ORRORE TRA LA GAUCHE CAVIAR: GERONIMO (LA RUSSA) SBARCA A CAPALBIO - CASTELLITO: IO CON LA "ROMA PIACIONA" NON C'ENTRO NULLA - "LIBERAZIONE CHIEDE SCUSA ALLA CARLUCCI: NON È COME L'HANNO DIPINTA.

1 - GERONIMO A CAPALBIO..
Alessandra Longo per Repubblica
Quasi un'apparizione, tanto fulminea che in molti non se ne sono accorti. Geronimo La Russa, figlio del futuro ministro della Difesa Ignazio, entusiasta frequentatore, come il padre, di ritrovi notturni e feste modaiole, si è materializzato nella madre di tutte le roccheforti della sinistra: cioè a Capalbio. Non nel borgo medievale, ma addirittura all'«Ultima spiaggia», lo stabilimento balneare dove da decenni sotto gli ombrelloni si ritrova l'intellighenzia romana, mixata a volti dello spettacolo di stretta osservanza veltroniana. Un La Russa all'«Ultima Spiaggia» è come dire un Fassino al «Billionaire».

Breve apparizione, dicono i testimoni oculari. Forse la curiosità di vedere che razza di posto è il mitico ritrovo degli ex compagni, ora travolti dalla marea nera. Il giovane Geronimo, di solito protagonista in Costa Smeralda, ci porterà i suoi amici per farci una vacanza? Non è detto. Intanto, il primo mandato esplorativo non è passato inosservato.

2 - CASTELLITO: IO CON LA "ROMA PIACIONA" NON C'ENTRO NULLA.
Lettera di Sergio Castellitto a La Stampa
Nell'articolo firmato da Jacopo Iacoboni, apparso su La Stampa del 29 Aprile, emerge il ritratto di una «Roma piaciona», la sensazione che se ne ricava è che tutti i personaggi citati nell'articolo avrebbero a vario titolo partecipato ad una sorta di gaudente convivio cultural-mondano. Siamo rimasti sorpresi nel leggere anche i nostri nomi, il mio e quello di Margaret Mazzantini e di Moira Mazzantini. Per quello che ci riguarda, non abbiamo mai partecipato a nessuna «terrazza» e a nessun salotto «trait d'union». Conduciamo una vita appartata, lo sanno tutti, e l'unico divano che frequentiamo è quello di casa nostra. Non cerchiamo quindi oggi nessun nuovo «posizionamento». Ci sembrerebbe paradossale peraltro cercarlo attraverso il «link» (cito l'articolo), con «l'ex repubblichino Carlo Mazzantini», mio suocero, morto di recente. Uomo ruvido, fuori dai giochi, è vissuto isolato in campagna a scrivere, elaborando con profonda onestà intellettuale la tragedia sua e di un'intera generazione.

3 - "LIBERAZIONE "SDOGANA" LA CARLUCCI.
Lettera di Gabriella Carlucci a "Liberazione"
Caro direttore, recentemente il suo giornale ha pubblicato alcuni articoli nei quali si riprendevano notizie di stampa, uscite negli anni scorsi, che mi attribuivano colpe dalle quali sono esente. Per esempio di avere guidato la moto senza casco, di avere respinto alcune contravvenzioni al grido di "lei non sa chi sono io...", di avere parcheggiato la mia auto sui gradini di Montecitorio e altri gesti di arroganza e di indisciplina. Le ho già scritto - e lei ha pubblicato la mia lettera - per smentire. Non mi sono neanche sognata di fare niente di tutto ciò. Le giuro che non è nel mio stile.



Ora la informo che la Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria che io stessa avevo aperto, querelando il "Corriere della Sera" e altre testate: la Corte ha respinto tutti i ricorsi e reso definitiva la sentenza del tribunale che dava ragione a me e torto al "Corriere" e imponeva al "Corriere" di risarcirmi. Le invio tutti gli incartamenti relativi a queste sentenze: li legga e si faccia una idea. Senza invocare la legge sulla stampa, le sarei tuttavia grata se volesse informare i suoi lettori su questa sentenza, e dunque ristabilire la verità su di me e sulle mie abitudini.

Risponde Piero Sansonetti - Ho letto tutte le carte che mi ha inviato l'on. Carlucci e mi sembrano indiscutibili. L'on Carlucci è stata accusata ingiustamente e dipinta come persona arrogante e maleducata quando non c'era nessun motivo per farlo. Succede. Noi giornalisti talvolta agiamo così: ci piace un po' il pettegolezzo, non ci facciamo in quattro per verificare una notizia, amiamo gettare un po' di fango sulla gente senza pensarci tanto su. E in questo modo, alla fine, ci meritiamo pure i ceffoni di Beppe Grillo, non tutti giusti, non tutti ragionevoli, ma che finiscono per trovare giustificazione nell'eccesso di potere della nostra categoria. Vittime di questi comportamenti, di questo potere incontrollato, quasi sempre sono i poveracci, le persone che non si possono difendere. Stavolta invece è toccato a una parlamentare famosa del centrodestra. Nonostante la grande distanza politica che ci separa dall'on. Carlucci, non ci costa niente riconoscere che ha ragione lei.




Dagospia 02 Maggio 2008