abborracciato è il sito internet di Sator Group, esteticamente brutto e povero di informazioni. Sulla ricerca della nuova sede corrono voci maliziose e qualcuno insinua che Arpe d'intesa con il presidente della Fondazione Banca di Roma, Emanuele Emmanuele, vorrebbe sistemarsi addirittura nel palazzo di via Minghetti dove aveva sede Capitalia. E' una notizia infondata perchè risulta a Dagospia che il genietto della finanza dal primo gennaio si trasferirà ai Parioli in una bella sede di via Giacomo Carissimi a due passi dallo zoo.

4 - PRODI BOCCIA LA ROTTAMAZIONE E LUCA SCOPRE L'ASSENTEISMO DI STATO. NEL GIORNO IN CUI MARPIONNE CHIUDE POMIGLIANO PER "INEFFICIENZA" DEGLI OPERAI
Le studentesse della Luiss sono rimaste molto deluse dal discorso che Luca di Montezemolo ha pronunciato ieri per l'inaugurazione ufficiale dell'Anno Accademico. Invece di una turgida erezione intellettuale Luchino ha imboccato una strada completamente diversa e ha sorpreso anche Mario Draghi, ospite d'onore della cerimonia. Il copione è stato totalmente ribaltato: il Governatore ha parlato da educatore, Montezemolone ha fatto la voce del padrone.

Alle studentesse sono piaciuti moltissimo i riferimenti di Draghi all'età giovanile e quella frase: "i ragazzi devono tornare a guardare il mondo come un'occasione". Da un uomo freddo come Draghi nessuno si aspettava che ricordasse commosso la sua vita da giovane laureato che agli inizi degli anni '70 ebbe l'incoscienza di sfidare l'America senza quattrini.
Per Luchino la musica è stata completamente diversa e ancora una volta si è vista la difficoltà di quest'uomo a indossare la casacca giusta. Quando si trova in Confindustria parla da presidente della Ferrari, quando incontra gli operai della Fiat cerca di sedurli come presidente di Confindustria, quando va alla Luiss usa il linguaggio della politica, quando parla di politica si confonde tra destra, sinistra e centro-tavola.

C'è una ragione precisa che spiega la sparata di ieri. Luchino era terribilmente incazzato con il Governo che ha bocciato la proroga degli incentivi sulla rottamazione. E' questo il motivo che lo ha portato ad alzare i toni davanti alle studentesse bramose di toccare con mano i suoi attributi mentali.

Purtroppo la sparata contro l'assenteismo degli statali è caduta in un giorno nefasto perchè mentre Montezemolone bollava gli sfaticati romani, a Torino Sergio Marpionne faceva uscire la notizia che la Fiat chiuderà per due mesi lo stabilimento di Pomigliano d'Arco a causa dell'inefficienza dei 5.000 operai.
E qui come la mettiamo?, da una parte c'è un presidente della Fiat che attacca gli statali assenteisti, dall'altra c'è l'amministratore delegato della Fiat che chiude i cancelli dello stabilimento dell'Alfa Romeo perchè i suoi amatissimi operai sono da rottamare e da riciclare.

5 - FABIANI VITTIMA (DI SE STESSO)
Nel clima dantesco riproposto dalle performances televisive di Benigni, ritorna d'attualità il verso famoso: "chi è causa del suo mal pianga se stesso". Lo sa bene Fabiano Fabiani, l'Etrusco di Capalbio che ieri è stato buttato fuori dal Consiglio di Stato con il reintegro del consigliere Petroni dentro via Mazzini.
La vicenda ha degli aspetti penosi e anche se l'Etrusco dichiara oggi al "Corriere della Sera" "per me tutto finisce qui", resta lo strascico di un episodio che brucia sulla sua pelle. Nella Rai dell'amico d'ombrellone Petruccioli (il presidente che usa il linguaggio della Bergamini quando sostiene che l'azienda "è stata violentata") non c'è più futuro per l'uomo che WalterEgo Veltroni ha voluto inserire con determinazione. L'Etrusco è la prima vittima della nuova stagione di potere del Sindaco d'Italia e c'è da giurare che in queste ore Romano Prodi se la rida in cuor suo per l'incidente di percorso. Ma Fabiani è vittima soprattutto di se stesso e della sua ambizione che ha messo in ombra le qualità di un tempo e gli ha ritagliato addosso l'immagine di un uomo ossessionato dal potere e dalla paura di perderlo.
Grande stratega, abile suggeritore, formidabile mentore, presenzialista incallito: tutto questo era l'Etrusco di Capalbio.

6 - PUBBLICITA' WEB, C'E' ITALIA NEWS
Sono entrati cinque giorni fa in un portone di Bologna con l'aria di congiurati, e dopo aver preso l'ascensore si sono ritrovati intorno a un tavolo per creare una nuova società. Stiamo parlando dei rappresentanti dei gruppi editoriali ai quali fanno capo "Il Resto del Carlino", "La Nazione", "Il Giorno", "L'Unione Sarda", "Il Secolo XIX" e "Il Tempo". L'obiettivo della nuova società che si chiamerà Italia News è di mettere insieme le forze per massimizzare i proventi della raccolta pubblicitaria online. A questo dovrà provvedere un'unica concessionaria che con opportune sinergie di marketing dovrà raccogliere la pubblicità per circa 2 milioni di utenti web ogni mese. Nel Consiglio di amministrazione di Italia News sono entrati Franco Capparelli (amministratore delegato di Sep), Federico Marturano (amministratore di MonrifNet), Carlo Ignazio Fantola (Unione editoriale) e Carlo Angeletti (amministratore delegato del quotidiano "Il Tempo").


Dagospia 05 Dicembre 2007