ALLE NAZIONI UNITE IL PAPA PARLERÀ DI PEDOFILIA E CHIEDERÀ PERDONO : "SERVE UNA PURIFICAZIONE TOTALE" - LE ASSOCIAZIONI DELLE VITTIME: CI INCONTRI E CONDANNI SOPRUSI E SCANDALI - NON VENGA IL CARDINALE LAW.

Marco Politi per "la Repubblica"


L´America attende al varco Benedetto XVI, che sbarcherà a Washington martedì. Ci sono grandi aspettative per il suo incontro con il presidente Bush e per il suo intervento alle Nazioni Unite sui diritti degli uomini e dei popoli.
Però dinanzi al pontefice si presentano anche i fantasmi del passato. Non si è spenta l´eco dei grandi scandali di pedofilia, che hanno messo in ginocchio finanziariamente e moralmente la Chiesa cattolica statunitense. Le vittime vogliono incontrare Ratzinger e si aspettano una parola di condanna delle istituzioni ecclesiastiche, che a lungo hanno coperti i colpevoli.

L´associazione delle vittime, la Survivors Network Abused by Priests (Snap), lancia un appello al Papa perché «chieda conto ai responsabili» di abusi e insabbiamenti. Barbara Blaine, vittima di un prete a dodici anni, spiega che «centinaia di vescovi hanno coperto questi predatori e non hanno fornito informazioni di cui erano a conoscenza. Ma contro di loro non c´è mai stata nemmeno la minaccia di una punizione».

Benedetto XVI risponderà con l´impegno alla «purificazione» collettiva della Chiesa e alla vigilanza continua. Il cardinale Bertone, Segretario di Stato, ha preannunciato che il Papa affronterà il tema «in modo specifico» incontrando i sacerdoti americani nella cattedrale di San Patrizio a New York. Indicherà «vie di guarigione e riconciliazione», ha soggiunto il cardinale, con un appello alla «purificazione della vita» e alla creazione di un clima di «integrità morale», giustizia e fiducia reciproca soprattutto nell´ambito delle istituzioni educative cattoliche.



Papa Ratzinger sull´argomento ha le idee chiare. Dopo la sua elezione ci fu il tentativo in certi ambienti anglosassoni di montare contro di lui una campagna, basata sulle vecchie (e brutte) procedure vaticane in tema di pedofilia, quasi che Ratzinger fosse poco sensibile alla questione. Il pontefice tedesco, invece, è fautore di una linea molto severa: «Punire i colpevoli e aiutare le vittime». Gli abusi sessuali sui minori, dichiarò ai vescovi irlandesi nel 2006, sono «crimini abominevoli», da perseguire con «con forza, determinazione e tempestività». Se poi sono coinvolti ecclesiastici, sottolineò, «il crimine diventa ancora più grande e la Chiesa deve fare tutto il possibile per assicurare alla giustizia chi lo commette».

Alla vigilia del viaggio Bertone riconosce che gli scandali di pedofilia hanno provocato «tanta sofferenza alle vittime, alle famiglie delle vittime e soprattutto alla Chiesa, perché era una contraddizione con la grande missione educativa della Chiesa». Resta aperto l´interrogativo se Benedetto XVI in extremis incontrerà una rappresentanza delle vittime. Per ora il programma del viaggio dal 15 al 21 aprile non lo prevede. Ma le pressioni sono forti.

L´associazione cattolica Voice of the Faithful ha comprato un´intera pagina del New York Times per chiederlo a Ratzinger. Negli Usa molti cattolici vogliono anche che in occasione del viaggio non venga in America l´ex arcivescovo di Boston, cardinale Law, "esiliato" a Roma come arciprete di Santa Maria Maggiore, perché accusato di essere stato in diocesi un insabbiatore di scandali.


Dagospia 10 Aprile 2008