FINI: MOLTI ELETTORI UDC VOTERANNO PDL. SÌ A FERRARA (SENZA SUA LISTA) - DINI: VELTRONI ILLUSIONISTA - POLITO: NON MI RICANDIDO - MASTELLA: MIA MOGLIE NON SI RICANDIDA - MARINI: SENATO A D'ALEMA.
1 - PERCENTUALI.
Jena per "La Stampa" - Berlusconi dice che prenderà il 45 per cento dei voti, anche Veltroni dice che prenderà il 45 per cento, Bertinotti sta già al 10, Casini è sicuro di superare il 7 per cento (come Ferrara), la Rosa Bianca e Storace si dichiarano oltre il 4 ciascuno. Anche senza contare i socialisti, gli italiani sono già arrivati al 122 per cento.
2 - FINI: CENTRO DIVISO, MOLTI ELETTORI UDC VOTERANNO PDL.
(Agi) - "Penso che molti degli elettori dell'Udc voteranno per il Pdl". Lo ribadisce Gianfranco Fini parlando a 'Radio anch'io'. Il leader di An parla dei tre partiti di centro - Udc, Rosa Bianca e Udeur - e sulla possibilita' che confluiscano in un solo soggetto. "Al momento - dice Fini - se si e' disuniti al centro diventa difficile poter aspirare ad unire gli italiani per presentarsi depositari di un messaggio politico".
3 - PDL, FINI: SU CERTI TEMI SERVIRA' ORGANISMO PER DECISIONI A MAGGIORANZA.
(Adnkronos) - Nel corso di 'Radio anch'io' al leader di An Gianfranco Fini viene chiesto come si dovranno comportare nel futuro Pdl quei parlamentari di Alleanza nazionale che non fossero d'accordo su una scelta particolarmente controversa come ad esempio quella sull'indulto, che ha visto Forza Italia votare a favore e An contro.
Il leader di An replica: "Sulle regole del futuro Pdl dobbiamo discutere. Il problema si puo' risolvere solo con la regola della conta. Se domani nel Pdl vi saranno favorevoli e contrari su un tema come quello dell'indulto, beh io penso che si dovra' votare in un organismo apposito" e quindi decidere secondo la regola aurea della maggioranza.
4 - FINI: FERRARA SAREBBE UN BUON SINDACO MA NON PRESENTI LISTA SU ABORTO.
(Adnkronos) - Giuliano Ferrara "sarebbe un ottimo candidato sindaco, ma mi auguro rinunci all'idea di presentare una lista elettorale su una questione drammatica come l'aborto". Lo afferma il presidente di An Gianfranco Fini nel corso di un'intervista per 'Radio anch'io' in cui rispetto alla questione della corsa per il Campidoglio con l'eventuale apparentamento di Ferrara al Pdl, sottolinea: "Mi auguro che non ci sia l'apparentamento perche' mi auguro non ci sia la lista". Per l'ex vicepremier, infatti, "e' sbagliato dar vita ad una lista riferita a quella tragedia che e' l'aborto. Anche io sono contrario all'aborto, ma non utilizziamo una tragedia per fare una lista elettorale".
5 - FINI: DA VELTRONI SCONSOLANTI BANALITA'.
(Agi) - "Tutti coloro che pensano che Veltroni sia l'uomo nuovo, che rifiuta la demagogia con serieta' americana, si ricredano, perche' non c'e' nuovo quando si affermano sconsolanti banalita'". A parlare e' il presidente di An, Gianfranco Fini, intervenuto questa mattina in Campidoglio a un convegno sull'emergenza casa. Fini ha esortato coloro che credono che il candidato del Pd costituisca una novita' a riflettere quando lo sentono dire che "a fronte degli aumenti di spesa la soluzione e' spendere meno e spendere meglio, oppure quando dice che bisogna abbassare le tasse mentre noi romani sappiamo che Roma ha le tasse comunali piu' alte d'Italia".
