TRONCHETTI, UN MESSAGGIO A PRODI: "FATTI FUORI DA INGERENZE ESTERNE" - "L'AZIENDA ERA BENE GESTITA E TUTTI QUELLI CHE SONO VENUTI DOPO DI NOI, DA GUIDO ROSSI A PISTORIO, LO HANNO AMMESSO".

Armando Zeni per "La Stampa"

Sarà l'assemblea straordinaria degli azionisti di risparmio Pirelli, in programma domani, a dare il via libera definitivo alla riduzione del capitale della società, passo indispensabile per l'attesissima (dai soci) distribuzione del dividendo straordinario promessa subito dopo l'incasso - da parte di Pirelli - dei 3,3 miliardi per la cessione di Olimpia-Telecom alla Telco. Ieri, il primo via libera è stato dato dall'assemblea ordinaria. E per domani, essendo già stato depositato più del 20% (che è il quorum necessario) delle risparmio, le previsioni lasciano immaginare un secondo disco verde.

Superdividendo in arrivo il prossimo mese di marzo. L'impegno, ha ricordato ieri in assemblea il presidente Marco Tronchetti Provera, era stato preso a inizio novembre, insieme a quello di riacquistare la minoranza di Tyre ceduta alle banche anche se si cercherà di comprare questo 38,9% «al prezzo migliore» trovando «un punto d'incontro tra i diversi interessi» ma senza «strapagare».

Un superdividendo in arrivo, a parziale compenso dei 3,2 miliardi perduti da Pirelli nell'avventura in Telecom, finita com'è finita, ha fatto capire Tronchetti, non per incapacità gestionali ma per «ingerenze esterne», cose risapute, le definisce il presidente di Pirelli trascinato a riparlare di Telecom dalla domanda di un piccolo azionista. E così la risposta diventa una specie di bilancio sulle strategie, gli investimenti (e i disinvestimenti) fatti dal gruppo negli ultimi anni.



Riconosce Tronchetti: «Abbiamo avuto operazioni fortunate e altre che non sono andate nella giusta direzione». Fortunate come la cessione (da 4,8 miliardi di plusvalenza) dell'attività nei cavi fatta, ricorda, «con un multiplo pari a cinque volte il Mol». Meno fortunate come Telecom dove ha qualcosa da rivendicare («L'azienda era bene gestita e tutti quelli che sono venuti dopo di noi, da Guido Rossi a Pistorio, lo hanno ammesso») e qualcosa da dimenticare: «I risultati di Telecom sono stati buoni dal punto di vista gestionale» ma pessimi dal punto di vista del ritorno sull'investimento: «Come Pirelli - dice - siamo molto insoddisfatti, finanziariamente il più colpito è stato chi aveva più azioni e più azioni - sottolinea - le avevo io».

Capitolo chiuso, quello di Telecom, ma con inevitabile punzecchiatura finale: «Dal punto di vista gestionale rifarei tutto, avrei però dovuto valutare insieme ad altri eventuali interferenze in un paese che sta facendo passi avanti verso la modernizzazione ma che non ha ancora una chiara definizione di cos'è il privato».

Ultima annotazione sulle ingerenze: «Se fosse stato per nostra volontà saremmo ancora lì a portare avanti operazioni strategiche, tant'è che poi hanno raggiunto un accordo (con Telefonica, ndr) che noi avremmo chiuso a febbraio. Era il momento di fare alleanze per creare valore ma tutto questo è stato fermato dall'esterno», dice bloccandosi sul più bello perchè, spiega, «sono cose risapute».


Dagospia 13 Dicembre 2007