PECORELLA NERA (E TIRCHIA) - LA TURCO STOPPATA DAL CAV. - VERONICA SENZA LA VILLA - BERNABÈ NON MOLLA NULLA - GARAGE ARGENTARIO - ASILI ROMANI, I BIMBI TIMBRANO CARTELLINO - DIABOLICO BENIGNI.
A cura di Enrico Arosio e Paolo Forcellini per "L'espresso"
1 - TURCO STOP.
Nella partita delle nomine sanitarie, Livia Turco ha subìto un'imprevista sconfitta da Silvio Berlusconi. Ai tempi supplementari. Il caso, finora rimasto inedito nonostante le continue polemiche tra Polo e Ulivo sulla sanità, riguarda il Gaetano Pini, il primo ospedale ortopedico di Milano. Nel 2006, sotto elezioni, in carica come direttore generale prescelto dalla giunta Formigoni c'è Vito Corrao, un manager forzista fresco di condanna definitiva per abuso e falso in un appalto ospedaliero. Il collegio sindacale, invece, è scaduto.
Dopo la vittoria di Prodi, quindi, il 27 giugno il neo ministro Turco nomina sindaco di quell'ospedale, cioè controllore dei conti, l'avvocato Giuseppe Santagati, che ha fama di incorruttibile: era stato l'artefice delle indagini sulle tangenti nella sanità lombarda, chiuse con 175 condanne. Santagati però non è mai entrato in carica.
Perché la Turco si è fatta battere sul tempo da Berlusconi. Come titolare ad interim del ministero della Salute dopo le dimissioni di Storace per il Laziogate, infatti, il Cavaliere aveva designato in extremis un sindaco vicino al Polo, Roberto Gonzaga. Una nomina (numero 3.479) firmata da Berlusconi il 12 aprile 2006. Due giorni dopo la sconfitta elettorale. Intanto Corrao è passato alla sanità privata: ora è direttore dell'ospedale San Giuseppe, sfortunatamente colpito dall'arresto del primario di urologia, Edoardo Austoni, per 70 accuse di concussione. (P. B.)
2 - PECORELLA NERA.
Dagli avvocati di Silvio Berlusconi arriva un sostegno economico per Forza Italia. Dal bilancio 2006, depositato di recente, risulta che Cesare Previti, storico consulente legale dell'ex premier, ha versato al partito 12 mila euro, mentre l'attuale difensore di Berlusconi ed ex parlamentare Niccolò Ghedini ha dato un contributo di 10 mila. Nella lista dei finanziatori manca Gaetano Pecorella, altro avvocato del Cavaliere in Parlamento, nella scorsa legislatura presidente della commissione Giustizia della Camera. (G. Mast.)
3 - L'OBELISCO È ORIZZONTALE.
Che fine ha fatto l'obelisco di Axum, il monumento etiopico trafugato dal fascismo nel 1937 ed eretto a Roma, in piazza di Porta Capena? Dopo che l'Italia, tra infinite polemiche, ha restituito il monumento all'Etiopia nell'aprile 2005, la stele è ancora invisibile. Infatti l'obelisco resta imballato nei tre container che l'hanno riportato a casa, in attesa di ritrovare la propria collocazione originaria, nella zona archeologica della città. Una volta tanto, non è colpa dei ritardi italici nel portare a termine i lavori. Ma della burocrazia etiope.
Il nostro paese, dopo aver trasportato il monumento fino all'aeroporto di Axum, ha stanziato i fondi per i lavori in loco, che sono però gestiti direttamente dall'Unesco e dal governo di Addis Abeba. Le due ditte italiane che hanno vinto l'appalto, Studio Croci e Lattanzi, stanno cercando di affrettare i tempi nonostante diversi problemi di ingegneria, un inatteso aumento dei costi per i lavori e il ritrovamento di alcune catacombe proprio nel luogo in cui andavano piantate le fondamenta della stele. Ma di rivedere l'obelisco al suo posto non se ne parla almeno fino a settembre 2008. (E. Man.)
