BALLANDI BALLANDI, CHE RAI TI FO? NEL GIRO DI DUE ANNI SUPER-BIBI HA FATTURATO 103 MILIARDI A VIALE MAZZINI 14.
Paolo Emilio Russo per Libero
Cinquecentosettantamila famiglie italiane. I loro soldi, quelli che hanno versato per il canone Rai, sono bastati appena per saldare il conto che la società di Bibi Ballandi ha presentato a viale Mazzini. Una fattura record di 103 miliardi 226 milioni di lire. La Ballandi entertainment, la società di produzione televisiva che fa la parte del leone, ha ricevuto in appalto i più importanti show andati in onda dal 2000 ad oggi sugli schermi della tv di Stato. Quasi cinquanta trasmissioni, dalla lotteria del sabato sera ai programmi musicali, portano il suo marchio. Gli ascolti in molti casi hanno premiato la scelta dei dirigenti della Rai di appaltare i programmi all'esterno, anche se non sempre è andata così. Del resto la concorrenza delle reti Mediaset è battagliera e, quando si è in guerra, non si può certo stare a sottilizzare e nemmeno a sindacare sui costi che lievitano. Comunque la si pensi, sembra arrivata l'ora dei conti.
Nei piani alti di viale Mazzini, così, qualcuno ha preso in mano calcolatrice, carta, penna ed euroconvertitore e si è messo ad abbozzare un consuntivo degli ultimi due anni. Almeno per poter comunicare ai nuovi dirigenti, quelli entrati in carica soltanto un mese fa, qual è l'eredità lasciata dai loro predecessori. Vediamo l'esito di questi calcoli. La società del produttore bolognese ha ricevuto 103 miliardi 226 milioni delle vecchie lire e spicci. La cifra, si faccia attenzione, riguarda soltanto il compenso che la Rai ha riconosciuto alla società per l'allestimento degli spettacoli, la partecipazione degli ospiti e i compensi di conduttori e conduttrici. Un lavoro costoso, faticoso e che richiede grande perizia ed esperienza. Tutte caratteristiche che, nessuno può negarlo, la Ballandi entertainment possiede. Quei soldi, insomma, se li è guadagnato. Ai 103 miliardi e rotti di conto, però, andrebbero aggiunti i costi vivi sostenuti direttamente dalla tv di Stato per la realizzazione degli spettacoli appaltati: il noleggio degli studi, le riprese con i mezzi, le "bollette" della luce e tutto il resto.
Il grosso delle spese sostenute dalla Ballandi pare sia servito a pagare compensi miliardari a conduttori ed ospiti che sono stati qualche centinaio dal 2000 al 2002. Gli anni della Rai presieduta da Roberto Zaccaria, diretta da Pierluigi Celli prima e Claudio Cappon dopo. Gli anni di Agostino Saccà, unico rimasto dei quattro, che da direttore di Rai1 è stato promosso a direttore generale di viale Mazzini. Gli anni in cui Bibi Ballandi ha raccolto i frutti di una lunga esperienza ed è riuscito a portare nella sua scuderia le più quotate star del piccolo schermo: da Adriano Celentano a Giorgio Panariello, da Sabrina Ferilli a Fiorello passando per Lucio Dalla e Renato Zero. Ma veniamo ai numeri.
Lo show più costoso che viale Mazzini ha preso in appalto dalla premiata scuderia sforna-successi resta, almeno sulla carta, "Torno sabato". La trasmissione del sabato sera, quella abbinata alla lotteria Italia, e andata in onda dal 29 settembre 2001 al 6 gennaio 2002. Le quindici puntate dello show, che hanno sbaragliato la concorrenza, sono state acquistate chiavi in mano per 25 miliardi e 7 milioni delle vecchie lire. «I compensi» delle star, come hanno rilevato gli ispettori di viale Mazzini al termine di un'inchiesta interna avviata dopo le denunce di Libero, non è possibile conoscerli «in quanto la Rai non dispone della relativa documentazione che regola il rapporto tra Ballandi e l'artista». Panariello, comunque, avrebbe chiesto 140 milioni a puntata. Più recente quel "La bella e la besthia" che ha dato risultati di ascolto piuttosto deludenti. Lo show di Sabrina Ferilli e Lucio Dalla è stato preso in appalto per 15 miliardi e 734 milioni di lire. Hanno contribuito a far lievitare le spese i cachet da favola dei due componenti della strana coppia di conduttori: l'attrice ha incassato 300 milioni a puntata, il cantante 250.
