GRAN BUFFETT A MILANO CON 35 MILIARDI $ PER LO SHOPPING - CONTRO IL FISCO USA, MA SENTITE PERCHÈ: "SISTEMA POCO ACCURATO. AD ESEMPIO IO PAGO TROPPE POCHE TASSE SEMPLICEMENTE SEGUENDO LE LEGGI".

Francesco Manacorda per La Stampa


«L'Italia è come un lago ricco di pesci. Ci sono decine di aziende molto interessanti da pescare e nei prossimi dieci o vent'anni non dubito che ce ne saranno molte interessate alla Berkshire Hathaway». Warren Buffett, l'«oracolo di Omaha», icona degli investitori di mezzo mondo, guarda e pensa al lungo periodo nonostante i suoi 77 anni, peraltro gagliardamente portati.

A Milano per concludere un viaggio lampo di quattro giorni in Europa - ieri sera ospite a casa di Gianmarco Moratti per una cena con una quindicina di grandi nomi dell'industria e della finanza - si dice interessato a «un grande paese con grandi famiglie che fanno affari».



Nella visita europea, che oltre all'Italia ha toccato Spagna, Svizzera e Germania, lo guida proprio il vicepresidente della Saras Angelo Moratti, dal 2001 suo seguace ed amico, secondo il quale «questo viaggio avrà un enorme impatto». Sui nomi delle aziende che potrebbero finire nella rete di Buffett per ora è silenzio. Quel che si sa è che il finanziere ha la bellezza di 35 miliardi di dollari da investire e che quando compra - come ama fare - società non quotate il suo obiettivo temporale è «per sempre». «Quando invece acquisto azioni negoziabili - aggiunge lui - non lo faccio mai nell'ottica di rivenderle, anche se questo può accadere».

Ha l'aria di divertirsi con il suo Monopoli a grandezza naturale, mister Buffett: «Alla mia età ho la fortuna di fare esattamente quello che voglio. E come passa il suo tempo libero, se ne ha? «Ne ho un sacco, per fortuna ci sono i miei manager che lavorano per me. Intanto sto al computer, ci passo più tempo di Bill Gates! E poi gioco a bridge online».

Se qualcosa non piace a Warren Buffett è il Fisco Usa, ma non per i motivi che sarebbe facile immaginare mettendosi nei panni del super-ricco: «Non è il sistema fiscale più accurato che si possa concepire. Ad esempio io pago troppe poche tasse semplicemente seguendo le leggi,. Forse questo sistema dovrebbe essere cambiato». Opinioni nette anche sui Fondi sovrani, i grandi forzieri dei paesi in via di sviluppo, che non gli fanno paura: «Li abbiamo creati noi in Usa, con un disavanzo commerciale che ammonta a due miliardi di dollari il giorno. Sono investitori responsabili come gli altri».


Dagospia 23 Maggio 2008