DA MAGALLI A BERLUSCONI, DA MISS ITALIA A MINISTRO: LA CUCCAGNA CARFAGNA
È IL COMPIMENTO DELLA RIVOLUZIONE ANTROPOLOGICA DEL POTERE DI SILVIUS IV
'LA MINISTRA PIÙ BELLA DEL MONDO' VA SU "BLOB" CON LE SUE FOTO PIÙ DESNUDE
È IL COMPIMENTO DELLA RIVOLUZIONE ANTROPOLOGICA DEL POTERE DI SILVIUS IV
'LA MINISTRA PIÙ BELLA DEL MONDO' VA SU "BLOB" CON LE SUE FOTO PIÙ DESNUDE
1 - LETTERA
Caro Dago,
segnalo che ieri il tv-covo-rosso "BLOB" ha trasmesso alcune immagini web
del Ministro Mara Carfagna nudo, (o "nuda" a seconda che prevalga la
dimensione umana o quella istituzionale). Se per i fans della Carfagna (tra i quali mi annovero) questa è una buona notizia, da un punto di vista statuale questa scelta si configura come un vero e proprio attentato alle istituzioni che rinnova quell'uso criminoso della tv a cui ci aveva abituato Biagi.
Sarebbe importante che il nuovo Ministro della Cultura vari una legge che consideri "PRESCRITTE" e quindi "NON TRASMETTIBILI" le nudità pregresse di chi è stato eletto.
Mimmo Lombezzi
2 - LA MARA DOLCE: DA MAGALLI A BERLUSCONI, DA MISS ITALIA A MINISTRO
Filippo Ceccarelli per La Repubblica
«Ministro, Lei è bellissima» è il testo di un laconico messaggio piovuto ieri, chissà da dove e da chi, sul sito personale e ufficiale di Mara Carfagna, che si affaccia sorridente dallo schermo piatto del computer, gli occhi leggermente sgranati, segno d´impercettibile meraviglia, il caschetto di capelli neri, camicetta bianca, un accenno di orecchini e in basso la scritta, d´intensa semplicità: «Il mio amore per l´Italia».
Dunque: «Ministro, Lei è bellissima». E poi sì, certo, sarà anche bravissima, anzi lo è già, parlamentare diligente, pure un po´ sgobbona, magari proprio per equilibrare l´oggettivo incanto della figura. Donna impegnata e misurata, ora, dopo una fase tipo cerbiattina spaurita nei palazzi del potere, eleganza quasi minimalista, un certo fervore aria professionale.
E però. O infatti. Se c´è un personaggio che meglio di chiunque altro incarna la maturità politica di Berlusconi, la sua morbida volontà di potenza, la concezione proprietaria della post-democrazia, l´aderenza ai tempi spettacolari e perfino felliniani, ebbene, questo personaggio è il nuovo ministro per le Pari Opportunità, onorevole Mara Carfagna.
Che diventerà, sperabilmente, un´ottima ministro, ma per il solo fatto che lo sia diventata sembra rivelare in sé il compimento della rivoluzione antropologica del potere in epoca berlusconiana. Il prevalere di una sovranità che procede per investiture; il primato della fiaba meravigliosa sulla cruda e monotona realtà; la supremazia delle identità mutevoli sulle rigide appartenenze di un tempo; la superiorità tutta televisiva delle forme ornamentali sull´astratta prosopopea dei contenuti. Tutto assai impegnativo, s´intende, e anche un po´ astruso, come l´idea che le culture politiche del Novecento si sono dissolte in una comune ideologia dell´immagine.
Eppure, se solo si pensa che tre o quattro anni orsono questa giovane ragazza di Salerno era una delle tantissime soubrette di una delle sei o sette reti televisive che contano, e ora è stata posta alla guida di un ministero, beh, il caso Carfagna - il cui cognome tra i cuoricini di Montecitorio viene ovviamente e volgarmente storpiato in desinenze assai romanesche - dimostra come minimo che qualcosa si è rotto, o è cambiato nell´universo del comando.
Mara ha 32 anni, genitori insegnanti, nuoto, danza e pianoforte fin da piccola, liceo scientifico, sognava di fare il giudice, ha preso la laurea in legge. Dieci anni orsono ha partecipato a Miss Italia, sesta classificata, piccolo mito cittadino, aspirazioni - come ti sbagli - televisive. Comunque ce la fa, ha metodo e spirito di sacrificio, sa come districarsi nel serpaio delle reti, invidie, smanie, isterie, malevolenze, lavora con Frizzi, Mengacci, Magalli.
Forse davvero le piace la politica, forse annusa l´odore del potere, forse tutte e due le cose, è abbastanza normale, a Forza Italia «si avvicina», come dice lei, nel 2004. Presentazione a corte, Palazzo Grazioli, secondo alcune testimonianze accompagnata dal papà, berlusconiano acceso e della prima ora. Siede al piano e suona «Era de maggio» e un movimento della «Patetica». Nel 2006, in blindatissimo collegio, è nominata parlamentare; nel 2008, secondo la Bild, diventa «la ministra più bella del mondo». Il ministero «della Bellezza»: c´è un ammiratore o una donna invidiosa che da tempo glielo rinfaccia sul sito.
