GRAVE A GRAVINA: PUÒ LA REALTÀ INTERROMPERE IL PALINSESTO? - CAOS CULO: UNA SCENA NARRATIVAMENTE IMMOTIVATA DI PURA VOLGARITÀ CONTEMPORANEA - CHE FA FO? IL DAN BROWN ALLE VONGOLE.
1 - PUÒ LA REALTÀ INTERROMPERE IL PALINSESTO?
Michele Serra per "la Repubblica"
La madre dei due poveri ragazzi di Gravina in Puglia era, ieri mattina, saldamente nelle mani di un'inviata della Rai quando i carabinieri si sono presentati a casa sua per informarla ufficialmente del ritrovamento dei corpi dei suoi figli. Mentre stavo sfaccendando, come molte altre massaie, avevo la televisione accesa e ho dunque potuto seguire la breve trattativa con la quale la giornalista, seguendo le ferme indicazioni di chi conduceva in studio, ha consentito di interrompere la sua intervista alla signora, accettando che i militi potessero conferire (brevemente) con lei.
Una decisione grave, che per un attimo ha riconsegnato la signora alla realtà della tragedia, distogliendola dai suoi impegni con la televisione, e con noi massaie a casa.
Resta il dubbio etico: possono i carabinieri (o i magistrati, i pompieri, l´esercito, il soccorso alpino, lo Stato in ogni sua articolazione) interrompere un palinsesto, e specialmente una straziante intervista a una povera donna che piange i suoi ragazzi? Può la televisione, contravvenendo ai suoi alti compiti istituzionali, permettere che la realtà possa momentaneamente riprendersi la linea?
2 - MORETTI E IL CITOFONO...
Franco Cordelli per il "Corriere della Sera"
Don Anselmi della Cei ha giudicato eccessiva la scena d'amore tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari in «Caos calmo». «Famiglia cristiana» ha riabilitato il film, ritenendolo drammaticamente pregnante. In quanto ai laici, il più severo ha scherzato sul capezzolo della Ferrari, toccato come fosse un citofono. Pur di salvare Moretti, altri hanno scritto che il problema era lui, inadeguato a girare una scena di sesso.
«Vedere Moretti in simili circostanze è come vedere un proprio genitore!». Sere fa, assistendo nell'«Otello» di Giancarlo Sepe alla prima notte del protagonista con Desdemona, scena tanto sensuale quanto elusiva e delicata, m'è tornata in mente quella di «Caos calmo». Quando a parlare è un non laico sembra sempre che ci sia odore di censura. Ma come dubitare che don Anselmi era l'unico ad avere ragione? Quella scena non solo è narrativamente immotivata, ma insistita fino a imbarazzante compiacimento e sollecitazione dello spettatore, una scena di pura volgarità contemporanea.
3 - CHI C'ERA ALL'ULTIMA CENA? FO SCIMMIOTTA DAN BROWN
Pierluigi Panza per il "Corriere della Sera"
Diamo merito a Dario Fo di essere uno straordinario affabulatore anche quando racconta con competenza i segreti dell'arte (lo ha fatto con Mantegna) e di non aver di certo scoperto oggi il «Cenacolo» di Leonardo. E diamogli il grande merito di voler raccontare domani, all'Auditorium di Roma, anche la storia dei restauri all'«Ultima Cena» come storia di tradimenti dell'originale.
Tuttavia, nell'anticipazione della lezione che terrà domani leggiamo che «nella gran parte delle "Ultime Cene" si nota sempre la presenza di una donna vicino a Gesù, evidentemente la Maddalena, che spesso si ritrova abbandonata tra le braccia del Messia». E qui viene da dire: basta con questa leggenda, basta; ed eviti il Nobel Dario Fo di collocarsi sul piano di Dan Brown.
I pittori venivano pagati, per lo più dal clero, per dipingere la scena evangelica con i dodici apostoli, non undici e una donna (e senza chi, poi? San Giovanni?). Seguendo il dettato evangelico, secondo cui San Giovanni era «il più amato da Cristo», questo apostolo venne progressivamente dipinto in maniera effeminata, e sovente (non sempre, vedi il Sassetta e Tiziano, per esempio) con il capo appoggiato a Cristo (forse, sottintendendo una certa ambiguità). Ma è un uomo, come più evidente in varie «Cene», da Andrea Del Sarto al Moroni (vedere il catalogo «Il Genio e le passioni», Skira). Dipingerlo in questo modo divenne una forma retorica, al pari di ritrarre San Pietro sempre con un pugnale in mano e Giuda sempre con la sacca dei soldi. Ciò non esclude che la Maddalena potesse essere presente all'ultima Cena di Cristo (non ci sono fonti), ma è da escludere che i pittori dipingessero undici uomini e la Maddalena.
