NO ALL'UDIENZA PER L'ULTRA-MAMMA BRUNI - IN VATICANO SFIORATO L'INCIDENTE
BRAMBILLA ATROCE: 'RIFIUTATA', SBOTTA: "IL PRESIDENTE LO SA CHE SONO QUI?"
'AL BOLOGNESE' CRUDELIA SALMON RISCHIA DI FINIRE NEL CARRELLO DEI BOLLITI

1 - DAGO REPORT - BRAMBILLA ATROCE: RIFIUTATA, SBOTTA: "IL PRESIDENTE LO SA CHE SONO QUI?"
Folla di cameramen, paparazzi (mitico il solito Barillari, che gli urla: "'A Preside', facce er saluto francese", e vai a sapere qual è), curiosi. Piazza transennata, scorta che lo scarica davanti all'ingresso del Bolognese de noantri in contromano - e sempre contromano lo caricherà alla fine del pranzo, dentro al ristorante dove non ci saranno giornalisti, se non quelli del Tg de La7 che si sono introdotti con le telecamerine nascoste.
Ma andiamo con ordine.

Sarkò è arrivato dopo aver prenotato mezzo ristorante (solo la sua tavolata contava 15 ospiti, tra cui la l'ultra-madre di Carla Bruni, Marysa Borini), con gli uomini del suo staff e gli agenti della sicurezza italiani e francesi sparsi nei punti stretegici della sala. Perchè è stato proprio Sarkozy a non chiedere una sala riservata, ma di pranzare -nei programmi iniziali si sarebbe dovuto trattare di una cena- in mezzo a "les italiens". Che ha salutato ad uno ad uno, prestandosi anche alle foto di rito che una tavolata di gracidanti damazze romane gli ha praticamente estorto.

Baci e abbracci con Claudia Cardinale, e poi via, seduto al centro, per il pranzo che il presidente aveva concordato (per mezzo dell'ambasciata di piazza Farnese).
Antipasti: Fritti misti, prosciutto e mozzarella. Primo: tortelli di brasato e tagliatelle alla bolognese. Secondo: costoletta alla milanese con insalata. Dolce: gelato al caffè (solo per Il Presidente, perchè ne va ghiotto) e fruttini gelati di Lancusi. Caffè. Il tutto innaffiato da Dolcetto e Orvieto bianco - per gli altri, perchè lui, Sarkò, ha bevuto una spremuta d'arancia.

Ma più che lui, lo spettacolo sono stati quanti entravano senza sapere di ritrovarselo lì: da Fabrizio Maffei a Alberto Statera, da Gianfranco Vissani (piuttosto innervosito perchè non gli si trovava un tavolo) a Raul Bova con moglie e figli, fino alla incredibile apparizione di MVB, la Michela Brambilla che voleva essere addirittura ammessa al tavolo di Sarkò! Fermata all'ingresso della sala, è stata sentita proferire una frase cortesemente atroce indirizzata agli uomini del seguito del presidente transalpino: "Il Presidente lo sa che sono qui?".

Forse Nicolas lo sapeva, forse no. E comunque "stikaz", ma il punto è che non c'è stato nulla da fare: merci beaucoup, sarà per un'altra volta. All'uscita, si è fermato a rispondere ai giornalisti che stazionavano ai bordi delle fioriere. Poi, prima di salire in auto, ha attraversato la strada sorprendendo i bodyguard e si è letteralmente immerso nella folla di passanti che lo ammirava incredula. In effetti, ce lo vedete Romano Prodi fare altrettanto? Lui, semmai, avrebbe mandato in avanscoperta la moglie Flavia, come si è capito l'altra sera davanti a Palazzo Chigi...

2 - NO ALL'UDIENZA PER MAMMA BRUNI IN VATICANO SFIORATO L'INCIDENTE
Andrea Tornielli per "Il Giornale"

Carla Bruni ieri è rimasta a Parigi, lontana dal suo amato, ma nei palazzi vaticani il presidente Sarkozy ha cercato invano di far entrare al suo seguito la mamma della fidanzata per presentarla al Papa. E si è sfiorato un piccolo incidente diplomatico. L'attentissimo protocollo vaticano ha notato subito che era stato aggiunto un nome a quello della delegazione: ovviamente hanno titolo di farvi parte i congiunti del capo di Stato e i collaboratori istituzionali (Sarko, ad esempio, avrebbe potuto farsi accompagnare dalla dinamicissima mamma).

Invece il presidente francese ha cercato di portare in presenza di Benedetto XVI per una foto ricordo la signora Marysa Bruni Tedeschi.
La richiesta è stata gentilmente rispedita al mittente e ha destato una certa sorpresa in Vaticano. Lo stesso Papa Ratzinger ne sarebbe stato tempestivamente informato. Intanto proprio ieri è stata pubblicata un'intervista di Carla Bruni nella quale la modella ha confermato la travolgente love-story con Sarko: «Siamo molto innamorati. È una storia autentica. Non ci nascondiamo, ma neanche ci mostriamo».

Nel centro di Roma ieri la presenza del presidente francese non è certo passata inosservata. Dopo l'udienza dal Papa, Sarkozy si è attovagliato insieme all'entourage al «Bolognese», dove ha chiesto un menu tipicamente italiano: tagliatelle alla bolognese, cotoletta alla milanese, tutto innaffiato con un Dolcetto rosso e un bianco di Orvieto (ma non per l'astemio presidente che si è fatto servire una spremuta d'arancio). Nella sua trasferta romana Sarko è accompagnato dall'accademico di Francia, Max Gallo, dall'artista comico cattolico Jean Marie Bigard, dallo scrittore Guy Gilbert e dall prete domenicano Philippe Verdin.



