LA CRISI DI TELEBRAMBILLA - IL MATRIMONIO CON EUROSCENA, IL SERVICE CHE HA ESCLUSIVA DELLE RIPRESE PRIVATE DEL CAVALIERE, È GIÀ AL DIVORZIO PER MOTIVI PRETTAMENTE ECONOMICI - E I PAGAMENTI RITARDANO.

Cambiamenti in vista alla Tv della Libertà, il canale satellitare nato nel giugno scorso a sostegno dei Circoli della salmonata Michela Vittoria Brambilla: e dove Crudelia Salmon, però, da qualche tempo non appare quasi più per troppi impegni - pare. Il matrimonio della Tv con Euroscena, il service che ha esclusiva delle riprese private del Cavaliere, è già al divorzio per motivi prettamente economici: la struttura di Luigi Sciò, infatti, a detta dell'amministratrice della tv, Dede Cavalleri, lavora molto bene ma vuole troppi soldi.

Da gennaio, dunque, la Tv diretta da Giorgio Medail lascerà gli studi romani di via Gregorio VII e chiuderà anche la sede lombarda di via Di Vittorio, tra Sesto San Giovanni e Cologno, a un tiro di schioppo da Mediaset. Superati alcuni problemucci economici (qualche fornitore e qualche "ospite" che attendono ancora di essere pagati) la Tv della Libertà da gennaio dovrebbe sdoppiarsi e debuttare, oltrechè sul canale 818 di Sky, anche in chiaro sulle diciotto emittenti del circuito Cinque Stelle.

Infatti, la battuta che corre è: La Tv della libertà? Sì, di non pagare fornitori, collaboratori, dipendenti. Prima ancora di affrontare qualsiasi competizione elettorale la Rossa di parrucchiere autoproclamatasi regina dell'Antipolitica, avrebbe preso già i vizi della Politica: primo fra tutti quelli di non pagare entro i termini chi lavora per la causa. Alla tv delle libertà la crisi "liquida" già si era manifestata dopo l'estate, al ritorno dalle ferie. Adesso sarebbe profondo rosso.



I dipendenti della Tv ricevono mediamente lo stipendio con 15 giorni di ritardo. I pagamenti dei collaboratori sono fermi ad agosto. L'edicola che fornisce ogni giorno le mazzette dei quotidiani da quattro mesi non riceve un centesimo e rivendica un debito di circa 8 mila euro: all'edicolante quindi non è rimasto che fare le poste agli impiegati di Michela incaricati di ritirare i giornali e che si vergognano come ladri. Già a settembre molti opinionisti e giornalisti che intervenivano alle trasmissioni hanno sbattuto la porta.

Eppure Michela Vittoria che si vanta di essere titolare di una trentina di imprese dovrebbe sapere che il primo requisito dell'affidabilità di un imprenditore è la puntualità nel pagare. Ma ora che è in politica evidentemente pensa che tutto le sia concesso.


Dagospia 21 Dicembre 2007