La Carfagna colleziona penne, non si capisce se biro o stilo. C´è poco più, negli archivi, sul suo background. In realtà deve essere anche acuta, o sardonica, una volta ha detto: «Se Mastella arriva a tingersi i capelli è proprio la vittoria del berlusconismo». Ma per lei parla soprattutto l´aspetto, parla il suo corpo. Demiurgo impenitente, Berlusconi lo sa benissimo, fin dal primo giorno della legislatura non perde occasione per metterla in imbarazzo: «Però, cara Mara, sono costretto a ricordarti una regola che vige nel gruppo di forza Italia, lo ius primae noctis». Risate in Transatlantico, lei rossa, lui insiste: «Sappiate che le donne ci piacciono di facili costumi. Ovviamente sto scherzando, lo so che siete tante Marie Goretti».
Anche questo è potere, oggi, mica solo nominare le Asl. Le cronache abbondano di scenette di questo tipo, dai galà ai corsi eugubini «di alta formazione politica», fino alle spiritosaggini trasversali rese, sempre in pubblico, ai supposti e onorevoli amanti di lei. Chi per mestiere si è dovuto esercitare su questi graziosi siparietti vi trova un´antica risonanza pre-democratica, l´eco di dominio insieme arcaico ed evoluto. Un giorno comunque Veronica si arrabbia di brutto e Mara finisce in prima pagina sul New York Times, dove tutte vorrebbero finire, ma lei ci è finita, spiega con amarezza in seconda persona, «perché è scattata la caccia all´amante del politico famoso. E tu sei giovane, carina, come aggravante vieni dal mondo dello spettacolo, e quindi sei liquidata come valletta».
Come in tutte le cose della vita ci sono i pro e i contro. Chiedere conferma al parlamentare azzurro che deve cedere lo scranno a Mara. O alle altre ex favorite che di colpo invecchiano, si fanno acide, attaccano l´ape regina. La politica ideologica di un tempo era molto più barbosa. Quella di oggi, che è anche tecnologicamente avanzata, provvede a riprodurre all´infinito nel cyber-spazio certe foto sexy, in varie pose, realizzate «quando il mio impegno in politica - questa la formula - era imprevedibile».
Nessuno le valuta qui con malizia, lei come al solito è bellissima, figurarsi. Ma certo un pochino stridono, pur nella mutevolezza delle identità, con l´impegno che Mara Carfagna riserva ai «valori» cari al cardinal Ruini e a monsignor Fisichella. Le radici, la famiglia, il matrimonio santificato. «Porto sempre con me due santini di Padre Pio». La speranza è che le siano utili per il suo gravoso impegno.
Dagospia 09 Maggio 2008
Caro Dago,
segnalo che ieri il tv-covo-rosso "BLOB" ha trasmesso alcune immagini web
del Ministro Mara Carfagna nudo, (o "nuda" a seconda che prevalga la
dimensione umana o quella istituzionale). Se per i fans della Carfagna (tra i quali mi annovero) questa è una buona notizia, da un punto di vista statuale questa scelta si configura come un vero e proprio attentato alle istituzioni che rinnova quell'uso criminoso della tv a cui ci aveva abituato Biagi.
Sarebbe importante che il nuovo Ministro della Cultura vari una legge che consideri "PRESCRITTE" e quindi "NON TRASMETTIBILI" le nudità pregresse di chi è stato eletto.
Mimmo Lombezzi
2 - LA MARA DOLCE: DA MAGALLI A BERLUSCONI, DA MISS ITALIA A MINISTRO
Filippo Ceccarelli per La Repubblica
«Ministro, Lei è bellissima» è il testo di un laconico messaggio piovuto ieri, chissà da dove e da chi, sul sito personale e ufficiale di Mara Carfagna, che si affaccia sorridente dallo schermo piatto del computer, gli occhi leggermente sgranati, segno d´impercettibile meraviglia, il caschetto di capelli neri, camicetta bianca, un accenno di orecchini e in basso la scritta, d´intensa semplicità: «Il mio amore per l´Italia».
Dunque: «Ministro, Lei è bellissima». E poi sì, certo, sarà anche bravissima, anzi lo è già, parlamentare diligente, pure un po´ sgobbona, magari proprio per equilibrare l´oggettivo incanto della figura. Donna impegnata e misurata, ora, dopo una fase tipo cerbiattina spaurita nei palazzi del potere, eleganza quasi minimalista, un certo fervore aria professionale.
E però. O infatti. Se c´è un personaggio che meglio di chiunque altro incarna la maturità politica di Berlusconi, la sua morbida volontà di potenza, la concezione proprietaria della post-democrazia, l´aderenza ai tempi spettacolari e perfino felliniani, ebbene, questo personaggio è il nuovo ministro per le Pari Opportunità, onorevole Mara Carfagna.
