TRA I VIP SVACANZATI IN KENYA SCOPPIA LA PAURA
I CENTRI NEVRALGICI: IL TELEFONO DI BOBO CRAXI E LA VILLA DELLA MELANDRI
NELLA TRAGEDIA C'È SPAZIO PER UN CAPITOLO DELLA COMMEDIA ALL'ITALIANA

Foto da Repubblica.it


1 - TRA I VIP ITALIANI SCOPPIA LA PAURA.

Luis Kabinga da Malindi per Dagospia

Mentre fino a ieri a Malindi tutti bevevano champagne e mangiavano ostriche e aragoste a poco prezzo in piena incoscienza, da oggi si è sparsa la paura.

 

Il punto di coordinamento di tutti i terrorizzati di Malindi è il telefono di Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri in contatto permanente con l'Unità di Crisi della Farnesina guidata dalla bravissima Elisabetta Belloni.

L'altro nodo importante di riferimento è la villa di Giovanna Meandri a Watamu, dove oltre alla ministra albergano le giornaliste Stella Pende e Myrta Merlino.

Il terzo pilastro a cui si ancorano i quattromila turisti naufraghi della costa orientale del Kenya (Mombasa-Malindi-Watamu) è il console onorario a Malindi, Roberto Macrì, grande esperto di zucchine alla scapece.

 

Il problema degli italiani è uno solo: come si torna - visto che l'aeroporto di Nairobi è bloccato - quando si torna e chi torna per primo.

Nel caso, assai probabile, di un ulteriore peggioramento, si sta predisponendo una evacuazione uguale per tutti, ministri e sottosegretari compresi.

In pratica vuol dire C-130 delle Forze Armate e aerei charter in partenza, però da Mombasa. Ma la strada Malindi-Mombasa, già pericolosa, potrebbe diventarlo ancora di più nelle prossime ore.

 

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare gli amici misteriosamente scomparsi in Africa? Nemmeno gli abili sceneggiatori del celebre film omonimo con Alberto Sordi potrebbero dare una risposta a questa domanda.

Nella sanguinosa tragedia del Kenya, trova spazio anche l'ennesimo capitolo della commedia all'italiana.

 

Trova inoltre conferma la notizia che un centinaio di turisti italioti, incurante dei pressanti inviti della Farnesina ad evitare le partenze per il Kenya, abbia deciso che è meglio rischiare la pelle che perdere la caparra. Sono dunque partiti e atterrati a Nairobi. Buona fortuna.

2 - CHIESA BRUCIATA, LE VITTIME APPARTENEVANO A ETNIA KIKUYO.
(Ap) - Appartenevano all'etnia kikuyo, la stessa del presidente kenyano Mwai Kibaki, le cinquanta persone rimaste uccise ieri nell'attacco incendiario contro una chiesa di Eldoret, in Kenya, a circa 300 chilometri a nord-ovest di Nairobi.

Le vittime, tra cui molti bambini, si erano rifugiate ieri sera nella Chiesa evangelica delle Assemblee di Dio per sfuggire alle violenze scoppiate negli ultimi giorni nel Paese africano dopo le contestate elezioni presidenziali, in cui hanno perso la vita circa 300 persone. I risultati, che hanno confermato alla presidenza Kibaki, sono stati contestati dall'opposizione guidata da Raila Odinga.

3 - PRESIDENTE KIBAKI ACCUSA OPPOSIZIONE DI PULIZIA ETNICA.
(Agi/Reuters)
- Mentre in tutto il Kenya proseguono le violenze a sfondo politico-tribale scatenate dalla contestatissima riconferma di Mwai Kibaki alla Presidenza della Repubblica nelle elezioni di giovedi' scorso, con un margine di appena 230.000 voti sul candidato dell'opposizione Raila Odinga pur dato in vantaggio dai sondaggi e dagli stessi risultati preliminari, lo stesso capo dello Stato ha accusato i seguaci dell'Odm, l'Orange Democratic Movement del leader dissidente, di puntare alla pulizia etnica per eliminare gli avversari nelle aree da essi controllate, specie nelle province occidentali del Paese africano.



Il confronto armato tra Odm e Pnu, il Partito per l'Unita' Nazionale facente capo a Kibaki, ha infatti ormai assunto le sembianze di una vera e propria guerra tra i clan di cui tali formazioni politiche sono espressione, rispettivamente i Luo e i Kikuyo. "I sostenitori di Raila Odinga sono coinvolti in una vera e propria pulizia etnica", ha denunciato il portavoce presidenziale Alfred Mutua, che ha peraltro poi messo le mani avanti sottolineando: "Non vogliamo che quanto sta accadendo infanghi la reputazione di Odinga, e che egli sia visto come promotore di questa pulizia etnica". Ieri lo stesso candidato ufficialmente sconfitto, intervistato dall'emittente televisiva pan-araba 'al-Jazira', aveva accennato a una cauta apertura al dialogo, dicendosi disposto a incontrare Kibaki, a condizione che costui ammettesse un esito della consultazione diamentralmente opposto a quello invece ufficializzato.

4 - ATTESO A NAIROBI PRESIDENTE UA PER FAVORIRE FINE VIOLENZE.
(Ap) - Il presidente di turno dell'Unione africana (Ua), John Kufuor, è atteso oggi a Nairobi per favorire una soluzione della crisi politica in atto nel paese dalle elezioni del 27 dicembre scorso e la cessazione delle violenze che hanno causato finora oltre 300 morti. Un portavoce Ua, Habiba Mejri-Cheikh, ha dichiarato che il presidente Kufuor cercherà di mediare tra le parti, senza però fornire ulteriori dettagli.

Intanto, oggi il più vecchio quotidiano del paese, 'The Standard', riporta una dichiarazione del capo della Commissione elettorale del Kenya, Samuel Kivuitu, che alimenta il sospetto di brogli nel conteggio dei risultati elettorali, che hanno riconfermato il Presidente Mwai Kibaki. "Non so se Kibaki ha vinto le elezioni", ha detto Kivuitu, aggiungendo di aver subito pressioni perchè annunciasse quanto prima i risultati. Ieri, quattro dei 22 membri della commissione hanno chiesto l'avvio di un'inchiesta indipendente sui risultati elettorali.

5 - WASHINGTON E LONDRA INVITANO AL COMPROMESSO.
(Apcom)
- Il segretario di stato americano, Condoleezza Rice, e il ministro britannico degli affari esteri, David Miliband, hanno lanciato oggi in un comunicato congiunto un appello ai dirigenti keniani perchè "diano prova di spirito di compromesso".


Dagospia 02 Gennaio 2008