CAFONALINO - A VILLA SPADA, PER LE CELEBRAZIONI DEL 60° ANNIVERSARIO DI ISRAELE, IL CAVALIERE ASFALTATO ACCLAMATO COME UNA ROCKSTAR DA TUTTA LA COMUNITÀ EBRAICA - VALLETTI: FASSINO E FRATTINI.
F. Riz. per "Il Messaggero"
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
(.) A Villa Spada, per le celebrazioni del 60^ anniversario dello Stato di Israele, il premier, acclamato come una rock-star da tutta la comunità ebraica, ha detto che «siamo il popolo più vicino a Israele», che, ad oggi, è «l'unica vera democrazia in Medio Oriente».
Aggiungendo che lo Stato ebraico, che ha dato accoglienza a chi non aveva una patria, è anche una straordinaria realtà dinamica, che ha raggiunto «livelli di eccellenza nell'arte, nella cultura, nella ricerca». Ed è «fondato sui principi di democrazia, libertà, eguaglianza e tolleranza».
A sua volta, Frattini, ha affermato che la priorità del governo italiano «è la difesa del diritto di Israele a esistere, a vivere nella sicurezza e a crescere», ovvero un diritto «che non si può negare». Quindi ha messo in risalto «il significativo parallelo» tra il sessantesimo compleanno di Israele e quello della Costituzione italiana.
I governi di Roma e Tel Aviv cercano, intanto, di mettere a punto la visita di Berlusconi in Israele, che, probabilmente, avrà luogo prima dell'estate, ma sulla data restano da definire alcuni dettagli.
E Berlusconi, che durante la cerimonia si è appuntato sulla giacca una spilletta sulla quale era disegnata la menorà (il candelabro a sette bracci), ha precisato di aver accolto l'invito che gli è stato fatto sia dal presidente, Peres, che dal primo ministro, Olmert. Ma prima di lasciare la festa, l'ambasciatore israeliano, Gideon Meir, ha rivolto al premier un saluto, «in bocca al lupo».
Dagospia 14 Maggio 2008
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
(.) A Villa Spada, per le celebrazioni del 60^ anniversario dello Stato di Israele, il premier, acclamato come una rock-star da tutta la comunità ebraica, ha detto che «siamo il popolo più vicino a Israele», che, ad oggi, è «l'unica vera democrazia in Medio Oriente».
Aggiungendo che lo Stato ebraico, che ha dato accoglienza a chi non aveva una patria, è anche una straordinaria realtà dinamica, che ha raggiunto «livelli di eccellenza nell'arte, nella cultura, nella ricerca». Ed è «fondato sui principi di democrazia, libertà, eguaglianza e tolleranza».
A sua volta, Frattini, ha affermato che la priorità del governo italiano «è la difesa del diritto di Israele a esistere, a vivere nella sicurezza e a crescere», ovvero un diritto «che non si può negare». Quindi ha messo in risalto «il significativo parallelo» tra il sessantesimo compleanno di Israele e quello della Costituzione italiana.
I governi di Roma e Tel Aviv cercano, intanto, di mettere a punto la visita di Berlusconi in Israele, che, probabilmente, avrà luogo prima dell'estate, ma sulla data restano da definire alcuni dettagli.
E Berlusconi, che durante la cerimonia si è appuntato sulla giacca una spilletta sulla quale era disegnata la menorà (il candelabro a sette bracci), ha precisato di aver accolto l'invito che gli è stato fatto sia dal presidente, Peres, che dal primo ministro, Olmert. Ma prima di lasciare la festa, l'ambasciatore israeliano, Gideon Meir, ha rivolto al premier un saluto, «in bocca al lupo».
Dagospia 14 Maggio 2008