URCA, COM'È CAMBIATO IL VENTO - DOPO CELENTANO, ANCHE LA CAVANI "SDOGANA" IL CAV: "BASTA COL SARCASMO DI MORETTI, SONO EMERGENZE TERRIBILI E SPERARE IN BERLUSCONI IN QUESTO MOMENTO È UN DOVERE".

Virginia Piccolillo per il "Corriere della Sera"

«Quando ci fu l'alluvione di Firenze partirono tutti. Senza distintivi. Di fronte all'emergenza si va tutti insieme». Anche Liliana Cavani, un'icona della cinematografia di impegno sociale, autrice di capolavori come Portiere di notte e da sempre vicina alla sinistra, sceglie la fiducia. E tra Celentano, che ieri sul "Corriere della Sera" invitava a credere nel cambiamento di Silvio Berlusconi, e Nanni Moretti che da Cannes diceva «per me per 15 anni Berlusconi è stato pessimo. Mi sembra difficile che cambi qualcosa», non ha dubbi: «Io sto con Celentano».

Perché? «Stimo Moretti, ma non è il momento dei rimproveri, né del sarcasmo. È il tempo dell'incoraggiamento», dice la regista, impegnata nella ripresa della sua "Traviata" alla Scala. «Oltretutto - aggiunge - Moretti dovrebbe ricordarsi che se fa quegli apprezzamenti negativi da Cannes fa notizia e i francesi sono ben contenti». Tacere cambierebbe qualcosa? La regista non si pone il problema. «L'intesa è indispensabile - dice con forza -. Siamo di fronte a emergenze terribili, come la legalità, la spazzatura a Napoli, la mafia. Quindi piuttosto che ricorrere all'ironia è meglio usare parole di sostegno per chi ci prova».



Quello a cui Moretti non crede è che Berlusconi sia la persona adatta a farlo giacché, fra l'altro, come ha sottolineato ieri a Cannes, «ha tre televisioni e forse anche di più, viste certe intercettazioni con i dirigenti Rai, cosa democraticamente scandalosa». Ma per l'ex consigliere di amministrazione Rai serve realismo: «È l'unico tentativo che ci rimane. La criminalità, l'immondizia, non sono problemi né di destra né di sinistra, ma di tutti. Con la volontà di tutti potremmo riuscire a sconfiggerli. Come fu per l'alluvione. E come ha fatto la Germania. Forse sarò anche ingenua. Ma mi viene in mente De Gasperi che riuscì a far collaborare tutti per superare le difficoltà del Paese. Mi piacerebbe un politico super partes che riuscisse a risolvere le emergenze».

Berlusconi lo vede così? «No. Ma non si può perdere il tempo solo a litigare. Bisogna superare i sospetti. Loro li devono superare nei nostri confronti. E noi verso di loro». Per la regista di "Al di là del bene" e del male e de "La pelle" sperare in Berlusconi in questo momento è un «dovere». Un'idea maturata dopo le elezioni. «Non sono mai stata un'ideologa della sinistra, però l'ho sempre votata. Ma lui ha vinto le elezioni e ha avuto il mandato istituzionale per fare. E poi nella vita si può anche cambiare per amor patrio. In un Paese a istituzioni democratiche si tenta e si ritenta. Solo le dittature non cambiano».

L'impegno della speranza Liliana Cavani lo vuole tenere anche di fronte a cose che spaventano molti della sua area culturale. Primo fra tutti il giro di vite sulla sicurezza. «Non mi piacciono le ronde. Detesto sentirne parlare. Per me la sicurezza deve essere affidata all'autorità pubblica e non privata. Però è vero che occorre ricostruire una fiducia dei cittadini che si sentono insicuri. Insomma l'importante è la buona volontà».


Dagospia 19 Maggio 2008