REPLICA ALLA IANNINI: "DE BENEDETTI, "ARRESTO INDISPENSABILE" SCRISSE, MENTRE IL GUP PROSCIOLSE L'EDITORE DE L'ESPRESSO PERCHÉ "IL FATTO NON COSTITUISCE REATO" E "PER NON AVER COMMESSO IL FATTO".
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Gabriele Mastellarini, autore del pezzo su Augusta Iannini pubblicato dall'Espresso:
Tra le carte segrete del caso Moro e i preparativi della prossima udienza al Tar, mi tocca pure occuparmi della signora Augusta Iannini in Vespa che - seppur senza nominarmi - mi tira in ballo in una lettera di risposta a un mio pezzo ("Vendetta Augusta") apparso su L'espresso di venerdì.
Il direttore Daniela Hamaui, il gruppo editoriale e i valenti colleghi responsabili della rubrica sapranno certamente rispondere a tono (o forse scrolleranno solo le spalle), mentre per ciò che mi riguarda faccio solo pochi rilievi:
1) Scrive la Iannini che il "settimanale si occupa di me in termini certamente poco lusinghieri", mentre il giornalista (cioè io) si esprime "acidamente" nei suoi confronti. Dice ancora il neo capo del legislativo di via Arenula che "Il postino, per l'Espresso, suona solo una volta, quando bisogna diffamare", ma non spiega quali siano le diffamazioni contenute nell'articolo, visto che non ce ne sono. Si tratta di fatti veri e ampiamente risaputi da chi bazzica un po' le pagine di cronaca giudiziaria e in fondo la Iannini (essendo pagata dallo Stato, cioè da tutti noi) è personaggio "pubblico" ed è giusto che il cittadino-contribuente sappia. Stavolta devo un caffè a Travaglio: mi sta succedendo quello che era accaduto a lui con Schifani.
2) La Iannini chiede al direttore dell'espresso: "Insegni al Suo cronista a documentarsi: la circolare sulle spese di giustizia cui fa riferimento è lunga 20 pagine". Avendo la Iannini un giornalista in casa, avrebbe potuto consigliarmi lui come maestro. E poi, mica potevo riepilogare tutte le 20 pagine della circolare, ho riportato la parte relativa alle intercettazioni. Di certo, se ne potrebbe parlare più diffusamente in una puntata di Porta a Porta con il criminologo Bruno, il prof. Crepet, Vissani, Taormina e quanti altri.
3) La Iannini ricorda uno dei suoi provvedimenti più noti (forse l'unico) da Gip di Roma, vale a dire l'arresto di De Benedetti. "Arresto indispensabile" scrisse nelle motivazioni il 2 nov. 93, mentre a febbraio 2003 il Gup Palmisano prosciolse l'editore de L'espresso perché "il fatto non costituisce reato" e "per non aver commesso il fatto".
4) Chi volesse leggere le intercettazioni per le quali la Iannini ha incassato "ottimi risarcimenti", segnalo il pezzo sul Corriere del 20/9/96, dal titolo "Giudici manager la lobby miliardaria", lo trovate su www.gabrielemastellarini.com
Gabriele Mastellarini
Dagospia 04 Giugno 2008
Tra le carte segrete del caso Moro e i preparativi della prossima udienza al Tar, mi tocca pure occuparmi della signora Augusta Iannini in Vespa che - seppur senza nominarmi - mi tira in ballo in una lettera di risposta a un mio pezzo ("Vendetta Augusta") apparso su L'espresso di venerdì.
Il direttore Daniela Hamaui, il gruppo editoriale e i valenti colleghi responsabili della rubrica sapranno certamente rispondere a tono (o forse scrolleranno solo le spalle), mentre per ciò che mi riguarda faccio solo pochi rilievi:
1) Scrive la Iannini che il "settimanale si occupa di me in termini certamente poco lusinghieri", mentre il giornalista (cioè io) si esprime "acidamente" nei suoi confronti. Dice ancora il neo capo del legislativo di via Arenula che "Il postino, per l'Espresso, suona solo una volta, quando bisogna diffamare", ma non spiega quali siano le diffamazioni contenute nell'articolo, visto che non ce ne sono. Si tratta di fatti veri e ampiamente risaputi da chi bazzica un po' le pagine di cronaca giudiziaria e in fondo la Iannini (essendo pagata dallo Stato, cioè da tutti noi) è personaggio "pubblico" ed è giusto che il cittadino-contribuente sappia. Stavolta devo un caffè a Travaglio: mi sta succedendo quello che era accaduto a lui con Schifani.
2) La Iannini chiede al direttore dell'espresso: "Insegni al Suo cronista a documentarsi: la circolare sulle spese di giustizia cui fa riferimento è lunga 20 pagine". Avendo la Iannini un giornalista in casa, avrebbe potuto consigliarmi lui come maestro. E poi, mica potevo riepilogare tutte le 20 pagine della circolare, ho riportato la parte relativa alle intercettazioni. Di certo, se ne potrebbe parlare più diffusamente in una puntata di Porta a Porta con il criminologo Bruno, il prof. Crepet, Vissani, Taormina e quanti altri.
3) La Iannini ricorda uno dei suoi provvedimenti più noti (forse l'unico) da Gip di Roma, vale a dire l'arresto di De Benedetti. "Arresto indispensabile" scrisse nelle motivazioni il 2 nov. 93, mentre a febbraio 2003 il Gup Palmisano prosciolse l'editore de L'espresso perché "il fatto non costituisce reato" e "per non aver commesso il fatto".
4) Chi volesse leggere le intercettazioni per le quali la Iannini ha incassato "ottimi risarcimenti", segnalo il pezzo sul Corriere del 20/9/96, dal titolo "Giudici manager la lobby miliardaria", lo trovate su www.gabrielemastellarini.com
Gabriele Mastellarini
Dagospia 04 Giugno 2008