MINISTRA INDIGESTA PER LA SPAGNA - CARMÉ CHACÓN, ALL'OTTAVO MESE DI GRAVIDANZA, CONTINUA IL "TOUR MONDIALE" CON GINECOLOGO E ANESTESISTA AL SEGUITO - LA SUA POPOLARITÀ COLA A PICCO NEI SONDAGGI.

Gian Antonio Orighi per "La Stampa"


Repetita non iuvant. A soli nove giorni dal suo viaggio in Afghanistan, ieri la ministra della Difesa spagnola, la socialista Carmé Chacón, 37 anni, incinta di quasi otto mesi, ha fatto il bis visitando le truppe spagnole dislocate in Libano: 1.100 legionari inseriti nella Finul, le forze Onu dislocate nel Paese dei Cedri.

Senza tenere troppo conto dei diritti del bebé che porta in grembo, la ministra ha poi proseguito per Sarajevo e stamani visiterà il quartier generale dell'Eurofor in Bosnia-Herzegovina. Un viaggio molto speciale: oltre che da generali, la signora Chacón è affiancata sempre da una «force de frappe» molto poco guerriera: un ginecologo, un anestesista e un pediatra. Questa volta però il tour è stato un doppio flop.

Carmé, grande comunicatrice che tutti a Madrid danno come sicura «zapatera» del futuro quando il premier se ne andrà, non si è risparmiata: è arrivata all'aeroporto di Beirut alle 6, 40, è salita su un Super Puma ed è sbarcata a Marjayoun, nel Sud del Paese e al confine con Israele, dove le ha reso gli onori militari il capo della Finul, il generale Carlo Graziani. Poi ha passato in rivista le truppe connazionali. Look eguale alla trasferta afghana: pantaloni beige, camicia bianca, scarpe senza tacco.

Nonostante gli sfottó e le critiche che hanno investito il premier Zapatero per aver scelto una donna che presto dovrà lasciare i suoi compiti (tra cui quello di capo dell'intelligence, visto che il Cni, l'agenzia centrale di Madrid, dipende da lei), la ministra si è fatta precedere da dichiarazioni ad alto tasso femminista.



«Voglio che il mio viaggio in Afghanistan sia un simbolo contro la discriminazione di cui soffrono in Spagna molte donne incinte - ha tuonato la ministra -. Sono stata dal ginecologo e mi ha detto che sto benissimo, che i rischi del viaggio sono gli stessi che corre qualsiasi altro membro dell'equipaggio». Sui pericoli per il bebé neanche una parola.

E il giubbotto antiproiettile? La ministra, cardiopatica congenita, ha risposto beffarda: «Non conoscete nessun uomo con una pancia più grande della mia?». Comunque, la base spagnola Cervantes era stata preparata a puntino. Il previdente comandante, il generale Juan Bautista García, aveva approntato un piano che prevedeva il suo trasferimento all'ospedale di Sidone se il pargolo che porta il grembo la prima titolare donna della Difesa spagnola avesse voluto nascere prematuramente. E i legionari, gran signori, l'hanno omaggiata con un bavaglino e un peluche di una capra, la loro mascotte.

In mattinata, il «Ministerio de la Defensa» aveva tolto la criticata circolare, scattata venerdì scorso, che proibiva ai militari di leggersi su Internet, in orario di lavoro, i giornali sportivi e i siti di intrattenimento a contenuto pornografico. Però, quando tutto faceva pensare che anche il secondo viaggio della signora sarebbe stato un altro trionfo multimediale, sono arrivate due docce fredde.

Prima García le ha rimproverato: «La Spagna usa blindati Bmr vecchi di 30 anni che bisognerebbe sostituire perché se passano su una mina vanno in mille pezzi». Poi un sondaggio online rivelava che la sua popolarità come ministra incinta e viaggiatrice è crollata: 3 spagnoli su 4 ritengono che, nel suo stato, abbia fatto male a viaggiare.


Dagospia 29 Aprile 2008