BEN DUE CASE PER SAVIANO - "AMICI" DI CARTA (MARCO) - ALLO ZOO LO STRUZZO CI PROVA CON LA ZEBRA - SICUREZZA: LA ROMANIA "VALUTA" IL PACCHETTO - NON DIMENTICARE LA BIRMANIA (PER IL TERREMOTO IN CINA).

Maria Giovanna Maglie per Dagospia


1 - Dai microfoni di Radio Monte Carlo, all'Alfonso Signorini Show, due cittadini di Napoli hanno offerto le loro case a Roberto Saviano, lo scrittore indesiderato, autore del bestseller 'Gomorra' da cui e' tratto l'omonimo film, al quale nessuno vuole affittare casa in citta' per paura di agguati o ritorsioni.
La prima offerta arrivata all'Alfonso Signorini Show e' una casa in vendita al Vomero Alto, 130 mq con vista sul Golfo di Napoli. ''Una casa perfetta per un autore di successo come Saviano - ha dichiarato l'offerente - del valore di 800 mila euro''.
La seconda offerta per Saviano e' un appartamento in affitto nel centro storico di Napoli, 200 mq su tre livelli. ''Il prezzo dell'affitto - ha dichiarato il proprietario - lo concordero' con Saviano stesso, se sara' interessato''

2 - Fan all'assalto di Marco Carta, il vincitore dell'ultima edizione di 'Amici'. Location dell' 'agguato', il teatro Brancaccio a Roma, dove il cantante (?) si è materializzato per la prima dello spettacolo 'Io ballo'.
Alla vista di Carta, decine di ragazzine urlanti hanno cominciato a dimenarsi pur di ottenere un autografo o una foto insieme a lui. Obiettivo raggiunto solo per poche: dopo l'intervento della security avvicinare Marco è diventata una vera mission impossibile.
Tanti altri i ragazzi della scuola di Maria de Filippi presenti alla serata. Fra gli altri, Cassandra e Francesco: anche per loro un'accoglienza calorosissima. Le foto di Marco Carta assediato dai fan a Roma su GossipNews.

3 - Isolato in un recinto accanto a quello delle zebre e delle giraffe, uno struzzo dello zoo di Mosca si e' invaghito dei quadrupedi a strisce. Lo struzzo, riferiscono i responsabili dello zoo, scavalca metodicamente la recinzione per fare la corte alla 'bella' di turno. Inizialmente le zebre hanno ignorato le avances dell'uccello, che sceglie ogni giorno una di loro, poi hanno cominciato a tentare di allontanarlo a calci. Ma lo struzzo continua imperterrito. E le giraffe? Sono spaventatissime.

4 - Il governo di Bucarest "sta valutando" le nuove misure in tema di sicurezza contro l'immigrazione clandestina adottate in Italia e "non le tollerera' se constateremo deroghe rispetto alle direttive comunitarie". Lo ha detto il ministro degli Esteri romeno, Lazar Comanescu, che in conferenza stampa ha aggiunto: "Eventuali elementi non conformi alla legislazione europea verranno segnalati al prossimo consiglio dei ministri della Giustizia della Ue, fissato al 6 giugno". Anche l'eurocommissario al Multilinguismo, il romeno Leonard Orban, si e' espresso sulle nuove norme adottate dal governo italiano. La Commissione "reagira' se individuera' dei problemi", ha assicurato Orban, aggiungendo che "per la Ue e' intollerabile una restrizione della libera circolazione dei cittadini per criteri di ordine pubblico". Secondo l'eurocommissario, inoltre, le misure contro l'immigrazione clandestina "devono essere proporzionate e giustificate pienamente".

5 - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha dichiarato che la giunta del Myanmar ha mostrato una certa ''flessibilita''' riguardo alle richieste fatte dalla comunita' internazionale per l'ingresso degli operatori umanitari nell'ex Birmania. ''Hanno mostrato alcuni segni di flessibilita''', ha detto ai giornalisti dopo la sua visita nel Delta dell'Irrawaddy, regione maggiormente colpita dalla devastazione del ciclone Nargis. Secondo Ban, la maggiore preoccupazione e' l'accordo di approvazione, da parte del regime militare, di un vasto sforzo internazionale che possa fornire sollievo ai sopravvissuti. Birmania e Cina. Due paesi colpiti duramente dalle calamità naturali, in cui gli aiuti tardano a giungere.