6 - DINI: VELTRONI ILLUSIONISTA, IO MAI LONTANO DA BERLUSCONI.
(Adnkronos) - Sono "tanti" i punti deboli del programma di Veltroni in una campagna elettorale "partita sugli illusionismi veltroniani". Lo dice Lamberto Dini in una intervista a 'Libero'. "Nella campagna elettorale della Pdl, invece, c'e' moderazione. Berlusconi ha prospettato una linea di dialogo a cominciare dai grandi temi delle riforme", dice Dini. "La mia linea e' sempre stata coerente", "io non mi sono mai allontanato da Berlusconi", spiega.
Per il dopo elezioni, l'opinione dell'ex premier e' che "io sono convinto che se la vittoria non fosse schiacciante il Pdl dovrebbe appoggiare la grosse koalition, per poter governare e fare le riforme". Dini anticipa le richieste di Ld a Berlusconi: "Eravamo sei, possiamo aspirare a una dozzina". Di fronte all'offerte della presidenza del Senato, Dini cita De Gaulle: "Avrei la scelta di accettare o di accettare con piacere".
7 - PULLMAN VELTRONI IL 14 MARZO A LUGANO: E' POLEMICA.
(Adnkronos) - E' polemica in Ticino sull'arrivo del pullman elettorale di Walter Veltroni. Secondo quanto riporta il portale della Svizzera italiana www.tio.ch, il consigliere comunale indipendente Umberto Marra ha inoltrato un'interpellanza al sindaco ed ai consiglieri municipali di Lugano sollecitando chiarimenti su alcuni aspetti legati alla prossima visita di Veltroni. Il consigliere indipendente punta l'indice sul leader del Pd e chiede par condicio alle autorita' svizzero-italiane. In particolare, si domanda se il Municipio si comportera' in modo coerente con quanto avvenuto un paio d'anni fa in occasione della visita del leader leghista Umberto Bossi.
In quella occasione 'la sinistra luganese, ma anche cantonticinese, sollevo' un polverone', ricorda il consigliere comunale, salvo poi accogliere Piero Fassino al padiglione Conza ed il Municipio di Lugano si distanzio' dai simboli sventolati a Casa Cattaneo della Lega nord. Il consigliere municipale di Lugano chiede anche se la manifestazione prevista per il 14 marzo e' stata autorizzata dal Municipio e se esso e' a conoscenza del fatto che in tale occasione saranno due i torpedoni del partito di Veltroni ("dove si fermereanno?") a girare per Lugano.
8 - SGOBIO (PDCI) A VELTRONI: SI PUO' FARE E' SLOGAN BOOMERANG.
(Ansa) - 'Il 'si puo' fare', lo slogan scelto da Veltroni in campagna elettorale, ha un effetto boomerang: Veltroni deve spiegare agli italiani cosa e' cambiato in un mese, dalla caduta del governo Prodi ad oggi, tanto da fargli dire, all'improvviso, come per magia, che tutto 'si puo' fare', aumento dei salari, lotta al precariato e sicurezza nei luoghi di lavoro compreso'. E' quanto si chiede il capogruppo del Pdci al Senato Pino Sgobio. 'La sinistra, in venti mesi di governo, ha chiesto a Prodi e a tutto il centro-sinistra esattamente di stare dalla parte dei lavoratori, dei giovani e delle famiglie italiane. Ora - conclude Sgobio - il candidato premier del Pd dice che tutto si puo' fare'.
9 - FIORONI: RADICALI IN LISTA SOLO SE ACCETTANO LE REGOLE.
(Adnkronos) - "Chi vuole stare con noi" deve accettare le regole che il Pd si e' dato. Lo dice Giuseppe Fioroni, in una intervista al 'Messaggero' sull'alleanza tra Pd e Radicali. "Il Pd non propone ne' la revisione del Concordato ne' quella dell'8 per mille. Chi si candida con noi deve essere d'accordo", spiega l'esponente dei Popolari che premette: "Nessun veto, ci mancherebbe", ma poi chiarisce: "Non deve esserci una trattativa.