4 - BERNABÈ IN GALLERIA.
Fresco di nomina come amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè conferma che non vuole rinunciare alla presidenza del Mart, il museo di arte moderna di Rovereto. Si diverte troppo, dice. Qualcuno c'è già rimasto male: sia in Trentino sia a Roma.
5 - VERONICA IN BIANCO.
Peccato davvero. Niente Capodanno a Schanf, in Engadina, per Veronica Lario. Il cantiere è in ritardo sulla tabella di marcia, e Palazzo Bartolini è tutt'altro che pronto. La magione patrizia a un quarto d'ora da Sankt Moritz intestata a mamma Flora Bartolini, suocera di Silvio Berlusconi, ma destinata verosimilmente a Veronica e ai suoi figli, non ha ancora neppure i vetri alle finestre, tutte coperte da fogli di plastica. Si delinea l'aspetto finale, molto cambiato rispetto alla primavera 2006 quando 'L'espresso' ne parlò la prima volta. Dell'origine settecentesca del palazzo, già sede della Banca Engiadinaisa, restano solo i decori in facciata.
Ai quattro piani se ne è aggiunto un quinto, mansardato. Aumentate le finestre (ne abbiamo contate 43 sui tre lati fotografabili), moltiplicati i camini (da uno a quattro), totalmente rifatti gli interni, solette e piante, realizzati il garage sotterraneo e l'ascensore. Sulle impalcature svettano da mesi i segnali della joint-venture italo-svizzera. Due le imprese edili, la Bergamelli di Nembro (Bergamo) e la Angelini di S-chanf; svizzera (Salzgeber) tutta la falegnameria, italiani (Fassa Bortolo) malta e intonaci. Una casa con gli sponsor, come un programma di Rete 4. Le recenti nevicate non hanno facilitato gli operai. Si spera che si sbrighino ugualmente, sia per la riuscita delle foto, sia perché cominciano a stufarsi anche i vicini. (E. A.)
6 - AFFITTACAMERE DEI DEPUTATI.
Lo sapevate? Le attività della Camera dei deputati si svolgono in 22 edifici diversi. Occupano un totale di 204.212 metri quadri, pari a 320 mq. per deputato. Dodici stabili sono in affitto a 32,7 milioni l'anno, e gli altri dieci palazzi (compreso Montecitorio) sono di proprietà. I canoni maggiori li assorbono i quattro Palazzi Marini che costano 30 milioni, con gran scandalo degli anti-sprechi. Per smorzare le polemiche, i questori della Camera hanno avviato un'azione giudiziale contro il proprietario, l'imprenditore romano Sergio Scalpellini, per modificare l'articolo 13 del contratto di locazione, codicillo che impedisce di riscattare i palazzi senza il consenso del proprietario.
Secondo una vecchia interpretazione dei consulenti legali della Camera, il diritto di acquisto "non dipende dall'altra parte" e "in caso di disaccordo" la vendita potrà avvenire lo stesso, partendo dai valori catastali. Tra le misure taglia-spese, anche l'uso di un fabbricato dell'Agenzia del Demanio al posto di una serie di unità immobiliari attualmente prese in locazione. Questa gran voglia di risparmiare non nasconde il fatto che all'inizio della legislatura i gruppi parlamentari avevano ritenuto "carenti" gli spazi disponibili, ottenendo l'affitto (a 356 mila euro annui) di un altro appartamento in piazza San Lorenzo in Lucina. (G. Mas.)
7 - ROCCO SEI FORTE.