Al terzo posto tra le trasmissioni più care appaltate alla Ballandi c'è lo show di Adriano Celentano, quello che si sarebbe dovuto chiamare "Francamente me ne infischio 2", ma che all'ultimo momento sterzò sul più graffiante "125 milioni di caz..te". La Rai ha pagato alla società di Ballandi lo show, che raggiunse picchi di share altissimi, 9 miliardi e 688 milioni di lire. Per quattro puntate, del resto, il Molleggiato ha intascato 2 miliardi e 100 milioni di lire. Come abbiamo già raccontato, però, i costi reali a carico della Rai fecero lievitare le spese fino alla cifra recordi di 24 miliardi. Ma questa è un'altra storia. Della scuderia Ballandi fa parte anche Fiorello. Il suo primo "Stasera pago io", andato in onda lo scorso anno, è stato acquistato da viale Mazzini per 9 miliardi e 148 milioni di lire. Le quattro puntate di "Tutti gli zeri del mondo", lo spettacolo di Renato Zero, sono state acquistate "chiavi in mano" per 6 miliardi e 600 milioni di lire.
Ma per superare quota 100 miliardi, bisogna sommare anche le entrate "minori" della società di Bibi Ballandi. "Il gladiatore", la sfortunata trasmissione pre-serale condotta da Carlo Conti è stata acquistata 1 miliardo e 817 milioni. Versati interamente alla società nonostante, come ha scritto Libero, siano state trasmesse soltanto tre delle otto puntate previste. Ancora, la terza serie di "Sette per uno" ha pesato sui bilanci della tv di Stato per la cifra non trascurabile di 5 miliardi e 100 milioni. Sempre della Ballandi è anche la trasmissione musicale "Taratatà". La quarta serie è costata 2 miliardi e 546 milioni, la quinta soltanto 970 milioni di lire. Anche Daniele Luttazzi è un artista sotto contratto con la Ballandi entertainment. Il suo "Satyricon", la trasmissione che accese gli animi e causò un vero e proprio scontro politico qualche settimana prima delle elezioni politiche, è stato comprato per 2 miliardi e 931 milioni di lire. I risultati di share, complici anche le polemiche che ne seguirono, furono ottimi.
Ma la Ballandi passa con agilità dalle trasmissioni frizzanti alle premiazioni cerimoniose. Infatti ha prodotto anche la serata di premiazione del quarantanovesimo David di Donatello: è stata pagata dalla Rai quasi un miliardo e 300 milioni. La Rai ha appaltato al gruppo anche la ricerca di nuovi volti. Viale Mazzini ha pagato 965 milioni di lire "Uno su mille", una serie di provini per cabarettisti. Ma la lista dei lavori svolti dal gruppo è ancora lunga e la trovate, così come appare sugli schermi di alcuni terminali della Radiotelevisione italiana, qui a fianco.
Dagospia.com 28 Maggio 2002
Cinquecentosettantamila famiglie italiane. I loro soldi, quelli che hanno versato per il canone Rai, sono bastati appena per saldare il conto che la società di Bibi Ballandi ha presentato a viale Mazzini. Una fattura record di 103 miliardi 226 milioni di lire. La Ballandi entertainment, la società di produzione televisiva che fa la parte del leone, ha ricevuto in appalto i più importanti show andati in onda dal 2000 ad oggi sugli schermi della tv di Stato. Quasi cinquanta trasmissioni, dalla lotteria del sabato sera ai programmi musicali, portano il suo marchio. Gli ascolti in molti casi hanno premiato la scelta dei dirigenti della Rai di appaltare i programmi all'esterno, anche se non sempre è andata così. Del resto la concorrenza delle reti Mediaset è battagliera e, quando si è in guerra, non si può certo stare a sottilizzare e nemmeno a sindacare sui costi che lievitano. Comunque la si pensi, sembra arrivata l'ora dei conti.
Nei piani alti di viale Mazzini, così, qualcuno ha preso in mano calcolatrice, carta, penna ed euroconvertitore e si è messo ad abbozzare un consuntivo degli ultimi due anni. Almeno per poter comunicare ai nuovi dirigenti, quelli entrati in carica soltanto un mese fa, qual è l'eredità lasciata dai loro predecessori. Vediamo l'esito di questi calcoli. La società del produttore bolognese ha ricevuto 103 miliardi 226 milioni delle vecchie lire e spicci. La cifra, si faccia attenzione, riguarda soltanto il compenso che la Rai ha riconosciuto alla società per l'allestimento degli spettacoli, la partecipazione degli ospiti e i compensi di conduttori e conduttrici. Un lavoro costoso, faticoso e che richiede grande perizia ed esperienza. Tutte caratteristiche che, nessuno può negarlo, la Ballandi entertainment possiede. Quei soldi, insomma, se li è guadagnato. Ai 103 miliardi e rotti di conto, però, andrebbero aggiunti i costi vivi sostenuti direttamente dalla tv di Stato per la realizzazione degli spettacoli appaltati: il noleggio degli studi, le riprese con i mezzi, le "bollette" della luce e tutto il resto.
