L'ING IN PARADISO (FISCALE) - LA CIR DI CARLO DE BENEDETTI FA CASSA CON LA CIR DI CARLO DE BENEDETTI. 265 MILIONI DI EURO SONO PARTITI DAL LUSSEMBURGO, TRANSITATI PER MILANO E FINITI A MADEIRA - DELISTING DEL GRUPPO ESPRESSO?...
Mario Gerevini per il Corriere della Sera
La Cir di Carlo De Benedetti, fa cassa con la Cir di Carlo De Benedetti. E i soldi, 265 milioni di euro, sono partiti dal Lussemburgo, transitati per Milano e finiti a Madeira. L'operazione è andata in porto a fine novembre quando l'ultima relazione trimestrale (firmata il 30 ottobre e con i dati al 30 settembre) era già archiviata. E dunque se ne farà menzione nel bilancio annuale. Si è trattato di un imponente flusso di liquidità che ha prosciugato il capitale della lussemburghese Cir International per trasferire i fondi in capo alla holding quotata. Cir spa, da dove però, come detto, sono stati immediatamente girati alla Cir Fund di Madeira, l'isola portoghese noto paradiso fiscale.
Nel dettaglio: il gruppo Cir ha deciso di ridurre il capitale sociale della Cir International (controllata al 100%) da 250 milioni di euro a un milione e in più ha pescato sedici milioni di euro dagli utili 2006 accantonati dalla holding del Granducato. Di questa operazione infragruppo erano circolate voci sul mercato con varie interpretazioni e ipotesi, anche piuttosto «spinte».
Ma a fare chiarezza è la versione ufficiale della Cir che conferma il travaso dei 265 milioni inquadrandolo in un piano di «ottimizzazione delle partecipazioni estere ». In sostanza si è deciso di trasferire Medinvest dalla Cir International alla Cir Fund di Madeira. Medinvest è un fondo di fondi da 14 anni appartenente al gruppo e direttamente controllato dalla subholding lussemburghese. Investe in hedge fund ed è quotato a Dublino. Dall'origine (1994) a tutto il 2006, questo veicolo d'investimento ha prodotto risultati stabili e molto soddisfacenti con un rendimento annuo del 9,7% (8,6% nei primi nove mesi 2007).
La Cir Fund è stata costituita recentemente ex novo con lo scopo, appunto, di accogliere Medinvest nel suo portafoglio. Per poterlo fare la società di Madeira è stata ricapitalizzata dalla capogruppo quotata che ha pescato i fondi dalla lussemburghese. A Cir International fa capo un portafoglio diversificato di fondi e partecipazioni minoritarie di private equity il cui fair value al 30 settembre 2007 era di circa 77,3 milioni.
Detto della versione Cir, che è l'unico punto fermo, che cosa ipotizzava il mercato? Le varie versioni danno un'idea di cosa «annusi» il mercato o forse cosa vorrebbe. Cir fa cassa? Secondo alcuni si prepara all'aumento di capitale di Sorgenia, l'azienda che opera nel settore delle utilities. Altri sostengono che abbia acquistato obbligazioni emesse da Cir e Cir International in vista delle tre assemblee di dicembre e gennaio, quando venne votata una modifica dei regolamenti dei prestiti per «limitare l'ambito di applicazione della clausola di cross default all'indebitamento di Cir spa e delle sue controllate finanziarie ed escludendo l'indebitamento delle controllate operative». Ovviamente anche la classica «ottimizzazione fiscale » è una delle spiegazioni abbozzate dal mercato. Che però continua a credere anche all'ipotesi di un delisting.
Il gruppo Espresso è un possibile candidato secondo alcuni analisti ma sicuramente non nel prossimo futuro mentre la Sogefi, l'azienda di componentistica per autoveicoli, potrebbe esserlo, soprattutto nell'ottica di «riempire» Cir e dunque darle maggior appeal borsistico. Nessuno invece si spinge a immaginare dividendi straordinari. La politica del gruppo sotto questo profilo è chiara e lineare: il dividendo arriva sempre e soddisfacente e se ci sono ancora risorse si utilizzano piuttosto per il buy back. Come ha dimostrato l'Espresso che ha poi annullato il 6% del capitale. Ieri, all'indomani dell'annuncio dei dati di bilancio del gruppo editoriale (+0,45% a 2,66 euro in Piazza Affari) Deutsche Bank ha alzato il target price a 2,85 euro da 2,7.