L'accusa è di avere realizzato opere in difformità alle autorizzazioni della Regione e della Soprintendenza. Un reato diffuso, in Sicilia. Il processo iniziato al tribunale di Sciacca (Agrigento) vede però sul banco degli imputati un presunto abusivo del tutto particolare: l'amministratore delegato della Rocco Forte and Family Rome, Moreno Occhiolini. Il campo da golf della società italo-inglese, finanziato dallo Stato, dalla Regione e da Sviluppo Italia per circa 44 milioni di euro, secondo la Procura è stato parzialmente realizzato all'interno di un'area protetta. Legambiente e Wwf si sono costituiti parte civile, ma cos'è successo? La maggioranza dell'opinione pubblica locale si è schierata con gli accusati. Migliaia le firme raccolte per consentire a Rocco Forte di realizzare il suo campo da golf anche all'interno della fascia d'inedificabilità assoluta. (A. Mo.)
8 - VENEZIA-PADOVA: AUTOSTRADA BIPARTISAN.
L'autostrada Venezia-Padova è la più corta d'Italia, 41,8 km. Ma è generosa con i suoi amministratori. Il presidente (Vittorio Casarin) a Forza Italia, l'ad (Lino Brentan) ai Ds. Per sfuggire al taglio dei compensi voluto da Linda Lanzillotta, gli amministratori se li sono ridotti a 400 mila euro complessivi e al contempo se ne sono assegnati altri 260 mila come premio. Brentan, da solo, intasca più di 329 mila euro. Su 26 assunti 14 sono di Campolongo M., paese di Brentan. Se alla scadenza della concessione subentrerà un'altra società, la compagnia Brentan-Casarin sarà liquidata con 100 milioni. (P. T.)
9 - GARAGE ARGENTARIO.
Susanna Agnelli, quando era sindaco, li dotò anche di una fontana per farne un bel giardino pubblico degno di questo nome. Oggi c'è il progetto di costruirci ben 500 box per auto, da vendere a 50-60 mila euro l'uno. Un bel business, ma un destino assai poco botanico per i Giardini Iacovacci di Porto Santo Stefano, creati intorno al 1600 su un ettaro di terreno a gradoni dalla famiglia che gli diede il nome.
"Nel 2002 gli eredi hanno venduto, e oggi i Giardini sono della società romana di costruzioni Ircos", spiega Roberto Presenti, il leader dei Verdi dell'Argentario sul piede di guerra contro l'alluvione di box. Alla Ircos, più che le acacie e le palme, sono piaciuti i lunghi gradoni del terreno: per costruire i garage basta scavarvi dei buchi in orizzontale, senza troppi sconvolgimenti in superficie. "Ma a essere sconvolto sarebbe l'intero centro di Porto Santo Stefano, già soffocato dal traffico", chiosa Presenti. (G. N.)
10 - KINDER SORPRESA.
Il Comune di Roma sta per attuare una sperimentazione singolare. Negli asili comunali si farà timbrare ai bambini il cartellino delle presenze. Così, come in fabbrica, i piccoli utenti faranno strisciare il badge in entrata e in uscita, con l'ausilio di operatori della società Multiservizi.
Il Dipartimento XI verificherà ogni giorno le presenze, e su questa base mirerà a ottimizzare i turni del personale, aumentando la "capacità produttiva" di ogni singola lavoratrice scolastica. Secondo i sindacati delle maestre, si profila un'ulteriore riduzione del personale. (M. R.)
11 - DIABOLICO BENIGNI.
L'interpretazione di Roberto Benigni del quinto canto dell'Inferno su Raiuno ha fatto discutere anche in Vaticano. Sono arrivati complimenti per "una lezione di altissima comunicazione religiosa", ma anche critiche per "aver lanciato un messaggio che potrebbe risultare micidiale per i giovani e che va rettificato". Benigni è stato chiamato in causa da padre Raniero Cantalamessa durante un'omelia alla presenza di papa Benedetto XVI, svoltasi al Palazzo apostolico vaticano.
Benigni ha citato Sant'Agostino che dice a Dio: "Dammi la castità e la continenza, ma non ora". L'attore, secondo Cantalamessa, "ha attibuito la frase a sant'Agostino, ma essa non è di Agostino santo; è di Agostino ancora peccatore, di prima della conversione. Non ha detto, il comico, fino a che punto Agostino si era dovuto pentire in seguito e quante lacrime gli era costato strapparsi alla schiavitù della passione". (G. Mast.)