Tantomeno una lunga trattativa. Se il dialogo non si conclude rapidamente, rischiamo di offuscare quel messaggio di novita' che il Pd ha lanciato e che ha colpito favorevolmente l'elettorato. Comunque, nel Pd ci sono tanti cattolici ma non c'e' una questione cattolica. Piuttosto la questione cattolica si e' aperta clamorosamente a destra".
10 - POLITO: NON MI RICANDIDO NEL PD.
(Adnkronos) - 'Il PD e Di Pietro hanno due visioni della politica totalmente differenti. Ed infatti, ho deciso di non ricandidarmi nelle liste del PD'. Lo ha affermato il senatore Antonio Polito partecipando oggi ad una iniziativa del 'Circolo del Buon Governo'.
11 - MASTELLA: NON CANDIDO MIA MOGLIE.
(Adnkronos) - "Chi ha detto che voglio candidare mia moglie? Non la candido, se andiamo assieme agli altro no, lo ha dichiarato anche mia moglie". Lo ha detto Clemente Mastella a 'Panorama del giorno' di Maurizio Belpietro in onda su Canale 5. "Sono cattiverie che vengono messe sul mercato della politica per alimentare l'idea di un partito familista", ha aggiunto il leader dell'Udeur smentendo anche le candidature di altri parenti. Mastella ha insistito sull'unita' del centro: "Se i tre partiti del centro si mettono insieme superiamo agevolemente lo sbarramento. L'Udc da solo supera difficilmente il 4% e mi sembra impossibile che superi l'8% -ha detto il leader Udeur-. Assieme possiamo determinare una posizione notevole e massiccia nel panorama italiano. Noi ci saremo comunque, per recuperare voti al Senato e entrare in Parlamento.
In Campania l'ultima volta abbiamo avuto il 6%, basta poco per arrivare all'8". Secondo Mastella, "tutto e' possibile, io vedo un vivacchiamento tra contraenti piu' di una alleanza il giorno dopo le elezioni". L'ex ministro della GIustizia, ha lamentato il "tentativo di eliminare la rappresentanza di alcuni valori" e ha 'ringraziato' Fiorello per l'appello al non voto: "Vuol dire che si vuole abbassare la soglia di sbarramento. Io non credo che queta volta ci sara' una mobilitazione al voto". Infine, la possibilita' di una intesa con Berlusconi: "A questo punto, mi pare giusto che ognuno vada per la sua strada. C'e' la vocazione di una idea di centro, se si realizza bene, se no ognuno si assumera' la responsabilita' dell'insuccesso".
12 - RACCOLTA DI FIRME IN IRPINIA, GIU' LE MANI DA DE MITA.
(Adnkronos) - Dall'Irpinia parte una raccolta di firme a favore della ricandidatura di Ciriaco De Mita, l'ottantenne ex leader democristiano al quale Walter Veltroni ha chiesto di fare un passo indietro. Il 'caso De Mita' sara' affrontato domani alla direzione nazionale del Pd, ma dalla Campania si levano sempre piu' voci a favore del leader di Nusco, che non ha alcuna intenzione di farsi da parte e di gettare la spugna. 'De Mita e' importante per l'autorevolezza della sua storia al servizio delle istituzioni,per la sua statura politica, per la sua capacita' di rappresentare il cattolicesimo democratico, per il suo radicamento culturale, politico, elettorale nel nostro territorio.
