"THE GUARDIAN": "JUNO" È IL FRUTTO DI UNA CULTURA CHE AMMETTE L'ABORTO E LO USA - IL PARTIGIANO BENNY (MUSSOLINI) - CHAVEZ ELIMINA HOMER SIMPSON E LIBERA IL POPOLO DALL'IMPERIALISMO CON LE ZINNE DI PAMELA.
1 - JUNO, PURO PROZAC CINEMATOGRAFICO.
Peter Bradshaw per "The Guardian" da "Internazionale"
Qualcuno una volta ha definito la nudità di Nicole Kidman come "puro viagra cinematografico". Be, in questa deliziosa commedia adolescenziale la vestitissima Ellen Page è puro prozac cinematografico. Grazie ai brillanti dialoghi dello sceneggiatore esordiente Diablo Cody e a una miracolosamente efficace ed evocativa colonna sonora, "Juno" ha il fascino effimero di una grande canzone pop. Page interpreta una sedicenne iperstrutturata che con l'ironia e la sagacia si difende dai dolori e dalle paure dell'adolescenza. Al suo primo rapporto sessuale rimane incinta e dopo un momento di esitazione decide di portare avanti la gravidanza e di cercare una coppia per l'adozione.
Qualcuno ha criticato il film come antiabortista, ma non è così. Hadley Freeman, proprio sul "Guardian", ha recentemente scritto che "Juno" non è il prodotto di una cultura contro l'aborto. Al contrario, è il frutto di una cultura che ammette l'aborto e lo usa, al limite, anche come strumento di riflessione e di evoluzione. Niente di più giusto.
2 - IL PARTIGIANO BENNY.
Massimo Gramellini per "La Stampa"
Siamo venuti fortunosamente in possesso della bozza di «Storia della Libertà: da Neanderthal a Calderoli». Il volume è a cura del comitato revisionista «Billionaire», con la prefazione di Briatore e le foto originali di Fabrizio Corona. Un decreto del ministro della Cultura Marcello Dell'Utri stabilisce che ogni scuola abbia l'obbligo di adottarlo (perciò si chiama scuola dell'obbligo).
«Benito Mussolini, popolano della libertà, viene rovesciato da un ribaltone di gerarchi comunisti e sostituito dal sovietico Molotov e da sua moglie Bomba: il frutto della loro unione liberticida sarà D'Alema. Sostenuti dai bombardamenti a tappeto di Air France, i cosacchi entrano a Roma. Ma Benito, il partigiano Benny, aiutato dalla brigata Malpensa del comandante Umberto, riesce a scappare al Nord, dove fonda la Repubblica Padana di Salò per continuare la guerra contro Stalin. Suggestionato dalle visioni del profeta Tremonti, Benny decide di raggiungere Hitler per convincerlo a portarsi avanti col lavoro, invadendo anche la Cina.
Scortato dall'eroico stalliere Mangano, Mussolini viene però tradito al confine da uno stalinista mascherato - nome in codice Walter - che gli si era presentato come sincero democratico. Sembra la fine. Milioni di partigiani liberisti vengono deportati nei gulag delle Frattocchie e rieducati al comunismo e agli sceneggiati in bianco e nero. Scampa alla retata solo una piccola vedetta lombarda, armata di compasso, mattone e antenna satellitare: è il partigianino Silvio, che finge di abbracciare il camerata Fini, ma poi lo mette sotto e fonda così la Fininvest. E' il 25 aprile 1945. Nasce Canale 5. L'Italia è libera e ben gli sta».
3 - CHAVEZ CONTRO I SIMPSON.
Vittorio Zucconi per "la Repubblica"
Nella dura lotta per la liberazione dei popoli dall'oppressione imperialista, il presidente vene¬zuelano Hugo Chavez sceglie un'arma storicamente cara al proletariato oppresso, l'arma delle "tette e culi" per contrastare la perniciosa influenza della fami¬glia Simpson. Quella dei cartoni animati. La stazione te¬levisiva di Caracas, Televen, che già ha la fortuna di trasmettere i 90 minuti del gustoso "Alo Presidente", lo Chavez Show, ha dovuto eliminare Homer Simpson per evitarne la perniciosa influenza sulle famiglie venezuelane.
L'ha rimpiazzata con i minikini e i seni termonucleari di Pa¬mela Anderson e delle sue "compagne" di Baywatch, uno dei serial più vacui e voyeuristici che la tv commerciale abbia mai saputo produrre. La salvezza dell'umanità mi¬nacciata dallo humour caustico e anarchico dei Simpson è dunque appesa all'esito di questo duello epocale fra il sedere di Pamela e la cotonatura di Marge Simpson, co¬me già fu affidato ad altri scontri epocali fra Godzilla e Mothra, o fra Superman e LexLuthor.