Dagospia 22 Febbraio 2008
La Cir di Carlo De Benedetti, fa cassa con la Cir di Carlo De Benedetti. E i soldi, 265 milioni di euro, sono partiti dal Lussemburgo, transitati per Milano e finiti a Madeira. L'operazione è andata in porto a fine novembre quando l'ultima relazione trimestrale (firmata il 30 ottobre e con i dati al 30 settembre) era già archiviata. E dunque se ne farà menzione nel bilancio annuale. Si è trattato di un imponente flusso di liquidità che ha prosciugato il capitale della lussemburghese Cir International per trasferire i fondi in capo alla holding quotata. Cir spa, da dove però, come detto, sono stati immediatamente girati alla Cir Fund di Madeira, l'isola portoghese noto paradiso fiscale.
Nel dettaglio: il gruppo Cir ha deciso di ridurre il capitale sociale della Cir International (controllata al 100%) da 250 milioni di euro a un milione e in più ha pescato sedici milioni di euro dagli utili 2006 accantonati dalla holding del Granducato. Di questa operazione infragruppo erano circolate voci sul mercato con varie interpretazioni e ipotesi, anche piuttosto «spinte».
Ma a fare chiarezza è la versione ufficiale della Cir che conferma il travaso dei 265 milioni inquadrandolo in un piano di «ottimizzazione delle partecipazioni estere ». In sostanza si è deciso di trasferire Medinvest dalla Cir International alla Cir Fund di Madeira. Medinvest è un fondo di fondi da 14 anni appartenente al gruppo e direttamente controllato dalla subholding lussemburghese. Investe in hedge fund ed è quotato a Dublino. Dall'origine (1994) a tutto il 2006, questo veicolo d'investimento ha prodotto risultati stabili e molto soddisfacenti con un rendimento annuo del 9,7% (8,6% nei primi nove mesi 2007).
La Cir Fund è stata costituita recentemente ex novo con lo scopo, appunto, di accogliere Medinvest nel suo portafoglio. Per poterlo fare la società di Madeira è stata ricapitalizzata dalla capogruppo quotata che ha pescato i fondi dalla lussemburghese. A Cir International fa capo un portafoglio diversificato di fondi e partecipazioni minoritarie di private equity il cui fair value al 30 settembre 2007 era di circa 77,3 milioni.
Detto della versione Cir, che è l'unico punto fermo, che cosa ipotizzava il mercato? Le varie versioni danno un'idea di cosa «annusi» il mercato o forse cosa vorrebbe. Cir fa cassa? Secondo alcuni si prepara all'aumento di capitale di Sorgenia, l'azienda che opera nel settore delle utilities. Altri sostengono che abbia acquistato obbligazioni emesse da Cir e Cir International in vista delle tre assemblee di dicembre e gennaio, quando venne votata una modifica dei regolamenti dei prestiti per «limitare l'ambito di applicazione della clausola di cross default all'indebitamento di Cir spa e delle sue controllate finanziarie ed escludendo l'indebitamento delle controllate operative». Ovviamente anche la classica «ottimizzazione fiscale » è una delle spiegazioni abbozzate dal mercato. Che però continua a credere anche all'ipotesi di un delisting.
Il gruppo Espresso è un possibile candidato secondo alcuni analisti ma sicuramente non nel prossimo futuro mentre la Sogefi, l'azienda di componentistica per autoveicoli, potrebbe esserlo, soprattutto nell'ottica di «riempire» Cir e dunque darle maggior appeal borsistico. Nessuno invece si spinge a immaginare dividendi straordinari. La politica del gruppo sotto questo profilo è chiara e lineare: il dividendo arriva sempre e soddisfacente e se ci sono ancora risorse si utilizzano piuttosto per il buy back. Come ha dimostrato l'Espresso che ha poi annullato il 6% del capitale. Ieri, all'indomani dell'annuncio dei dati di bilancio del gruppo editoriale (+0,45% a 2,66 euro in Piazza Affari) Deutsche Bank ha alzato il target price a 2,85 euro da 2,7.
Dagospia 22 Febbraio 2008