Che diventerà, sperabilmente, un´ottima ministro, ma per il solo fatto che lo sia diventata sembra rivelare in sé il compimento della rivoluzione antropologica del potere in epoca berlusconiana. Il prevalere di una sovranità che procede per investiture; il primato della fiaba meravigliosa sulla cruda e monotona realtà; la supremazia delle identità mutevoli sulle rigide appartenenze di un tempo; la superiorità tutta televisiva delle forme ornamentali sull´astratta prosopopea dei contenuti. Tutto assai impegnativo, s´intende, e anche un po´ astruso, come l´idea che le culture politiche del Novecento si sono dissolte in una comune ideologia dell´immagine.
Eppure, se solo si pensa che tre o quattro anni orsono questa giovane ragazza di Salerno era una delle tantissime soubrette di una delle sei o sette reti televisive che contano, e ora è stata posta alla guida di un ministero, beh, il caso Carfagna - il cui cognome tra i cuoricini di Montecitorio viene ovviamente e volgarmente storpiato in desinenze assai romanesche - dimostra come minimo che qualcosa si è rotto, o è cambiato nell´universo del comando.
Mara ha 32 anni, genitori insegnanti, nuoto, danza e pianoforte fin da piccola, liceo scientifico, sognava di fare il giudice, ha preso la laurea in legge. Dieci anni orsono ha partecipato a Miss Italia, sesta classificata, piccolo mito cittadino, aspirazioni - come ti sbagli - televisive. Comunque ce la fa, ha metodo e spirito di sacrificio, sa come districarsi nel serpaio delle reti, invidie, smanie, isterie, malevolenze, lavora con Frizzi, Mengacci, Magalli.
Forse davvero le piace la politica, forse annusa l´odore del potere, forse tutte e due le cose, è abbastanza normale, a Forza Italia «si avvicina», come dice lei, nel 2004. Presentazione a corte, Palazzo Grazioli, secondo alcune testimonianze accompagnata dal papà, berlusconiano acceso e della prima ora. Siede al piano e suona «Era de maggio» e un movimento della «Patetica». Nel 2006, in blindatissimo collegio, è nominata parlamentare; nel 2008, secondo la Bild, diventa «la ministra più bella del mondo». Il ministero «della Bellezza»: c´è un ammiratore o una donna invidiosa che da tempo glielo rinfaccia sul sito.
La Carfagna colleziona penne, non si capisce se biro o stilo. C´è poco più, negli archivi, sul suo background. In realtà deve essere anche acuta, o sardonica, una volta ha detto: «Se Mastella arriva a tingersi i capelli è proprio la vittoria del berlusconismo». Ma per lei parla soprattutto l´aspetto, parla il suo corpo. Demiurgo impenitente, Berlusconi lo sa benissimo, fin dal primo giorno della legislatura non perde occasione per metterla in imbarazzo: «Però, cara Mara, sono costretto a ricordarti una regola che vige nel gruppo di forza Italia, lo ius primae noctis». Risate in Transatlantico, lei rossa, lui insiste: «Sappiate che le donne ci piacciono di facili costumi. Ovviamente sto scherzando, lo so che siete tante Marie Goretti».
Anche questo è potere, oggi, mica solo nominare le Asl. Le cronache abbondano di scenette di questo tipo, dai galà ai corsi eugubini «di alta formazione politica», fino alle spiritosaggini trasversali rese, sempre in pubblico, ai supposti e onorevoli amanti di lei. Chi per mestiere si è dovuto esercitare su questi graziosi siparietti vi trova un´antica risonanza pre-democratica, l´eco di dominio insieme arcaico ed evoluto. Un giorno comunque Veronica si arrabbia di brutto e Mara finisce in prima pagina sul New York Times, dove tutte vorrebbero finire, ma lei ci è finita, spiega con amarezza in seconda persona, «perché è scattata la caccia all´amante del politico famoso. E tu sei giovane, carina, come aggravante vieni dal mondo dello spettacolo, e quindi sei liquidata come valletta».
Come in tutte le cose della vita ci sono i pro e i contro. Chiedere conferma al parlamentare azzurro che deve cedere lo scranno a Mara. O alle altre ex favorite che di colpo invecchiano, si fanno acide, attaccano l´ape regina. La politica ideologica di un tempo era molto più barbosa. Quella di oggi, che è anche tecnologicamente avanzata, provvede a riprodurre all´infinito nel cyber-spazio certe foto sexy, in varie pose, realizzate «quando il mio impegno in politica - questa la formula - era imprevedibile».
Nessuno le valuta qui con malizia, lei come al solito è bellissima, figurarsi. Ma certo un pochino stridono, pur nella mutevolezza delle identità, con l´impegno che Mara Carfagna riserva ai «valori» cari al cardinal Ruini e a monsignor Fisichella. Le radici, la famiglia, il matrimonio santificato. «Porto sempre con me due santini di Padre Pio». La speranza è che le siano utili per il suo gravoso impegno.
Dagospia 09 Maggio 2008