MARGHERITA, TERRA BRUCIATA - NESSUNO RAMO DELLA FAMIGLIA AGNELLI SI FA VEDERE ALLA CERIMONIA DEDICATA AL SUICIDA FRATELLO EDUARDO - 'UN ARCOBALENO TRA DOVE STA LUI E DOVE STO IO'.

(ANSA) Ha pianto Margherita Agnelli de Pahlen quando oggi ha parlato del fratello Edoardo. Lo ha fatto nella grande villa che s'affaccia su Torino dalla strada collinare di Revigliasco. La stessa casa dove fratello e sorella trascorrevano le giornate, giocando e studiando negli anni dell'infanzia e che ora proprio lei ha voluto trasformare in una comunita' d'accoglienza per bambini in difficolta'. Gia' ora la abitano in cinque, di cui due stranieri, ma potranno arrivarne fino a nove, tra i 6 e i 14 anni.

Per lei, capelli biondi raccolti, camicetta e giacca color panna su una gonna ampia di chiffon in rosa fantasia, gentile, commossa, dall'inizio alla fine della cerimonia con i lucciconi agli occhi, trasformare la casa del fratello in una struttura residenziale per bambini e adolescenti, spesso soli, spesso sbandati, e' il segno tangibile che cielo e terra possono unirsi. Sono parole sue. Cosi' ne ha infatti raccontato la storia, davanti al sottosegretario al Welfare Eugenia Maria Roccella, all'assessore del Comune di Torino Marco Borgione, al coordinatore dei sei operatori che si curano dei bambini Marco Trabaldo, all'amico di suo fratello Alberto Bini che le e' sempre stato accanto, davanti a decine e decine di persone.

Ha raccontato la storia di una lettera che circa un anno fa ha scritto al fratello morto volando da un viadotto della Torino-Savona, nel novembre del 2000 all'eta' di 46 anni. Un modo per elaborare il lutto, una ferita per Margherita ancora aperta: 'Me lo aveva consigliato un'amica. Scrivigli, mi ha detto, vedrai che in risposta avrai un segno. Allora gli parlai di un arcobaleno tra dove sta lui e dove sto io'. E come un romanzo, come in un film, come nelle belle storie dove il mistero irrompe nella quotidianita', 'il giorno dopo mi vennero a trovare alcuni amici con i loro figli, un fratello e una sorella. Ciascuno di loro mi porto' il disegno di un arcobaleno.



Fu la risposta'. Da li' a pensare che quella dimora incastonata in oltre 26 mila metri quadrati di parco poteva dare riparo, materiale e affetto, ai bambini e ragazzini sfortunati, il passo e' stato breve. Lavori di ristrutturazione per 2 milioni di euro, contatti con le istituzioni, le cooperative che lavorano sul territorio in aiuto ai minori in difficolta' e nel giro di poco piu' di 12 mesi, la casa apriva le porte ai primi cinque ospiti.

Ricevuta in eredita' da suo padre l'Avvocato, Villa Sole rispecchia Edoardo perche' 'era pieno di luce - lo descrive la sorella - pieno di calore, accogliente, gentile, scherzoso, come le luci dell'aurora'. E ora ai suoi otto figli ne aggiungera' altri: 'La mia famiglia e' stata d'accordo con questa scelta - aggiunge Margherita Agnelli - I miei figli l'hanno condivisa. I bambini sono vita, sono il nostro futuro'. E a chi tenta di riportarla tra le faccende meno auliche che la vedono contrapposta alla madre, donna Marella, nella querelle sull'eredita' paterna, lei sorride e glissa. E a chi le fa notare che la lettera al fratello morto ha avuto come effetto una risposta edificante, ma non cosi' altre lettere, lei, pacata come sempre, in egual modo fatalista risponde: 'Gia', ma chi lo sa che risposta avranno?'.


Dagospia 13 Giugno 2008