Queste ragioni rendono irrilevante il numero delle legislature',aveva ammonito dalle colonne del 'Mattino' il segretario regionale Tino Iannuzzi, che a favore della deroga a De Mita, che conta ben 11 legislature alle spalle, puo' contare sull'appoggio dei cinque segretari provinciali, Emma Giammattei, Sandro De Franciscis, Michele Figliulo, Giuseppe De Mita e Fausto Pepe. A spezzare una lancia in favore di De Mita e' sceso in campo anche il vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante. 'La ricandidatura di De Mita e' opportuna e utile al Pd,sarebbe un errore rinunciarvi. In ogni caso se si viuole escludere una personalita' di questo calibro bisogna mettere in campo delle valide motivazioni politiche e non generici discorsi sul rinnovamento'. Non solo. Valiante ricorda che il 'farsi da parte deve essere un gesto volontario. Se De Mita vuole ricandidarsi perche' invitarlo a farsi da parte?'.
13 - MARINI IN PLATEA: SENATO A D'ALEMA.
Dal "Corriere della Sera" - Scavalca la ringhiera che separa il palco dalla prima fila con l'agilità di un ragazzino, abbraccia Walter Veltroni e si vede che ci spera davvero, Franco Marini: «Abbiamo fatto bene a scegliere questo giovanotto...». Il presidente del Senato abbraccia il candidato premier poi si tuffa tra i mille che riempiono il cinema Massimo e a ogni passo è una stretta di mano. Che farà ora, presidente? «Sarò capolista al Senato in Abruzzo». Anche Massimo D'Alema correrà per Palazzo Madama, si dice voglia farle le scarpe alla presidenza... «E io le scarpe gliele lascio fare, tanto ormai sono vecchietto davvero».
14 - PATTI LATERANENSI, "FOLLA" DI POLITICI.
Ca. Mar. per il "Corriere della Sera" - Sarà il ricevimento più affollato che si ricordi a Villa Borromeo, sede dell'ambasciata italiana presso la Santa Sede. L'anniversario dei Patti lateranensi è l'occasione per misurare la temperatura dei rapporti tra Stato e Chiesa: pare che «non siano stati mai così buoni, sul fronte bilaterale non ci sono ombre né problemi» osserva l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi. Infatti le adesioni risultano altissime, sia da parte italiana che vaticana. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il premier, Romano Prodi, incontreranno il Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Vicario di Roma Camillo Ruini (che proprio oggi compie 77 anni), e il suo successore alla presidenza della Cei, Angelo Bagnasco (la cui nomina fu rivelata proprio un anno fa in quest'occasione): era dal '96 che i colloqui non si svolgevano in campagna elettorale.
Arriveranno il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, quello dell'Udeur Clemente Mastella e gli esponenti del Pd Giuseppe Fioroni, Rosy Bindi ed Enrico Letta, mentre non risultano confermati Savino Pezzotta né Giuliano Ferrara. Per la prima volta anche rappresentanti dell'economia, tra cui il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e dell'Abi, Corrado Faissola. Ma non ci saranno i due sfidanti del 13-14 aprile: Walter Veltroni e Silvio Berlusconi.
15 - "TRAMVIA, SI VA AVANTI".
Dal "Corriere della Sera" - «I progetti della linea 2 e 3 vanno avanti. La tramvia passerà accanto al Battistero. I numeri usciti dalle urne sono inequivocabili». Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici lo ha annunciato in consiglio comunale. Nel referendum sulla tramvia hanno vinto i sì, vale a dire gli oppositori ai progetti delle linee 2 e 3, ma l'astensionismo è stato oltre il 60 per cento. Difficile dire se chi non si è espresso era contrario, favorevole o solo indifferente. Nel quesito uno, relativo alla linea Careggi-viale Europa, i sì hanno raggiunto il 51,87 per cento contro il 48,13 per cento dei no; sul quesito 2, linea Peretola-piazza della Libertà (quella che passa vicino al Battistero), 53,84% dei fiorentini hanno detto sì, mentre i no sono stati il 46,16%.
16 - COSSIGA E IL MANDATO DI CATTURA PER I PRESIDENTI DEL KOSSOVO.
La dichiarazione del presidente emerito della Repubblica Cossiga sulla situazione in Kossovo: "E' con sgomento che ho appreso che il Governo italiano ha dato ordine alle unità di Polizia Militare della missione militare italiana in Kossovo di dare esecuzione immediata agli ordini di cattura contro il Presidente della Repubblica e il Primo Ministro del Kossovo emanato dal Governo di Belgrado."
