RIECCOLA CARMEN LASORELLA CON UN LIBRO DEDICATO ALLA TRAGEDIA BIRMANA
VELTRONI ANCORA SOTTO CHOC PER LA WALTERLOO E DÀ BUCA ALLA PRESENTAZIONE
HANNO PARLATO I "MONACI DE' NOANTRI": ANDREOTTI, PEZZOTTA, DI BELLA, CALABRÃ’

Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo

Era prevista la partecipazione di Walter Veltroni alla presentazione del libro di Carmen Lasorella "Verde e Zafferano" (Bompiani ed), alle 17 di ieri a Palazzo Altieri, nella romana piazza del Gesù. Ma il leader del Pd non si è visto.
Al contrario hanno mantenuto l'impegno e sono venuti a parlare di Birmania e affini, Giulio Andreotti, Savino Pezzotta, Antonio Di Bella, Corrado Calabrò, Bruno Franciforte, Giovanni Valentini, Tobias Piller. Avvistato Luciano Rispoli, giunto insieme a Rita Forte.

"VERDE E ZAFFERANO", LA TRAGEDIA BIRMANA
(Ansa) - Non e' vero che ci siano dittature e dittature, solo perche' magari qualcuna si macchia meno la mani di sangue. Ciascuna dittatura e' tale perche' porta in se' il seme della violenza, che indifferentemente puo' essere esercitata sulle menti come sui corpi, senza che nulla possa mutare il giudizio su di essa. Da quarant'anni un Paese, bellissimo e disperato, vive la dimensione della costrizione, perche' cosi' vuole la potente casta dei militari, che si alimentano dal negare ai loro connazionali anche il piu' piccolo momento di liberta'.



Un Paese, la Birmania, che sogna una democrazia che apparentemente e' sempre lontana e lo diventa ancora di piu' quando l'attenzione del mondo si sposta, giocoforza, su altri scenari. Se ieri la protesta dei monaci birmani, dalle tonache del colore dello zafferano, era riuscita a bucare nuovamente la barriera del silenzio imposto dal regime militare, oggi altre crisi - quella tibetana che getta la sua influenza su un evento di enorme rilevanza mediatica quali le Olimpiadi di Pechino - hanno rubato la scena.

Ma la Birmania non merita l'oblio, perche' e' un intero popolo a cercare di uscire da una condizione di costrizione che appare senza fine, come senza limiti appaiono gli oscuri disegni dei militari che niente lasciano di intentato per riaffermare, sempre, comunque, anche a dispetto delle proteste del mondo, di essere i padroni, guardiani e insieme giudici delle sorti di una nazione che la natura ha reso affascinante, ma non libera. ''Verde e zafferano'' di Carmen Lasorella e' il racconto di un viaggio in Birmania, ufficialmente per andare a vedere, da ''turista'', se i racconti sulle bellezze del Paese siano veritieri, ma con l'obiettivo di potere incontrare Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, la ''Signora'', come viene chiamata in Birmania, a conferma del rispetto che un popolo intero le porta.



Dagospia 23 Aprile 2008