Dagospia 21 Dicembre 2007
1 - TURCO STOP.
Nella partita delle nomine sanitarie, Livia Turco ha subìto un'imprevista sconfitta da Silvio Berlusconi. Ai tempi supplementari. Il caso, finora rimasto inedito nonostante le continue polemiche tra Polo e Ulivo sulla sanità, riguarda il Gaetano Pini, il primo ospedale ortopedico di Milano. Nel 2006, sotto elezioni, in carica come direttore generale prescelto dalla giunta Formigoni c'è Vito Corrao, un manager forzista fresco di condanna definitiva per abuso e falso in un appalto ospedaliero. Il collegio sindacale, invece, è scaduto.
Dopo la vittoria di Prodi, quindi, il 27 giugno il neo ministro Turco nomina sindaco di quell'ospedale, cioè controllore dei conti, l'avvocato Giuseppe Santagati, che ha fama di incorruttibile: era stato l'artefice delle indagini sulle tangenti nella sanità lombarda, chiuse con 175 condanne. Santagati però non è mai entrato in carica.
Perché la Turco si è fatta battere sul tempo da Berlusconi. Come titolare ad interim del ministero della Salute dopo le dimissioni di Storace per il Laziogate, infatti, il Cavaliere aveva designato in extremis un sindaco vicino al Polo, Roberto Gonzaga. Una nomina (numero 3.479) firmata da Berlusconi il 12 aprile 2006. Due giorni dopo la sconfitta elettorale. Intanto Corrao è passato alla sanità privata: ora è direttore dell'ospedale San Giuseppe, sfortunatamente colpito dall'arresto del primario di urologia, Edoardo Austoni, per 70 accuse di concussione. (P. B.)
2 - PECORELLA NERA.
Dagli avvocati di Silvio Berlusconi arriva un sostegno economico per Forza Italia. Dal bilancio 2006, depositato di recente, risulta che Cesare Previti, storico consulente legale dell'ex premier, ha versato al partito 12 mila euro, mentre l'attuale difensore di Berlusconi ed ex parlamentare Niccolò Ghedini ha dato un contributo di 10 mila. Nella lista dei finanziatori manca Gaetano Pecorella, altro avvocato del Cavaliere in Parlamento, nella scorsa legislatura presidente della commissione Giustizia della Camera. (G. Mast.)
3 - L'OBELISCO È ORIZZONTALE.
Che fine ha fatto l'obelisco di Axum, il monumento etiopico trafugato dal fascismo nel 1937 ed eretto a Roma, in piazza di Porta Capena? Dopo che l'Italia, tra infinite polemiche, ha restituito il monumento all'Etiopia nell'aprile 2005, la stele è ancora invisibile. Infatti l'obelisco resta imballato nei tre container che l'hanno riportato a casa, in attesa di ritrovare la propria collocazione originaria, nella zona archeologica della città. Una volta tanto, non è colpa dei ritardi italici nel portare a termine i lavori. Ma della burocrazia etiope.
Il nostro paese, dopo aver trasportato il monumento fino all'aeroporto di Axum, ha stanziato i fondi per i lavori in loco, che sono però gestiti direttamente dall'Unesco e dal governo di Addis Abeba. Le due ditte italiane che hanno vinto l'appalto, Studio Croci e Lattanzi, stanno cercando di affrettare i tempi nonostante diversi problemi di ingegneria, un inatteso aumento dei costi per i lavori e il ritrovamento di alcune catacombe proprio nel luogo in cui andavano piantate le fondamenta della stele. Ma di rivedere l'obelisco al suo posto non se ne parla almeno fino a settembre 2008. (E. Man.)
4 - BERNABÈ IN GALLERIA.