Dagospia 19 Febbraio 2008
Jena per "La Stampa" - Berlusconi dice che prenderà il 45 per cento dei voti, anche Veltroni dice che prenderà il 45 per cento, Bertinotti sta già al 10, Casini è sicuro di superare il 7 per cento (come Ferrara), la Rosa Bianca e Storace si dichiarano oltre il 4 ciascuno. Anche senza contare i socialisti, gli italiani sono già arrivati al 122 per cento.
2 - FINI: CENTRO DIVISO, MOLTI ELETTORI UDC VOTERANNO PDL.
(Agi) - "Penso che molti degli elettori dell'Udc voteranno per il Pdl". Lo ribadisce Gianfranco Fini parlando a 'Radio anch'io'. Il leader di An parla dei tre partiti di centro - Udc, Rosa Bianca e Udeur - e sulla possibilita' che confluiscano in un solo soggetto. "Al momento - dice Fini - se si e' disuniti al centro diventa difficile poter aspirare ad unire gli italiani per presentarsi depositari di un messaggio politico".
3 - PDL, FINI: SU CERTI TEMI SERVIRA' ORGANISMO PER DECISIONI A MAGGIORANZA.
(Adnkronos) - Nel corso di 'Radio anch'io' al leader di An Gianfranco Fini viene chiesto come si dovranno comportare nel futuro Pdl quei parlamentari di Alleanza nazionale che non fossero d'accordo su una scelta particolarmente controversa come ad esempio quella sull'indulto, che ha visto Forza Italia votare a favore e An contro.
Il leader di An replica: "Sulle regole del futuro Pdl dobbiamo discutere. Il problema si puo' risolvere solo con la regola della conta. Se domani nel Pdl vi saranno favorevoli e contrari su un tema come quello dell'indulto, beh io penso che si dovra' votare in un organismo apposito" e quindi decidere secondo la regola aurea della maggioranza.
4 - FINI: FERRARA SAREBBE UN BUON SINDACO MA NON PRESENTI LISTA SU ABORTO.
(Adnkronos) - Giuliano Ferrara "sarebbe un ottimo candidato sindaco, ma mi auguro rinunci all'idea di presentare una lista elettorale su una questione drammatica come l'aborto". Lo afferma il presidente di An Gianfranco Fini nel corso di un'intervista per 'Radio anch'io' in cui rispetto alla questione della corsa per il Campidoglio con l'eventuale apparentamento di Ferrara al Pdl, sottolinea: "Mi auguro che non ci sia l'apparentamento perche' mi auguro non ci sia la lista". Per l'ex vicepremier, infatti, "e' sbagliato dar vita ad una lista riferita a quella tragedia che e' l'aborto. Anche io sono contrario all'aborto, ma non utilizziamo una tragedia per fare una lista elettorale".
5 - FINI: DA VELTRONI SCONSOLANTI BANALITA'.
(Agi) - "Tutti coloro che pensano che Veltroni sia l'uomo nuovo, che rifiuta la demagogia con serieta' americana, si ricredano, perche' non c'e' nuovo quando si affermano sconsolanti banalita'". A parlare e' il presidente di An, Gianfranco Fini, intervenuto questa mattina in Campidoglio a un convegno sull'emergenza casa. Fini ha esortato coloro che credono che il candidato del Pd costituisca una novita' a riflettere quando lo sentono dire che "a fronte degli aumenti di spesa la soluzione e' spendere meno e spendere meglio, oppure quando dice che bisogna abbassare le tasse mentre noi romani sappiamo che Roma ha le tasse comunali piu' alte d'Italia".
6 - DINI: VELTRONI ILLUSIONISTA, IO MAI LONTANO DA BERLUSCONI.
