QUEL PASTICCIACCIO RAISET 2005 - LA BERGAMINI SCRIVE, VILLARI LA BASTONA E GLI ONOREVOLI PIDIELLINI DI RITO AN S'INCAZZANO: "CON LA LETTERA AL CORRIERE HA RIDATO SPAZIO A QUELLE INTERCETTAZIONI!"...

Non c'è pace per le golden girl del Cavaliere. A creare confusione nei gruppi parlamentari del Pdl, già in fibrillazione per le critiche al capogruppo alla Camera Cicchitto sull'assenteismo dei deputati, non ci sono solo le topolone deputate al tacco 12 che gravitano nottetempo dalle parti di Palazzo Grazioli. Stamattina alla buvette di Montecitorio ad alcuni onorevoli pidiellini di rito aennino è andato il caffè di traverso per la polemica sollevata dalla berluschina Deborah Bergamini sulle intercettazioni.

"Ma che bisogno aveva di riportare certe vicende nelle prime pagine dei quotidiani?", diceva cercando di non farsi sentire uno dei parlamentari finiani con tazzina in mano.

Ad alimentare l'ennesima incazzatura è stata la lettera firmata dall'ex dirigente della Rai sul Corriere della Sera di ieri, una missiva chilometrica con tanto di richiamo in prima, con la quale ha sparato contro le intercettazioni telefoniche che l'hanno vista protagonista per il caso "Raiset 2005" (accordi Rai-Mediaset per i palinsesti sul Papa e per ritardare la diffusione delle elezioni regionali catastrofiche per il Cav.).



Tra l'altro ha pure ricordato la vicenda che la vede indagata in prima persona: "Alcuni mesi fa apprendo, sempre da Repubblica, di essere quindi indagata per interruzione di pubblico servizio, presumibilmente non dal magistrato che mi ha fatto intercettare. Alla base delle indagini ci sarebbe un esposto a carico di ignoti, firmato da tre deputati di centrosinistra, presentato alla Procura di Roma nei giorni del polverone mediatico".

Ed è proprio l'aver ricordato la vicenda giudiziaria che ha mandato su tutte le furie gli onorevoli di An. Perché il vaso di pandora oramai si è riaperto e oggi il Corriere torna di nuovo su Raiset 2005, con una lettera del parlamentare ex margheritino (nonché neo membro della Vigilanza Rai) Riccardo Villari, che replica alla Bergamini e ricorda puntualmente di come "in quei giorni, su tutti i giornali, infuriava la polemica sulle intercettazioni di alcuni alti dirigenti della Rai, tra i quali l'allora direttore marketing Bergamini, il direttore generale Flavio Cattaneo, il responsabile dei palinsesti Carlo Nardello. I giornali riportavano in maniera dettagliata addebiti e critiche sul comportamento che avrebbero avuto queste persone al fine di ritardare la diffusione dei dati delle elezioni amministrative della primavera 2005".

"In questo clima che ho descritto - prosegue il piddino Villari - tre colleghi parlamentari hanno presentato un esposto alla Procura di Roma perché la magistratura verificasse semplicemente se quanto riportato da tutti i media configurasse o meno una interruzione di pubblico servizio, secondo quanto previsto dall'articolo 340 del codice penale, con relativo danno per i contribuenti".


Dagospia 13 Giugno 2008