Al termine del pranzo l'inquilino dell'Eliseo ha dribblato il cordone di polizia e guardie del corpo per stringere le mani delle persone che lo acclamavano in piazza del Popolo. «Amo l'Italia l'ho sempre amata, siamo a Roma c'è il cielo blu», ha detto ai giornalisti che lo attendevano all'uscita».

3 - LA MADRE DELLA BRUNI A ROMA: «SPERO SI SPOSINO»
Massimo Nava per il Corriere della Sera"

Vogliamo dire «presente» in spirito? Carla Bruni non era a Roma con Nicolas Sarkozy, ma è come se ci fosse stata. C'era una parte importante della famiglia: sua madre, Marisa Bruni Tedeschi, a bordo dell'aereo presidenziale, poi alla cerimonia in San Giovanni, nelle prime file riservate, con ambasciatori, cardinali, consiglieri dell'Eliseo e «invitati speciali»: lo storico Max Gallo, il prete delle banlieues Guy Gilbert, famoso per linguaggio e look da cantante rap, il padre dominicano Philippe Verdin, consigliere spirituale di Sarkozy. Gollismo, storia, fede, spettacolo e amori: tutto a tavola dal «Bolognese», piazza del Popolo, ristorante-vetrina della capitale, dove cinema e realtà volentieri si confondono.

E mamma Marisa era seduta vicino a Sarkozy. Come in un pranzo di famiglia: vino rosso (succo d'arancia per il presidente astemio), tagliatelle, mozzarella, fritti, autografi e domande sospese fra i clienti: «Ma c'è anche Carla?» No, Carla non c'è. Ma c'è una sedia riservata a una bellezza italiana del passato, Claudia Cardinale, che arriva con Pasquale Squitieri e Raoul Bova. Altra epoca: Claudia fece impazzire Chirac, ma l'affaire è un mistero sempre smentito, salvo irritare la moglie, Bernadette.

Difficile escludere che la nuova compagna di Sarkozy non stesse per imbarcarsi anche lei sull'aereo, salvo essere depennata all'ultimo momento. Questione di stile, eccesso di clamore, trattandosi di un'udienza dal Papa. Secondo voci, il programma prevedeva un week-end a Roma, che Sarkozy adora. «Mia figlia aveva troppi impegni, il nuovo disco, il bambino, sarà per un'altra volta», spiega mamma Marisa, intimidita da tanta attenzione e «stanca»: «Sveglia alle sette, aeroporto, viaggio, rientro di notte... Alla mia età».

Tailleur e cappotto nero, occhi azzurri intensi, come quelli di Carla, la signora Bruni Tedeschi beve spumante accanto al «suo» Nicolas, nel salone affrescato della Basilica, dopo il bagno di folla che Roma ha riservato al presidente. È il «cuore di mamma» che non tace: «Sì, sono felice per la mia Carla, per vederla così felice. È successo all'improvviso, si frequentano da un mese, un vero colpo di fulmine. Bellissimo. E sono felice per Nicolas, uomo straordinario, grande persona che sta facendo molto per la Francia ».

Nozze in vista? «Beh andiamoci piano. Io spero di sì. Lui è divorziato, Carla non si è sposata. Tutto è possibile, l'amore c'è. Carla è una figlia meravigliosa. Ma la vita mi ha anche insegnato a tenere i piedi per terra». Poi racconta l'emozione della sua prima volta all'Eliseo, quando il «colpo di fulmine» è diventato presentazione e promessa. E poi Disneyland, «gran freddo, ma tanta gioia». Non ha conosciuto mamma Sarkozy, che ha detto in un'intervista: «Ne ho abbastanza di matrimoni e non parlo solo per Nicolas». Alludeva probabilmente al suo, con un aitante immigrato dall'Ungheria, fama da Don Giovanni e padre- assente del futuro presidente della Repubblica.

Le cose cambiano. Sarkozy è rapido in politica, come negli affetti. E poi la somiglianza tipologica con l'ex moglie Cécilia sarà di buon auspicio? La «cosa durerà », scommettono persone vicine. Altri giurano sulla cotta passeggera, in attesa di riparlare di Cécilia. Nessuno commenta.
Ma il «clan» è compiaciuto quando vede il capo raggiante, rilassato, senza gli abituali scatti nervosi.
Tanta pubblicità e questa parodia di ufficialità dovrebbero preludere al lieto fine. I francesi, almeno quelli che ricordano le epoche degli amori presidenziali clandestini, applaudono alla presidenza televisiva, dove tutto è pubblico, con la regia di Super Sarko.

La storia, oggi a Roma, è un po' complice e spera furbescamente di ripetersi. Il primo «canonico» di san Giovanni in Laterano fu il re Enrico IV, che sposò l'italiana Caterina de' Medici. L'ultimo «canonico», secondo la tradizione di una Cattedrale per sempre sotto la protezione della Francia, è Nicolas Sarkozy. Ci sarà ancora un'italiana accanto al nuovo «monarca» di Francia? Non c'è tempo per altre domande. Sarkozy saluta e si avvia verso il Quirinale. Il seguito ufficiale se ne va con lui. Mamma Marisa resta sola in un angolo, sorseggiando spumante. Capitò anche a mamma Sarkozy, la sera del trionfo elettorale, dopo la festa all'Hotel Fouquet. Tornò a casa in taxi. Mamma Bruni Tedeschi ha almeno una berlina blu che l'aspetta.


Dagospia 21 Dicembre 2007