(Adnkronos) - Sono "tanti" i punti deboli del programma di Veltroni in una campagna elettorale "partita sugli illusionismi veltroniani". Lo dice Lamberto Dini in una intervista a 'Libero'. "Nella campagna elettorale della Pdl, invece, c'e' moderazione. Berlusconi ha prospettato una linea di dialogo a cominciare dai grandi temi delle riforme", dice Dini. "La mia linea e' sempre stata coerente", "io non mi sono mai allontanato da Berlusconi", spiega.
Per il dopo elezioni, l'opinione dell'ex premier e' che "io sono convinto che se la vittoria non fosse schiacciante il Pdl dovrebbe appoggiare la grosse koalition, per poter governare e fare le riforme". Dini anticipa le richieste di Ld a Berlusconi: "Eravamo sei, possiamo aspirare a una dozzina". Di fronte all'offerte della presidenza del Senato, Dini cita De Gaulle: "Avrei la scelta di accettare o di accettare con piacere".
7 - PULLMAN VELTRONI IL 14 MARZO A LUGANO: E' POLEMICA.
(Adnkronos) - E' polemica in Ticino sull'arrivo del pullman elettorale di Walter Veltroni. Secondo quanto riporta il portale della Svizzera italiana www.tio.ch, il consigliere comunale indipendente Umberto Marra ha inoltrato un'interpellanza al sindaco ed ai consiglieri municipali di Lugano sollecitando chiarimenti su alcuni aspetti legati alla prossima visita di Veltroni. Il consigliere indipendente punta l'indice sul leader del Pd e chiede par condicio alle autorita' svizzero-italiane. In particolare, si domanda se il Municipio si comportera' in modo coerente con quanto avvenuto un paio d'anni fa in occasione della visita del leader leghista Umberto Bossi.
In quella occasione 'la sinistra luganese, ma anche cantonticinese, sollevo' un polverone', ricorda il consigliere comunale, salvo poi accogliere Piero Fassino al padiglione Conza ed il Municipio di Lugano si distanzio' dai simboli sventolati a Casa Cattaneo della Lega nord. Il consigliere municipale di Lugano chiede anche se la manifestazione prevista per il 14 marzo e' stata autorizzata dal Municipio e se esso e' a conoscenza del fatto che in tale occasione saranno due i torpedoni del partito di Veltroni ("dove si fermereanno?") a girare per Lugano.
8 - SGOBIO (PDCI) A VELTRONI: SI PUO' FARE E' SLOGAN BOOMERANG.
(Ansa) - 'Il 'si puo' fare', lo slogan scelto da Veltroni in campagna elettorale, ha un effetto boomerang: Veltroni deve spiegare agli italiani cosa e' cambiato in un mese, dalla caduta del governo Prodi ad oggi, tanto da fargli dire, all'improvviso, come per magia, che tutto 'si puo' fare', aumento dei salari, lotta al precariato e sicurezza nei luoghi di lavoro compreso'. E' quanto si chiede il capogruppo del Pdci al Senato Pino Sgobio. 'La sinistra, in venti mesi di governo, ha chiesto a Prodi e a tutto il centro-sinistra esattamente di stare dalla parte dei lavoratori, dei giovani e delle famiglie italiane. Ora - conclude Sgobio - il candidato premier del Pd dice che tutto si puo' fare'.
9 - FIORONI: RADICALI IN LISTA SOLO SE ACCETTANO LE REGOLE.
(Adnkronos) - "Chi vuole stare con noi" deve accettare le regole che il Pd si e' dato. Lo dice Giuseppe Fioroni, in una intervista al 'Messaggero' sull'alleanza tra Pd e Radicali. "Il Pd non propone ne' la revisione del Concordato ne' quella dell'8 per mille. Chi si candida con noi deve essere d'accordo", spiega l'esponente dei Popolari che premette: "Nessun veto, ci mancherebbe", ma poi chiarisce: "Non deve esserci una trattativa.