Nell'era della globalizzazione accade anche che una tragedia sopraggiunta improvvisamente possa oscurarne un'altra. E' questo il paradosso che ha colpito la Cina e l'ex Birmania. L'agenda dei media, compresa quella delle più grandi testate giornalistiche italiane, è stata dirottata completamente sul terremoto che ha devastato la Cina centrale, in particolare la provincia del Sichuan, mietendo circa 71 mila vittime, mentre l'attenzione sul cataclisma birmano che si è abbattuto lo scorso 3 maggio e sul blocco degli aiuti umanitari da parte del regime è andata progressivamente calando.

Soltanto alcuni reporter e freelance sotto copertura sono riusciti a penetrare segretamente nel territorio e a girare le immagini sconcertanti che stanno facendo il giro del mondo. Gli stessi birmani che accettano di conferire con i giornalisti rischiano la vita a causa della repressione del governo. Inoltre la tv di Stato è sottoposta ad una inflessibile censura e trasmette solo immagini filtrate della giunta del generale Than Shwe in visita ai campi profughi nei pressi di Rangoon, o intenta a distribuire soccorsi alle vittime.

Di fronte a un'emergenza che il regime non può più nascondere né tantomeno gestire in modo autarchico, dopo settimane di silenzio la Birmania sta aprendo finalmente un flebile spiraglio agli aiuti umanitari. Dopo una lunga indifferenza, la giunta militare del Myanmar ha finalmente accettato di affidare ad una task force dell'Associazione dei Paesi dell'Asia sudorientale (Asean) la gestione degli aiuti inviati dalla comunità internazionale per i sopravvissuti al ciclone Nargis. Nel vertice di emergenza, tenuto a Singapore, l'Asean aveva inoltre stimato in oltre dieci miliardi di dollari le perdite causate dal cataclisma. Nei prossimi giorni finalmente i medici dell'Asean cominceranno a raggiungere la Birmania. A quel punto, tuttavia, sarà troppo tardi. Tutto procede infatti a rilento e con grandi difficoltà. Come testimoniato da un servizio della Bbc, un aereo proveniente dagli Stati Uniti è riuscito ad atterrare in questi giorni a Rangoon, ma le forniture di soccorso sono state sequestrate in tutta fretta dall'esercito.

L'Onu ha esortato la giunta militare birmana a cooperare per favorire l'arrivo degli aiuti umanitari alle vittime del ciclone. "Non c'è più tempo da perdere", ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che in questi giorni visiterà le zone più colpite da Nargis.

Il ciclone ha colpito una popolazione già messa duramente alla prova da decenni di dittatura. A partire dal 2004 la recrudescenza del regime birmano ha soffocato sul nascere ogni barlume di democrazia: la leader Aung San Suu Kyi, già premio Nobel per la Pace nel 1991, è stata relegata nuovamente agli arresti domiciliari in cui versa dal 1989 e oltre mille detenuti politici, sindacalisti, attivisti e studenti sono stati rinchiusi nelle carceri. Purtroppo la decennale chiusura della giunta militare della Birmania sta conducendo la popolazione nel baratro. Secondo le ultime stime dell'Onu, il ciclone Nargis ha totalizzato 77.738 morti, 55.917 scomparsi, 150 mila sfollati e 2,4 milioni di malati bisognosi di assistenza medica.

Sono migliaia i bambini che potrebbero morire entro qualche settimana se non riceveranno del cibo quanto prima, secondo l'organizzazione non governativa Save the Children. A Rangoon manca l'elettricità, l'acqua potabile e le strade sono completamente bloccate dai detriti, dagli alberi abbattuti e dall'acqua. I trasporti non funzionano e gli abitanti della ex capitale sono senza tetto e senza generi di prima necessità e medicinali. I superstiti sono costretti ad utilizzare


Dagospia 22 Maggio 2008