Dagospia 27 Febbraio 2008
Michele Serra per "la Repubblica"
La madre dei due poveri ragazzi di Gravina in Puglia era, ieri mattina, saldamente nelle mani di un'inviata della Rai quando i carabinieri si sono presentati a casa sua per informarla ufficialmente del ritrovamento dei corpi dei suoi figli. Mentre stavo sfaccendando, come molte altre massaie, avevo la televisione accesa e ho dunque potuto seguire la breve trattativa con la quale la giornalista, seguendo le ferme indicazioni di chi conduceva in studio, ha consentito di interrompere la sua intervista alla signora, accettando che i militi potessero conferire (brevemente) con lei.
Una decisione grave, che per un attimo ha riconsegnato la signora alla realtà della tragedia, distogliendola dai suoi impegni con la televisione, e con noi massaie a casa.
Resta il dubbio etico: possono i carabinieri (o i magistrati, i pompieri, l´esercito, il soccorso alpino, lo Stato in ogni sua articolazione) interrompere un palinsesto, e specialmente una straziante intervista a una povera donna che piange i suoi ragazzi? Può la televisione, contravvenendo ai suoi alti compiti istituzionali, permettere che la realtà possa momentaneamente riprendersi la linea?
2 - MORETTI E IL CITOFONO...
Franco Cordelli per il "Corriere della Sera"
Don Anselmi della Cei ha giudicato eccessiva la scena d'amore tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari in «Caos calmo». «Famiglia cristiana» ha riabilitato il film, ritenendolo drammaticamente pregnante. In quanto ai laici, il più severo ha scherzato sul capezzolo della Ferrari, toccato come fosse un citofono. Pur di salvare Moretti, altri hanno scritto che il problema era lui, inadeguato a girare una scena di sesso.
«Vedere Moretti in simili circostanze è come vedere un proprio genitore!». Sere fa, assistendo nell'«Otello» di Giancarlo Sepe alla prima notte del protagonista con Desdemona, scena tanto sensuale quanto elusiva e delicata, m'è tornata in mente quella di «Caos calmo». Quando a parlare è un non laico sembra sempre che ci sia odore di censura. Ma come dubitare che don Anselmi era l'unico ad avere ragione? Quella scena non solo è narrativamente immotivata, ma insistita fino a imbarazzante compiacimento e sollecitazione dello spettatore, una scena di pura volgarità contemporanea.
3 - CHI C'ERA ALL'ULTIMA CENA? FO SCIMMIOTTA DAN BROWN
Pierluigi Panza per il "Corriere della Sera"
Diamo merito a Dario Fo di essere uno straordinario affabulatore anche quando racconta con competenza i segreti dell'arte (lo ha fatto con Mantegna) e di non aver di certo scoperto oggi il «Cenacolo» di Leonardo. E diamogli il grande merito di voler raccontare domani, all'Auditorium di Roma, anche la storia dei restauri all'«Ultima Cena» come storia di tradimenti dell'originale.
Tuttavia, nell'anticipazione della lezione che terrà domani leggiamo che «nella gran parte delle "Ultime Cene" si nota sempre la presenza di una donna vicino a Gesù, evidentemente la Maddalena, che spesso si ritrova abbandonata tra le braccia del Messia». E qui viene da dire: basta con questa leggenda, basta; ed eviti il Nobel Dario Fo di collocarsi sul piano di Dan Brown.
I pittori venivano pagati, per lo più dal clero, per dipingere la scena evangelica con i dodici apostoli, non undici e una donna (e senza chi, poi? San Giovanni?). Seguendo il dettato evangelico, secondo cui San Giovanni era «il più amato da Cristo», questo apostolo venne progressivamente dipinto in maniera effeminata, e sovente (non sempre, vedi il Sassetta e Tiziano, per esempio) con il capo appoggiato a Cristo (forse, sottintendendo una certa ambiguità). Ma è un uomo, come più evidente in varie «Cene», da Andrea Del Sarto al Moroni (vedere il catalogo «Il Genio e le passioni», Skira). Dipingerlo in questo modo divenne una forma retorica, al pari di ritrarre San Pietro sempre con un pugnale in mano e Giuda sempre con la sacca dei soldi. Ciò non esclude che la Maddalena potesse essere presente all'ultima Cena di Cristo (non ci sono fonti), ma è da escludere che i pittori dipingessero undici uomini e la Maddalena.
Dagospia 27 Febbraio 2008