Tantomeno una lunga trattativa. Se il dialogo non si conclude rapidamente, rischiamo di offuscare quel messaggio di novita' che il Pd ha lanciato e che ha colpito favorevolmente l'elettorato. Comunque, nel Pd ci sono tanti cattolici ma non c'e' una questione cattolica. Piuttosto la questione cattolica si e' aperta clamorosamente a destra".
10 - POLITO: NON MI RICANDIDO NEL PD.
(Adnkronos) - 'Il PD e Di Pietro hanno due visioni della politica totalmente differenti. Ed infatti, ho deciso di non ricandidarmi nelle liste del PD'. Lo ha affermato il senatore Antonio Polito partecipando oggi ad una iniziativa del 'Circolo del Buon Governo'.
11 - MASTELLA: NON CANDIDO MIA MOGLIE.
(Adnkronos) - "Chi ha detto che voglio candidare mia moglie? Non la candido, se andiamo assieme agli altro no, lo ha dichiarato anche mia moglie". Lo ha detto Clemente Mastella a 'Panorama del giorno' di Maurizio Belpietro in onda su Canale 5. "Sono cattiverie che vengono messe sul mercato della politica per alimentare l'idea di un partito familista", ha aggiunto il leader dell'Udeur smentendo anche le candidature di altri parenti. Mastella ha insistito sull'unita' del centro: "Se i tre partiti del centro si mettono insieme superiamo agevolemente lo sbarramento. L'Udc da solo supera difficilmente il 4% e mi sembra impossibile che superi l'8% -ha detto il leader Udeur-. Assieme possiamo determinare una posizione notevole e massiccia nel panorama italiano. Noi ci saremo comunque, per recuperare voti al Senato e entrare in Parlamento.
In Campania l'ultima volta abbiamo avuto il 6%, basta poco per arrivare all'8". Secondo Mastella, "tutto e' possibile, io vedo un vivacchiamento tra contraenti piu' di una alleanza il giorno dopo le elezioni". L'ex ministro della GIustizia, ha lamentato il "tentativo di eliminare la rappresentanza di alcuni valori" e ha 'ringraziato' Fiorello per l'appello al non voto: "Vuol dire che si vuole abbassare la soglia di sbarramento. Io non credo che queta volta ci sara' una mobilitazione al voto". Infine, la possibilita' di una intesa con Berlusconi: "A questo punto, mi pare giusto che ognuno vada per la sua strada. C'e' la vocazione di una idea di centro, se si realizza bene, se no ognuno si assumera' la responsabilita' dell'insuccesso".
12 - RACCOLTA DI FIRME IN IRPINIA, GIU' LE MANI DA DE MITA.
(Adnkronos) - Dall'Irpinia parte una raccolta di firme a favore della ricandidatura di Ciriaco De Mita, l'ottantenne ex leader democristiano al quale Walter Veltroni ha chiesto di fare un passo indietro. Il 'caso De Mita' sara' affrontato domani alla direzione nazionale del Pd, ma dalla Campania si levano sempre piu' voci a favore del leader di Nusco, che non ha alcuna intenzione di farsi da parte e di gettare la spugna. 'De Mita e' importante per l'autorevolezza della sua storia al servizio delle istituzioni,per la sua statura politica, per la sua capacita' di rappresentare il cattolicesimo democratico, per il suo radicamento culturale, politico, elettorale nel nostro territorio.
Queste ragioni rendono irrilevante il numero delle legislature',aveva ammonito dalle colonne del 'Mattino' il segretario regionale Tino Iannuzzi, che a favore della deroga a De Mita, che conta ben 11 legislature alle spalle, puo' contare sull'appoggio dei cinque segretari provinciali, Emma Giammattei, Sandro De Franciscis, Michele Figliulo, Giuseppe De Mita e Fausto Pepe. A spezzare una lancia in favore di De Mita e' sceso in campo anche il vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante. 'La ricandidatura di De Mita e' opportuna e utile al Pd,sarebbe un errore rinunciarvi. In ogni caso se si viuole escludere una personalita' di questo calibro bisogna mettere in campo delle valide motivazioni politiche e non generici discorsi sul rinnovamento'. Non solo. Valiante ricorda che il 'farsi da parte deve essere un gesto volontario. Se De Mita vuole ricandidarsi perche' invitarlo a farsi da parte?'.