Dagospia 10 Aprile 2008
Peter Bradshaw per "The Guardian" da "Internazionale"
Qualcuno una volta ha definito la nudità di Nicole Kidman come "puro viagra cinematografico". Be, in questa deliziosa commedia adolescenziale la vestitissima Ellen Page è puro prozac cinematografico. Grazie ai brillanti dialoghi dello sceneggiatore esordiente Diablo Cody e a una miracolosamente efficace ed evocativa colonna sonora, "Juno" ha il fascino effimero di una grande canzone pop. Page interpreta una sedicenne iperstrutturata che con l'ironia e la sagacia si difende dai dolori e dalle paure dell'adolescenza. Al suo primo rapporto sessuale rimane incinta e dopo un momento di esitazione decide di portare avanti la gravidanza e di cercare una coppia per l'adozione.
Qualcuno ha criticato il film come antiabortista, ma non è così. Hadley Freeman, proprio sul "Guardian", ha recentemente scritto che "Juno" non è il prodotto di una cultura contro l'aborto. Al contrario, è il frutto di una cultura che ammette l'aborto e lo usa, al limite, anche come strumento di riflessione e di evoluzione. Niente di più giusto.
2 - IL PARTIGIANO BENNY.
Massimo Gramellini per "La Stampa"
Siamo venuti fortunosamente in possesso della bozza di «Storia della Libertà: da Neanderthal a Calderoli». Il volume è a cura del comitato revisionista «Billionaire», con la prefazione di Briatore e le foto originali di Fabrizio Corona. Un decreto del ministro della Cultura Marcello Dell'Utri stabilisce che ogni scuola abbia l'obbligo di adottarlo (perciò si chiama scuola dell'obbligo).
«Benito Mussolini, popolano della libertà, viene rovesciato da un ribaltone di gerarchi comunisti e sostituito dal sovietico Molotov e da sua moglie Bomba: il frutto della loro unione liberticida sarà D'Alema. Sostenuti dai bombardamenti a tappeto di Air France, i cosacchi entrano a Roma. Ma Benito, il partigiano Benny, aiutato dalla brigata Malpensa del comandante Umberto, riesce a scappare al Nord, dove fonda la Repubblica Padana di Salò per continuare la guerra contro Stalin. Suggestionato dalle visioni del profeta Tremonti, Benny decide di raggiungere Hitler per convincerlo a portarsi avanti col lavoro, invadendo anche la Cina.
Scortato dall'eroico stalliere Mangano, Mussolini viene però tradito al confine da uno stalinista mascherato - nome in codice Walter - che gli si era presentato come sincero democratico. Sembra la fine. Milioni di partigiani liberisti vengono deportati nei gulag delle Frattocchie e rieducati al comunismo e agli sceneggiati in bianco e nero. Scampa alla retata solo una piccola vedetta lombarda, armata di compasso, mattone e antenna satellitare: è il partigianino Silvio, che finge di abbracciare il camerata Fini, ma poi lo mette sotto e fonda così la Fininvest. E' il 25 aprile 1945. Nasce Canale 5. L'Italia è libera e ben gli sta».
3 - CHAVEZ CONTRO I SIMPSON.
Vittorio Zucconi per "la Repubblica"
Nella dura lotta per la liberazione dei popoli dall'oppressione imperialista, il presidente vene¬zuelano Hugo Chavez sceglie un'arma storicamente cara al proletariato oppresso, l'arma delle "tette e culi" per contrastare la perniciosa influenza della fami¬glia Simpson. Quella dei cartoni animati. La stazione te¬levisiva di Caracas, Televen, che già ha la fortuna di trasmettere i 90 minuti del gustoso "Alo Presidente", lo Chavez Show, ha dovuto eliminare Homer Simpson per evitarne la perniciosa influenza sulle famiglie venezuelane.
L'ha rimpiazzata con i minikini e i seni termonucleari di Pa¬mela Anderson e delle sue "compagne" di Baywatch, uno dei serial più vacui e voyeuristici che la tv commerciale abbia mai saputo produrre. La salvezza dell'umanità mi¬nacciata dallo humour caustico e anarchico dei Simpson è dunque appesa all'esito di questo duello epocale fra il sedere di Pamela e la cotonatura di Marge Simpson, co¬me già fu affidato ad altri scontri epocali fra Godzilla e Mothra, o fra Superman e LexLuthor.
Dagospia 10 Aprile 2008