ANCHE SARKOZY AMA LA FERRARI - FATTO FUORI QUEL GIORNALISTA ARROGANTE CHE DA 21 ANNI CONDUCE IL TG PIÙ IMPORTANTE DI FRANCIA, DENTRO LAURENCE FERRARI, UNA BIONDA MOZZA TESTOSTERONE.
Stefano Montefiori per il Corriere della Sera
Dopo Cécilia e prima di Carla, lo scorso autunno la bionda Laurence Ferrari venne notata più volte all'Eliseo. Metro e Closer parlarono di fidanzamento presidenziale, la giornalista li denunciò e le due testate vennero condannate a pagare rispettivamente 5 mila e 12 mila euro di danni.
L'avvento della première dame Carla Bruni spazzò via definitivamente le voci, ma Nicolas Sarkozy ha più volte confermato la duratura stima per la bella e impertinente Laurence. Che a settembre, 41 anni, due figli e un recente divorzio dal collega Thomas Hugues, condurrà quindi «la grande messa», cioè il telegiornale delle 20 di Tf1, seguito da 10 milioni di spettatori.
Una giornalista di Canal Plus ritenuta da tutti molto brava viene promossa, ma non si tratta solo di questo. La Ferrari prenderà il posto di Patrick Poivre d'Arvor (o «Ppda»), 61 anni a settembre, da 21 «papa» del tg più importante di Francia, l'uomo delle maratone elettorali, delle interviste ufficiali ai presidenti, dell'inconfondibile pettinatura con riporto, dell'amicizia con Jacques Chirac e della data del ritiro ottimisticamente annunciata in proprio: «Dopo le presidenziali del 2012». Un giornalista che ha fatto la storia della televisione francese superando momenti difficili, dalla falsa intervista esclusiva a Fidel Castro (una conferenza stampa con le domande aggiunte dopo) al bambino di 18 mesi portato via da Bagdad (dopo un'intervista a Saddam Hussein) nascosto in una valigia.
Il precoce Ppda, a 15 anni già diplomato e padre, autore di una trentina di romanzi, ha saputo navigare da protagonista tra i marosi della tv pubblica Antenne 2 fino alla privatizzazione (1987) del primo canale, Tf1, grazie a una grande rete di relazioni e a una pacifica benevolenza verso i politici suoi ospiti. Certo non un mastino, nelle interviste. Eppure l'esperienza trentennale, i 4.500 telegiornali condotti, un anno fa lo hanno tradito.
Fine giugno 2007, prima intervista a Nicolas Sarkozy appena entrato all'Eliseo. Con quell'aria rilassata da padrone di casa, Patrick Poivre d'Arvor butta lì al neo-presidente: «Non si sente eccitato, un po' come un bambino ammesso al tavolo degli adulti?». Risposta: «Bambino? Francamente, a 52 anni... È perché lei è più vecchio di me che dice così, signor Poivre d'Arvor». Da allora, Sarkozy comincia a parlare di «rinnovamento dei giornalisti televisivi ». Chiede l'ingresso nei posti chiave di «forze fresche, più competenti». Nessuno può permettersi di trattare con sufficienza Nicolas Sarkozy; tantomeno un uomo vicino a Chirac, e davanti a milioni di spettatori.
L'improvvisa cacciata di Patrick Poivre d'Arvor fa parte di una generale riorganizzazione di Tf1, condotta dal nuovo presidente Nonce Paolini per conto del proprietario della rete, il magnate Martin Bouygues che Sarkozy chiama «fratello» (fece da padrino al battesimo del suo terzogenito, Louis). Via anche lo chiracchiano Robert Namias, al suo posto come direttore delle news il fidato Jean-Claude Dassier. E il numero due della rete resta Laurent Solly, nominato un anno fa dopo essere stato responsabile della campagna di Sarkozy.
L'avvenente Laurence Ferrari, origini savoiarde, figlia di un deputato Udf, ambasciatrice dell'associazione umanitaria «Sos Villages d'Enfants», pianista classica per hobby, un guardaroba che mescola Ikks e Zadig & Voltaire con Céline e Chanel, ha uno stile aggressivo. Anche lei vanta un incidente con Sarkozy: nell'ottobre 2005, quando lui era ministro e cercava di mascherare le ambizioni presidenziali, Laurence concluse una movimentata intervista osando dire per prima quello che tutti sapevano, «abbiamo parlato con Nicolas Sarkozy, ministro e candidato all'Eliseo». Venne rimbrottata dai dirigenti di rete, ma il futuro presidente ne apprezzò l'audacia. Ragazza bella, e lungimirante.
