SACCÀ A PETRUCCIOLI: LA METAFORA DELLA GOMMA BUCATA LA POTEVI EVITARE (DICEVI RAIFICTION È UN MODELLO) - URBANI: AGOSTINO PENSAVA AL DOPO RAI, LO SAPEVANO TUTTI.

1 - SACCA' A PETRUCCIOLI: PER AZIENDA PROCEDURE CORRETTE.
(Ansa) -
In base all'analisi della direzione Affari legali della Rai, ora all'attenzione delle procura di Napoli, le procedure seguite da Rai Fiction nei contratti sono state corrette: la struttura ha ''seguito scrupolosamente i criteri dettati dalla normativa e dalla prassi aziendale'' e si e' attenuta a scelte improntate a ''prudenza e diligenza nel perseguimento degli interessi della societa'''.

Lo sottolinea Agostino Sacca', responsabile di Rai Fiction da ieri autosospesosi dalla carica, in una lettera indirizzata oggi al presidente, Claudio Petruccioli e, per conoscenza, al direttore generale Claudio Cappon e ai consiglieri di amministrazione.
'Ad analoghe conclusioni'', afferma ancora Sacca', ''era giunta l'indagine dell'Auditing interno''.

Lo spunto della lettera e' la replica del dirigente, che si dice tra l'altro ''stupefatto'', alle osservazioni fatte ieri da Petruccioli a proposito dell'opportunita' che lo stesso Sacca', dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta napoletana, lasciasse il suo incarico e alla metafora della 'gomma bucata' da cambiare.

Nella lettera a Petruccioli, Sacca' cita la parte conclusiva dell'esame della direzione Affari Legali sui contratti, all'attenzione del magistrato di Napoli. ''Da quanto responsabilmente esposto in dette note - si legge - e' dato evincere che Rai Fiction ha seguito scrupolosamente i criteri dettati dalla normativa e dalla prassi aziendale e si e' attenuta, nel merito delle scelte operate, a canoni valutativi improntati a prudenza e diligenza per il perseguimento degli interessi della societa' tanto sotto l'aspetto artistico editoriale, quanto sotto quello economico, finanziario e produttivo''. ''Ad analoghe conclusioni - scrive ancora il dirigente - era giunta l'indagine dell'Auditing interno''.

Sacca' ribadisce anche che ''fatti i dovuti riscontri, si era constatato che delle quattro delle attrici segnalate a me dall'on. Silvio Berlusconi, nessuna aveva avuto un ingaggio perche' tutte, a conferma ulteriore del rigore con cui opera Rai Fiction, erano state inserite nei meccanismi neutrali di selezione con esito non positivo''.

A Petruccioli il direttore di Rai Fiction ricorda ancora ''quello che tu hai scritto due anni fa - scrive - in un documento importante di analisi dell'azienda, e che cioe' Rai Fiction 'e' un modello di organizzazione editoriale e industriale da tener presente ai fini della riorganizzazione dell'azienda'. La metafora del pneumatico bucato francamente e' l'ultima cosa che mi sarei aspettato''.

Sacca' rivendica infine di aver sempre portato ''i massimi risultati ai minimi costi'', in tutta la sua carriera in Rai. ''Da direttore generale in meno di un anno abbiamo tagliato i costi fissi per 200 milioni di euro senza perdere ascolto, che e' rimasto al 47% circa nel day time. Una due 'diligence' fatta dal mio successore (Flavio Cattaneo, ndr) ha certificato 'la straordinaria opera di risanamento dei conti'''.

2 - URBANI: C'ERA PROGETTO DI ENTRARE PRIVATI IN RAI FICTION. MI RISULTA CHE SACCÀ PROSEGUÌ PER CONTO PROPRIO.
Alberto Guarnieri per "Il Messaggero"

Ore di interrogatorio a Napoli come "persona informata dei fatti" anche per il consigliere di amministrazione Rai Giuliano Urbani.
«Quindi capirà che non posso violare il segreto istruttorio».

Però può raccontarci a cosa ha lavorato insieme a Saccà?
«Certo, nessun segreto. Nell'apposito comitato Rai nel quale lavoravo si discuteva del futuro di Rai Fiction ed entrambi eravamo d'accordo che fosse necessario societarizzarla».



Che significa?
«Come dice anche la parola cercare dei soci, naturalmente non di maggioranza, per portare a un pubblico più vasto, fuori dai nostri confini, i prodotti audiovisivi italiani».

Però il progetto non è andato in porto e Saccà è accusato di aver speso il nome della Rai invano.
«A un certo punto fu chiaro che la Rai non aveva le risorse per poter perseguire questa idea. A me risulta che Saccà proseguì per conto proprio, non a nome Rai».

E lei che fece?
«Non nego di avergli fornito dei consigli per il suo futuro. Creare una società che produca per i tre network nazionali, Rai, Mediaset e Sky, che esporti la nostra opera all'estero è una cosa in cui credo. Fin da quando ero ministro della Cultura».

Questo è un po' il progetto di cui parlarono anche Luca di Montezemolo e Corrado Passera?
«Sì. E il fatto che imprenditori e banchieri di questo livello se ne interessino conferma la bontà dell'iniziativa. Che penso sia nata anche per il fallimento del nostro progetto».

Si dice anche che Mediaset volesse metterci il cappello. Lei e Saccà siete in ottimi rapporti con Berlusconi.
«Questa è una grossa sciocchezza. Davvero grossa».

Parla per lei o anche per Saccà?
«Guardi, che Saccà pensasse a un suo futuro nel privato, tra l'altro gli manca un anno alla pensione, in Rai lo sanno anche i sassi. E certamente lo sanno i vertici. Per quanto mi riguarda gli ho dato solo dei consigli».

E di quanto emerge dalle intercettazioni cosa pensa?
«Mi pare che portino a un paradosso. Intercettando, intercettando si finisce col coinvolgere l'universo mondo. In questa storia c'è anche un cardinale. Un'esagerazione oggettiva».

E sulle sospensioni che la Rai ha deciso e magari deciderà?
«Io ho votato perché si indaghi sulle ombre, ma non vorrei si finisse travolti dalle calunnie. Sento forti miasmi ogni giorno, entrando a viale Mazzini».




Dagospia 14 Dicembre 2007