DIO PERDONA, LA SANTADECHE' NO - INCAZZATA PER L'ADDIO DEL MARITO CANIO (FINITO TRA LE TETTE CALDE DI RITA RUSIC), DANI CHIEDE AIUTO AI SUOI AMICI: BRIATORE E MARCO DE BENEDETTI.

1 - DANIELA E PAOLA CONTRO LA RUSIC
"Dimissioni con rebus", così il Sole di De Bortoli oggi annuncia l'addio di Marco De Benedetti dal Cda di Pierrel. Bene, Dagospia è lieta di comunicare di aver risolto il fatale quiz: perché il figliolo dell'Ing ha girato i tacchi. Il dramma ha inizio una settimana fa, quando apparve sul settimanale di Alfonsino Signorini, la seguente "chicca": 'Non dite a Paola Ferrari che suo marito Marco beve il caffè di nascosto con Canio Mazzaro. Tra la signora De Benedetti e la signora Rusic pare non corra buon sangue".

Ecco, l'arcano svelato: la conduttrice della "Domenica Sportiva" è nota per aver imbastito da tempo un solido legame di amicizia con Daniela Santadeché. Di qui, la partecipazione nella società Pierrel come consigliere indipendente del coniuge. Ovviamente, dopo la dolorosa separazione di Canio e gattina, tutto è precipitato. A partire dalle amicizie più care. Il primo ad affondare il Mazzaro fu, ricordate?, il gentiluomo Flavio Briatore. Che vendette la sua quota Pierrel. Ora la vendetta della Sora Daniela continua con le dimissioni di De Benedetti Junior. E, pare, che la resa dei conti non sia per niente chiusa..



2 - DIMISSIONI CON REBUS PER DE BENEDETTI.
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Marco De Benedetti ha presentato la lettera di dimissioni dal cda di Pierrel nel quale siede come consigliere indipendente. La decisione, secondo quanto anticipato da Radiocor, è maturata lo scorso ottobre ma è stata formalizzata ieri mattina. È perché si è dimesso? Perché su richiesta dell'amministratore delegato Canio Mazzaro, De Benedetti era entrato nel cda pochi mesi prima dell'Ipo del gruppo farmaceutico (maggio 2006) per accompagnare lo sbarco in Borsa. Insomma, la presenza nel board di Pierrel era finalizzata a sostenere il processo di quotazione e a impostare i piani di sviluppo della società. Sarà. Ma è sorprendente che un consigliere indipendente abbia legato il proprio mandato a due obiettivi, la quotazione e i piani di sviluppo, che riguardano i consiglieri esecutivi. E poi, nel caso, poteva finire il mandato.



Dagospia 13 Dicembre 2007