Dagospia 10 Giugno 2008
Dopo Cécilia e prima di Carla, lo scorso autunno la bionda Laurence Ferrari venne notata più volte all'Eliseo. Metro e Closer parlarono di fidanzamento presidenziale, la giornalista li denunciò e le due testate vennero condannate a pagare rispettivamente 5 mila e 12 mila euro di danni.
L'avvento della première dame Carla Bruni spazzò via definitivamente le voci, ma Nicolas Sarkozy ha più volte confermato la duratura stima per la bella e impertinente Laurence. Che a settembre, 41 anni, due figli e un recente divorzio dal collega Thomas Hugues, condurrà quindi «la grande messa», cioè il telegiornale delle 20 di Tf1, seguito da 10 milioni di spettatori.
Una giornalista di Canal Plus ritenuta da tutti molto brava viene promossa, ma non si tratta solo di questo. La Ferrari prenderà il posto di Patrick Poivre d'Arvor (o «Ppda»), 61 anni a settembre, da 21 «papa» del tg più importante di Francia, l'uomo delle maratone elettorali, delle interviste ufficiali ai presidenti, dell'inconfondibile pettinatura con riporto, dell'amicizia con Jacques Chirac e della data del ritiro ottimisticamente annunciata in proprio: «Dopo le presidenziali del 2012». Un giornalista che ha fatto la storia della televisione francese superando momenti difficili, dalla falsa intervista esclusiva a Fidel Castro (una conferenza stampa con le domande aggiunte dopo) al bambino di 18 mesi portato via da Bagdad (dopo un'intervista a Saddam Hussein) nascosto in una valigia.
Il precoce Ppda, a 15 anni già diplomato e padre, autore di una trentina di romanzi, ha saputo navigare da protagonista tra i marosi della tv pubblica Antenne 2 fino alla privatizzazione (1987) del primo canale, Tf1, grazie a una grande rete di relazioni e a una pacifica benevolenza verso i politici suoi ospiti. Certo non un mastino, nelle interviste. Eppure l'esperienza trentennale, i 4.500 telegiornali condotti, un anno fa lo hanno tradito.
Fine giugno 2007, prima intervista a Nicolas Sarkozy appena entrato all'Eliseo. Con quell'aria rilassata da padrone di casa, Patrick Poivre d'Arvor butta lì al neo-presidente: «Non si sente eccitato, un po' come un bambino ammesso al tavolo degli adulti?». Risposta: «Bambino? Francamente, a 52 anni... È perché lei è più vecchio di me che dice così, signor Poivre d'Arvor». Da allora, Sarkozy comincia a parlare di «rinnovamento dei giornalisti televisivi ». Chiede l'ingresso nei posti chiave di «forze fresche, più competenti». Nessuno può permettersi di trattare con sufficienza Nicolas Sarkozy; tantomeno un uomo vicino a Chirac, e davanti a milioni di spettatori.
L'improvvisa cacciata di Patrick Poivre d'Arvor fa parte di una generale riorganizzazione di Tf1, condotta dal nuovo presidente Nonce Paolini per conto del proprietario della rete, il magnate Martin Bouygues che Sarkozy chiama «fratello» (fece da padrino al battesimo del suo terzogenito, Louis). Via anche lo chiracchiano Robert Namias, al suo posto come direttore delle news il fidato Jean-Claude Dassier. E il numero due della rete resta Laurent Solly, nominato un anno fa dopo essere stato responsabile della campagna di Sarkozy.
L'avvenente Laurence Ferrari, origini savoiarde, figlia di un deputato Udf, ambasciatrice dell'associazione umanitaria «Sos Villages d'Enfants», pianista classica per hobby, un guardaroba che mescola Ikks e Zadig & Voltaire con Céline e Chanel, ha uno stile aggressivo. Anche lei vanta un incidente con Sarkozy: nell'ottobre 2005, quando lui era ministro e cercava di mascherare le ambizioni presidenziali, Laurence concluse una movimentata intervista osando dire per prima quello che tutti sapevano, «abbiamo parlato con Nicolas Sarkozy, ministro e candidato all'Eliseo». Venne rimbrottata dai dirigenti di rete, ma il futuro presidente ne apprezzò l'audacia. Ragazza bella, e lungimirante.
Dagospia 10 Giugno 2008