LA PRIMA VENDETTA DI BERLUSCONI, UN COLPO DA 408 MLN, MIRA A COLPIRE LE BANCHE (CHE LO HANNO SEMPRE DISPREZZATO, A PARTE GERONZI) - DA DRAGHI NESSUNA DIFESA D'UFFICIO DI BAZOLI, PROFUMO & C.
Francesco De Dominicis per LiberoMercato
La data per la costituzione formale della federazione Abi-Ania non è casuale. Venerdì 30 maggio le due associazioni di categoria firmeranno la nascita del nuove ente, proprio alla vigilia dell'assemblea della Banca d'Italia. Ventiquattrore più tardi il presidente dell'Associazione delle compagnie, Fabio Cerchiai, in veste di capo della federazione, salirà al piano nobile di palazzo Koch per ricevere la benedizione del governatore Mario Draghi.
Incassata l'investitura pubblica, Cerchiai dovrà immediatamente mettersi al lavoro. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato un inasprimento della pressione tributaria sui bilanci di banche e assicurazioni. Perciò l'emergenza fiscale passerà in mano alla federazione unica. Tocca dunque a Cerchiai cercare di intavolare una complicata trattativa con il responsabile di via Venti Settembre.
I tecnici delle due associazioni, secondo indiscrezioni raccolte da LiberoMercato, sono in continuo contatto. Si scambiano dati e simulazioni sulle varie ipotesi di ritocco delle imposte, in particolare Irap e Ires: la tesi più accreditata, finora, fra gli esperti dell'industria finanziaria è quella dell'allargamento della base imponibile con una stretta sulla deducibilità degli interessi passivi.
Secondo primissime valutazioni dei tecnici, i rischi maggiori si adombrano sul settore creditizio. Le assicurazioni subirebbero un colpo molto contenuto. La stangata fiscale allo studio dell'esecutivo è già al vaglio degli analisti finanziaria. Secondo Cazenove, le misure di inasprimento fiscale che il governo potrebbe varare a giugno potrebbero portare a un . effetto negativo di 408 milioni di euro per i principali gruppi del nostro Paese (Unicredit, Intesa , Ubi e Banco popolare).
La manovra è dietro l'angolo. E la trattativa, per Cerchiai, non sarà per niente agevole. Le federazione dovrebbe portare sul tavolo di Tremonti una proposta confezionata in casa, che miri a contenere il più possibile l'impatto sui bilanci delle imprese finanziarie. Al ministro i rappresentanti di banche e assicurazioni spiegheranno che il peso delle tasse sui due settori presi di mira dall'esecutivo è già particolarmente alto. In questo senso, i dati snocciolati ieri dal direttore generale Abi, Giuseppe Zadra, saranno rilanciati nei faccia a faccia a via Venti Settembre.
Quanto alle banche, in particolare, Zadra ha sottolineato la differenza della pressione fiscale con l'Europa. «L'Italia - ha detto - si conferma come uno dei paesi a più alta tassazione, scontando un differenziale di sette punti percentuali rispetto alla europea, 31,1% contro 24,1%». A indebolire la tesi delle banche, però, c'è il fatto che il gap con l'Europa si è ridotto rispetto al passato: nel 1998 si era arrivati a un distacco record del 22,4%.
Anche Draghi è arruolato tra i più forti sostenitori del fisco soft. Nessuna sorpresa, perciò, se sabato prossimo, il governatore, dovesse fare accenno all'opportunità di evitare innalzamenti delle aliquote tributarie. Ma sarebbe sbagliato leggere le parole di Draghi come un altolà a Tremonti o, ancor peggio, come una difesa d'ufficio degli interessi del mercato bancario.
Dagospia 26 Maggio 2008
La data per la costituzione formale della federazione Abi-Ania non è casuale. Venerdì 30 maggio le due associazioni di categoria firmeranno la nascita del nuove ente, proprio alla vigilia dell'assemblea della Banca d'Italia. Ventiquattrore più tardi il presidente dell'Associazione delle compagnie, Fabio Cerchiai, in veste di capo della federazione, salirà al piano nobile di palazzo Koch per ricevere la benedizione del governatore Mario Draghi.
Incassata l'investitura pubblica, Cerchiai dovrà immediatamente mettersi al lavoro. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato un inasprimento della pressione tributaria sui bilanci di banche e assicurazioni. Perciò l'emergenza fiscale passerà in mano alla federazione unica. Tocca dunque a Cerchiai cercare di intavolare una complicata trattativa con il responsabile di via Venti Settembre.
I tecnici delle due associazioni, secondo indiscrezioni raccolte da LiberoMercato, sono in continuo contatto. Si scambiano dati e simulazioni sulle varie ipotesi di ritocco delle imposte, in particolare Irap e Ires: la tesi più accreditata, finora, fra gli esperti dell'industria finanziaria è quella dell'allargamento della base imponibile con una stretta sulla deducibilità degli interessi passivi.
Secondo primissime valutazioni dei tecnici, i rischi maggiori si adombrano sul settore creditizio. Le assicurazioni subirebbero un colpo molto contenuto. La stangata fiscale allo studio dell'esecutivo è già al vaglio degli analisti finanziaria. Secondo Cazenove, le misure di inasprimento fiscale che il governo potrebbe varare a giugno potrebbero portare a un . effetto negativo di 408 milioni di euro per i principali gruppi del nostro Paese (Unicredit, Intesa , Ubi e Banco popolare).
La manovra è dietro l'angolo. E la trattativa, per Cerchiai, non sarà per niente agevole. Le federazione dovrebbe portare sul tavolo di Tremonti una proposta confezionata in casa, che miri a contenere il più possibile l'impatto sui bilanci delle imprese finanziarie. Al ministro i rappresentanti di banche e assicurazioni spiegheranno che il peso delle tasse sui due settori presi di mira dall'esecutivo è già particolarmente alto. In questo senso, i dati snocciolati ieri dal direttore generale Abi, Giuseppe Zadra, saranno rilanciati nei faccia a faccia a via Venti Settembre.
Quanto alle banche, in particolare, Zadra ha sottolineato la differenza della pressione fiscale con l'Europa. «L'Italia - ha detto - si conferma come uno dei paesi a più alta tassazione, scontando un differenziale di sette punti percentuali rispetto alla europea, 31,1% contro 24,1%». A indebolire la tesi delle banche, però, c'è il fatto che il gap con l'Europa si è ridotto rispetto al passato: nel 1998 si era arrivati a un distacco record del 22,4%.
Anche Draghi è arruolato tra i più forti sostenitori del fisco soft. Nessuna sorpresa, perciò, se sabato prossimo, il governatore, dovesse fare accenno all'opportunità di evitare innalzamenti delle aliquote tributarie. Ma sarebbe sbagliato leggere le parole di Draghi come un altolà a Tremonti o, ancor peggio, come una difesa d'ufficio degli interessi del mercato bancario.
Dagospia 26 Maggio 2008