LA DIFESA DI PAPA-RATZI ALLA SAPIENZA DA PARTE DI RUTELLI, E QUEL SEGNALE DEL RUINIANO AZZURRO FRANCESCO GIRO: "SE SI CANDIDA LUI A SINDACO, FINI HA CHIUSO" - DARIO FO PERPLESSO SULL'INVITO AL PAPA.

Lettera di Francesco Rutelli a Giuliano Ferrara in prima pagina del Foglio: "Al direttore - Ma che idea della libertà hanno coloro che pensano di voler proibire a Benedetto XVI di parlare all'Università La Sapienza. Chiunque può dissentire nel dibattito pubblico. Anche da ciò che dice il Papa. Ma la pretesa di zittirlo in un luogo che è spazio di studio, formazione e dialogo, l`idea che possa essere preclusa la parola del Vescovo di Roma, intellettuale riconosciuto per la sua profondissima cultura, per decenni professore universitario e, se vogliamo aggiungere, successore di chi fondò l'Università La Sapienza 705 anni fa, appare inconcepibile.
A coloro che annunciano proteste segnalo che tutti avremmo, invece, interesse a preservare i luoghi della cultura e della scienza dalla diatriba politica".

Leggendo questa forte presa di posizione, che mette insieme la difesa del Papa e l'intervento nell'ambito dell'ateneo della Capitale, qualcuno ha ricordato quanto ha detto ieri in una lunga intervista a Giancarlo Perna sul Giornale il forzista Francesco Giro, responsabile azzurro dei rapporti con il mondo cattolico, ex collaboratore di Alberto Michelini e "amico del cardinal Ruini" (come titolava a caratteri cubitali la paginata): "Veltroni non faceva bene il sindaco prima, figuriamoci adesso che è anche segretario di partito. E' stato immorale chiedere il secondo mandato, sapendo che sarebbe arrivato l'impegno nel Pd. Rimpiango Rutelli. E' stato un sindaco molto più vicino alla gente". E poi il pizzino: "Fini candidato per il centrodestra? Non mi pronuncio. Ma se, come sembra, si ricandidasse Rutelli, Fini ha chiuso". Segnale ruiniano, e controsegnale rutelliano dalle pagine del quotidiano più sensibile al verbo vaticano, quello di Papa Giuliano Ferrara.

2 - DARIO FO PERPLESSO SULL'INVITO
Da La Stampa.it
- «Sono contro ogni forma di censura perchè il diritto di parola è sacro. Ma deve essere sempre un diritto bilaterale, reciproco. E non mi pare che questa Chiesa e questo Papa possano essere presi a modello in materia di libertà di espressione. Per questo, sull'invito di Benedetto XVI all'Università "La Sapienza" ho più di una perplessità».



Lo dichiara in un'intervista a "la Repubblica" Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura. «Io sono pronto a farmi uccidere per garantire il diritto di parola a chi la pensa diversamente da me - prosegue - Ma la stessa cosa voglio che sia garantita per me. La storia della Chiesa però non mi pare che offra esempi mirabili su questi aspetti, basti pensare ai processi dell'Inquisizione, alle persecuzioni passate».

«Mi auguro che almeno questa iniziativa possa portare a uno scambio reciproco, paritario, reale su differenti modi di intendere la cultura, la ricerca, lo stesso senso della vita - conclude Dario Fo - Penso che sarebbe una lezione salutare per la stessa Chiesa, dove, non dimentichiamolo, ci sono tanti vescovi che non sono per niente teneri quando sono chiamati a confrontarsi con altri valori».


Dagospia 15 Gennaio 2008