Fresco di nomina come amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè conferma che non vuole rinunciare alla presidenza del Mart, il museo di arte moderna di Rovereto. Si diverte troppo, dice. Qualcuno c'è già rimasto male: sia in Trentino sia a Roma.
5 - VERONICA IN BIANCO.
Peccato davvero. Niente Capodanno a Schanf, in Engadina, per Veronica Lario. Il cantiere è in ritardo sulla tabella di marcia, e Palazzo Bartolini è tutt'altro che pronto. La magione patrizia a un quarto d'ora da Sankt Moritz intestata a mamma Flora Bartolini, suocera di Silvio Berlusconi, ma destinata verosimilmente a Veronica e ai suoi figli, non ha ancora neppure i vetri alle finestre, tutte coperte da fogli di plastica. Si delinea l'aspetto finale, molto cambiato rispetto alla primavera 2006 quando 'L'espresso' ne parlò la prima volta. Dell'origine settecentesca del palazzo, già sede della Banca Engiadinaisa, restano solo i decori in facciata.
Ai quattro piani se ne è aggiunto un quinto, mansardato. Aumentate le finestre (ne abbiamo contate 43 sui tre lati fotografabili), moltiplicati i camini (da uno a quattro), totalmente rifatti gli interni, solette e piante, realizzati il garage sotterraneo e l'ascensore. Sulle impalcature svettano da mesi i segnali della joint-venture italo-svizzera. Due le imprese edili, la Bergamelli di Nembro (Bergamo) e la Angelini di S-chanf; svizzera (Salzgeber) tutta la falegnameria, italiani (Fassa Bortolo) malta e intonaci. Una casa con gli sponsor, come un programma di Rete 4. Le recenti nevicate non hanno facilitato gli operai. Si spera che si sbrighino ugualmente, sia per la riuscita delle foto, sia perché cominciano a stufarsi anche i vicini. (E. A.)
6 - AFFITTACAMERE DEI DEPUTATI.
Lo sapevate? Le attività della Camera dei deputati si svolgono in 22 edifici diversi. Occupano un totale di 204.212 metri quadri, pari a 320 mq. per deputato. Dodici stabili sono in affitto a 32,7 milioni l'anno, e gli altri dieci palazzi (compreso Montecitorio) sono di proprietà. I canoni maggiori li assorbono i quattro Palazzi Marini che costano 30 milioni, con gran scandalo degli anti-sprechi. Per smorzare le polemiche, i questori della Camera hanno avviato un'azione giudiziale contro il proprietario, l'imprenditore romano Sergio Scalpellini, per modificare l'articolo 13 del contratto di locazione, codicillo che impedisce di riscattare i palazzi senza il consenso del proprietario.
Secondo una vecchia interpretazione dei consulenti legali della Camera, il diritto di acquisto "non dipende dall'altra parte" e "in caso di disaccordo" la vendita potrà avvenire lo stesso, partendo dai valori catastali. Tra le misure taglia-spese, anche l'uso di un fabbricato dell'Agenzia del Demanio al posto di una serie di unità immobiliari attualmente prese in locazione. Questa gran voglia di risparmiare non nasconde il fatto che all'inizio della legislatura i gruppi parlamentari avevano ritenuto "carenti" gli spazi disponibili, ottenendo l'affitto (a 356 mila euro annui) di un altro appartamento in piazza San Lorenzo in Lucina. (G. Mas.)
7 - ROCCO SEI FORTE.
L'accusa è di avere realizzato opere in difformità alle autorizzazioni della Regione e della Soprintendenza. Un reato diffuso, in Sicilia. Il processo iniziato al tribunale di Sciacca (Agrigento) vede però sul banco degli imputati un presunto abusivo del tutto particolare: l'amministratore delegato della Rocco Forte and Family Rome, Moreno Occhiolini. Il campo da golf della società italo-inglese, finanziato dallo Stato, dalla Regione e da Sviluppo Italia per circa 44 milioni di euro, secondo la Procura è stato parzialmente realizzato all'interno di un'area protetta. Legambiente e Wwf si sono costituiti parte civile, ma cos'è successo? La maggioranza dell'opinione pubblica locale si è schierata con gli accusati. Migliaia le firme raccolte per consentire a Rocco Forte di realizzare il suo campo da golf anche all'interno della fascia d'inedificabilità assoluta. (A. Mo.)