13 - MARINI IN PLATEA: SENATO A D'ALEMA.
Dal "Corriere della Sera" - Scavalca la ringhiera che separa il palco dalla prima fila con l'agilità di un ragazzino, abbraccia Walter Veltroni e si vede che ci spera davvero, Franco Marini: «Abbiamo fatto bene a scegliere questo giovanotto...». Il presidente del Senato abbraccia il candidato premier poi si tuffa tra i mille che riempiono il cinema Massimo e a ogni passo è una stretta di mano. Che farà ora, presidente? «Sarò capolista al Senato in Abruzzo». Anche Massimo D'Alema correrà per Palazzo Madama, si dice voglia farle le scarpe alla presidenza... «E io le scarpe gliele lascio fare, tanto ormai sono vecchietto davvero».
14 - PATTI LATERANENSI, "FOLLA" DI POLITICI.
Ca. Mar. per il "Corriere della Sera" - Sarà il ricevimento più affollato che si ricordi a Villa Borromeo, sede dell'ambasciata italiana presso la Santa Sede. L'anniversario dei Patti lateranensi è l'occasione per misurare la temperatura dei rapporti tra Stato e Chiesa: pare che «non siano stati mai così buoni, sul fronte bilaterale non ci sono ombre né problemi» osserva l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi. Infatti le adesioni risultano altissime, sia da parte italiana che vaticana. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il premier, Romano Prodi, incontreranno il Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Vicario di Roma Camillo Ruini (che proprio oggi compie 77 anni), e il suo successore alla presidenza della Cei, Angelo Bagnasco (la cui nomina fu rivelata proprio un anno fa in quest'occasione): era dal '96 che i colloqui non si svolgevano in campagna elettorale.
Arriveranno il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, quello dell'Udeur Clemente Mastella e gli esponenti del Pd Giuseppe Fioroni, Rosy Bindi ed Enrico Letta, mentre non risultano confermati Savino Pezzotta né Giuliano Ferrara. Per la prima volta anche rappresentanti dell'economia, tra cui il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e dell'Abi, Corrado Faissola. Ma non ci saranno i due sfidanti del 13-14 aprile: Walter Veltroni e Silvio Berlusconi.
15 - "TRAMVIA, SI VA AVANTI".
Dal "Corriere della Sera" - «I progetti della linea 2 e 3 vanno avanti. La tramvia passerà accanto al Battistero. I numeri usciti dalle urne sono inequivocabili». Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici lo ha annunciato in consiglio comunale. Nel referendum sulla tramvia hanno vinto i sì, vale a dire gli oppositori ai progetti delle linee 2 e 3, ma l'astensionismo è stato oltre il 60 per cento. Difficile dire se chi non si è espresso era contrario, favorevole o solo indifferente. Nel quesito uno, relativo alla linea Careggi-viale Europa, i sì hanno raggiunto il 51,87 per cento contro il 48,13 per cento dei no; sul quesito 2, linea Peretola-piazza della Libertà (quella che passa vicino al Battistero), 53,84% dei fiorentini hanno detto sì, mentre i no sono stati il 46,16%.
16 - COSSIGA E IL MANDATO DI CATTURA PER I PRESIDENTI DEL KOSSOVO.
La dichiarazione del presidente emerito della Repubblica Cossiga sulla situazione in Kossovo: "E' con sgomento che ho appreso che il Governo italiano ha dato ordine alle unità di Polizia Militare della missione militare italiana in Kossovo di dare esecuzione immediata agli ordini di cattura contro il Presidente della Repubblica e il Primo Ministro del Kossovo emanato dal Governo di Belgrado."
Dagospia 19 Febbraio 2008