Il grosso delle spese sostenute dalla Ballandi pare sia servito a pagare compensi miliardari a conduttori ed ospiti che sono stati qualche centinaio dal 2000 al 2002. Gli anni della Rai presieduta da Roberto Zaccaria, diretta da Pierluigi Celli prima e Claudio Cappon dopo. Gli anni di Agostino Saccà, unico rimasto dei quattro, che da direttore di Rai1 è stato promosso a direttore generale di viale Mazzini. Gli anni in cui Bibi Ballandi ha raccolto i frutti di una lunga esperienza ed è riuscito a portare nella sua scuderia le più quotate star del piccolo schermo: da Adriano Celentano a Giorgio Panariello, da Sabrina Ferilli a Fiorello passando per Lucio Dalla e Renato Zero. Ma veniamo ai numeri.
Lo show più costoso che viale Mazzini ha preso in appalto dalla premiata scuderia sforna-successi resta, almeno sulla carta, "Torno sabato". La trasmissione del sabato sera, quella abbinata alla lotteria Italia, e andata in onda dal 29 settembre 2001 al 6 gennaio 2002. Le quindici puntate dello show, che hanno sbaragliato la concorrenza, sono state acquistate chiavi in mano per 25 miliardi e 7 milioni delle vecchie lire. «I compensi» delle star, come hanno rilevato gli ispettori di viale Mazzini al termine di un'inchiesta interna avviata dopo le denunce di Libero, non è possibile conoscerli «in quanto la Rai non dispone della relativa documentazione che regola il rapporto tra Ballandi e l'artista». Panariello, comunque, avrebbe chiesto 140 milioni a puntata. Più recente quel "La bella e la besthia" che ha dato risultati di ascolto piuttosto deludenti. Lo show di Sabrina Ferilli e Lucio Dalla è stato preso in appalto per 15 miliardi e 734 milioni di lire. Hanno contribuito a far lievitare le spese i cachet da favola dei due componenti della strana coppia di conduttori: l'attrice ha incassato 300 milioni a puntata, il cantante 250.
Al terzo posto tra le trasmissioni più care appaltate alla Ballandi c'è lo show di Adriano Celentano, quello che si sarebbe dovuto chiamare "Francamente me ne infischio 2", ma che all'ultimo momento sterzò sul più graffiante "125 milioni di caz..te". La Rai ha pagato alla società di Ballandi lo show, che raggiunse picchi di share altissimi, 9 miliardi e 688 milioni di lire. Per quattro puntate, del resto, il Molleggiato ha intascato 2 miliardi e 100 milioni di lire. Come abbiamo già raccontato, però, i costi reali a carico della Rai fecero lievitare le spese fino alla cifra recordi di 24 miliardi. Ma questa è un'altra storia. Della scuderia Ballandi fa parte anche Fiorello. Il suo primo "Stasera pago io", andato in onda lo scorso anno, è stato acquistato da viale Mazzini per 9 miliardi e 148 milioni di lire. Le quattro puntate di "Tutti gli zeri del mondo", lo spettacolo di Renato Zero, sono state acquistate "chiavi in mano" per 6 miliardi e 600 milioni di lire.
Ma per superare quota 100 miliardi, bisogna sommare anche le entrate "minori" della società di Bibi Ballandi. "Il gladiatore", la sfortunata trasmissione pre-serale condotta da Carlo Conti è stata acquistata 1 miliardo e 817 milioni. Versati interamente alla società nonostante, come ha scritto Libero, siano state trasmesse soltanto tre delle otto puntate previste. Ancora, la terza serie di "Sette per uno" ha pesato sui bilanci della tv di Stato per la cifra non trascurabile di 5 miliardi e 100 milioni. Sempre della Ballandi è anche la trasmissione musicale "Taratatà". La quarta serie è costata 2 miliardi e 546 milioni, la quinta soltanto 970 milioni di lire. Anche Daniele Luttazzi è un artista sotto contratto con la Ballandi entertainment. Il suo "Satyricon", la trasmissione che accese gli animi e causò un vero e proprio scontro politico qualche settimana prima delle elezioni politiche, è stato comprato per 2 miliardi e 931 milioni di lire. I risultati di share, complici anche le polemiche che ne seguirono, furono ottimi.
Ma la Ballandi passa con agilità dalle trasmissioni frizzanti alle premiazioni cerimoniose. Infatti ha prodotto anche la serata di premiazione del quarantanovesimo David di Donatello: è stata pagata dalla Rai quasi un miliardo e 300 milioni. La Rai ha appaltato al gruppo anche la ricerca di nuovi volti. Viale Mazzini ha pagato 965 milioni di lire "Uno su mille", una serie di provini per cabarettisti. Ma la lista dei lavori svolti dal gruppo è ancora lunga e la trovate, così come appare sugli schermi di alcuni terminali della Radiotelevisione italiana, qui a fianco.
Dagospia.com 28 Maggio 2002