8 - VENEZIA-PADOVA: AUTOSTRADA BIPARTISAN.
L'autostrada Venezia-Padova è la più corta d'Italia, 41,8 km. Ma è generosa con i suoi amministratori. Il presidente (Vittorio Casarin) a Forza Italia, l'ad (Lino Brentan) ai Ds. Per sfuggire al taglio dei compensi voluto da Linda Lanzillotta, gli amministratori se li sono ridotti a 400 mila euro complessivi e al contempo se ne sono assegnati altri 260 mila come premio. Brentan, da solo, intasca più di 329 mila euro. Su 26 assunti 14 sono di Campolongo M., paese di Brentan. Se alla scadenza della concessione subentrerà un'altra società, la compagnia Brentan-Casarin sarà liquidata con 100 milioni. (P. T.)
9 - GARAGE ARGENTARIO.
Susanna Agnelli, quando era sindaco, li dotò anche di una fontana per farne un bel giardino pubblico degno di questo nome. Oggi c'è il progetto di costruirci ben 500 box per auto, da vendere a 50-60 mila euro l'uno. Un bel business, ma un destino assai poco botanico per i Giardini Iacovacci di Porto Santo Stefano, creati intorno al 1600 su un ettaro di terreno a gradoni dalla famiglia che gli diede il nome.
"Nel 2002 gli eredi hanno venduto, e oggi i Giardini sono della società romana di costruzioni Ircos", spiega Roberto Presenti, il leader dei Verdi dell'Argentario sul piede di guerra contro l'alluvione di box. Alla Ircos, più che le acacie e le palme, sono piaciuti i lunghi gradoni del terreno: per costruire i garage basta scavarvi dei buchi in orizzontale, senza troppi sconvolgimenti in superficie. "Ma a essere sconvolto sarebbe l'intero centro di Porto Santo Stefano, già soffocato dal traffico", chiosa Presenti. (G. N.)
10 - KINDER SORPRESA.
Il Comune di Roma sta per attuare una sperimentazione singolare. Negli asili comunali si farà timbrare ai bambini il cartellino delle presenze. Così, come in fabbrica, i piccoli utenti faranno strisciare il badge in entrata e in uscita, con l'ausilio di operatori della società Multiservizi.
Il Dipartimento XI verificherà ogni giorno le presenze, e su questa base mirerà a ottimizzare i turni del personale, aumentando la "capacità produttiva" di ogni singola lavoratrice scolastica. Secondo i sindacati delle maestre, si profila un'ulteriore riduzione del personale. (M. R.)
11 - DIABOLICO BENIGNI.
L'interpretazione di Roberto Benigni del quinto canto dell'Inferno su Raiuno ha fatto discutere anche in Vaticano. Sono arrivati complimenti per "una lezione di altissima comunicazione religiosa", ma anche critiche per "aver lanciato un messaggio che potrebbe risultare micidiale per i giovani e che va rettificato". Benigni è stato chiamato in causa da padre Raniero Cantalamessa durante un'omelia alla presenza di papa Benedetto XVI, svoltasi al Palazzo apostolico vaticano.
Benigni ha citato Sant'Agostino che dice a Dio: "Dammi la castità e la continenza, ma non ora". L'attore, secondo Cantalamessa, "ha attibuito la frase a sant'Agostino, ma essa non è di Agostino santo; è di Agostino ancora peccatore, di prima della conversione. Non ha detto, il comico, fino a che punto Agostino si era dovuto pentire in seguito e quante lacrime gli era costato strapparsi alla schiavitù della passione". (G. Mast.)
Dagospia 21 Dicembre 2007