STANGATA FISCALE - I BIG DELLE BANCHE A TREMONTI HANNO RACCONTATO CHE I CONTI VANNO MALE, MA HANNO NASCOSTO CHE I MARGINI DI INTERMEDIAZIONE SONO SCHIZZATI DI 1,3 MILIARDI NEI PRIMI TRE MESI 2008.

Francesco De Dominicis per "LiberoMercato"


«Niente stangata fiscale sui bilanci se garantiamo la portabilità dei mutui al 100%». L'idea di subire un colpo da Robin Hood alle banche proprio non va giù. E così gli esperti del settore pensano giorno e notte a tutte le possibili carte da giocarsi nelle complicatissima trattativa con l'agguerrito ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

L'ultima trovata dei big del credito è rimbalzata ieri mattina a via Venti Settembre. Si tratta di uno scambio: gli istituti promettono di non fare più scherzi con la portabilità dei prestiti per la casa e darebbero, in qualche modo, l'ok alla stangata fiscale sulle sole banche che dovessero continuare a frenare la concorrenza.

Non è detto che Tremonti scenda a patti con il gotha della finanza. Il superministro, per la verità, secondo la ricostruzione di LiberoMercato, avrebbe in mente un doppio colpo: sia quello tributario, con un robusto allargamento della base imponibile del settore creditizio, sia quello sui mutui, con multe severe per gli istituti che non rispettano le norme sul trasloco dei mutui varate nelle scorsa legislatura da Pierluigi Bersani.



È sempre più probabile che la manovra fiscale arrivi a giugno ed è destinata a colpire pure i petrolieri. Per quanto riguarda le banche, le ipotesi sul tavolo sono sempre quelle di inasrprire Ires e Irap (con rimodulazioni sulla deducibilità di alcuni asseti dei bilanci bancari, tra cui interessi passivi e crediti svalutati). Nessun assenso da parte del Tesoro. In ogni caso i contatti fra i rappresentanti delle banche e i funzionari di via Venti Settembre sono sempre più frequenti.

Nell'ultimo documento spedito al ministero (per far cambiare idea a Tremonti) gli istituti spiegano che il 2008 è cominciato molto male. Nel periodo gennaio-marzo, gli utili operativi sono crollati di 2,1 miliardi di euro rispetto al primo trimestre del 2007 (da 7,17 a 5,02). E il differenziale negativo schizza a 3,4 miliardi se si guardano i ricavi delle holding.

Le stesse banche, però, si sono ben guardate dal raccontare al responsabile di via Venti Settembre che, in realtà, le cose non vanno poi così male per il settore. Se si guarda, a esempio, il margine di interesse, si scopre che è cresciuto di oltre un miliardo di euro nei primi tre mesi dell'anno, passando da 9,26 a 10.53 miliardi.

Sostanzialmente in linea le commissioni nette, che hanno subito una lieve diminuzione : da 5,79 a 5,15 miliardi. Stesso discorso per il margine di intermediazione (da 16,47 a 15,92) e il risultato netto della gestione finanziaria (da 15,33 a 14,57). Insomma, qualche spazio per interventi fiscali c'è. Senza fare troppo male.


Dagospia 06 Giugno 2008