SOLUZIONE ODIFREDDI: STALIN PIU' INTERNET - LA LEGHISTA DI LAMPEDUSA TENTA IL CONTROSBARCO - IMPUTATO TRAVAGLIO - IL PD TORNA A SCUOLA - SERVENTI LONGHI ALLA CGIL - NIENTE CUMULI, PER I GIORNALISTI.

Da "Il Giornale"


1 - I SERMONI DA BAR SPORT DEL SANTONE LAICISTA.

La Binetti? «Un'integralista», «una che non ha mai avuto un uomo». Cossiga? «Un massone». Giovanni Paolo Il? «Un furbone mediatico». Papa Luciani? «Viscido». Padre Pio? «Fascista». E la Bibbia? «Quando l'ho letta mi sono sbellicato dal ridere», però «a tratti sembra il Mein Kampf». Non sono chiacchiere da bar, parole in libertà tra lambrusco e pop corn. Ma le raffinate tesi di Piergiorgio Odifreddi, di professione matematico e di secondo lavoro «vate del laicismo». Intervistato dalla Stampa, il nostro ci regala anche la ricetta per governare l'Occidente: «I soviet». Ci hanno già provato ma è andata male, direte voi. Eh già, ma «avrebbero avuto bisogno di mezzi informatici altamente avanzati», ribatte lui. Come dire: chissà cosa avrebbe fatto Stalin con Internet. Maître à penser.

2 - IL CONTRO-SBARCO COL CHADOR.
Dei clandestini, ne ha fin sopra i capelli. Anzi, ne ha fin sopra il chador. Dopo i 325 immigrati sbarcati sulle coste di Lampedusa, la vice sindaco dell'isola Angela Maraventano - con in testa il velo islamico - si è piazzata sulla banchina del porto e ha chiesto un passaggio alla Capitaneria e ai pescatori per andare in Libia a protestare. Una specie di «sbarco» al contrario, dato che molti dei barconi che trasportano disperati a Lampedusa provengono da Tripoli. Insomma, meridionalissima e leghista, la senatrice del Carroccio Maraventano progetta una nuova Crociata contro il Saladino Gheddafi. Ma il passaggio per la Libia non gliel'hanno dato nemmeno col pedalò: sai mai che da quelle parti qualcuno si ricordi ancora le magliette di Calderoli...

3 - C'È UN IMPUTATO A ROMA, MA STAVOLTA È TRAVAGLIO.
Ha già invitato tutti i colleghi alla «disobbedienza civile» contro il decreto legge sulle intercettazioni, al grido di «arrestateci tutti!». La legge non è ancora approdata in Parlamento, eppure il Gandhi del giornalismo (al secolo Marco Travaglio) è già stato rinviato a giudizio. Non per uno scoop scomodo, però. Il Gup di Roma ieri ha deciso che Travaglio dovrà essere processato per il reato di diffamazione a mezzo stampa. I fatti risalgono all'inizio dell'anno scorso, quando l'editorialista dell'Unità aveva confezionato un'inchiesta a puntate in puro stile anglosassone, «fatti, fatti, nient'altro che fatti» sul direttore della Rai Fabrizio Del Noce. Qualche stralcio? «Del Noce è Del Noce e, per oscurarlo, basta un lombrico». O ancora: «E nella mediocrità che sguazza felice, è nel nulla assoluto che trova la sua realizzazione più piena». A giudizio è finito anche il direttore del quotidiano fondato da Gramsci, Antonio Padellaro.



4 - ORA IL PD TORNA TRA I BANCHI.
Dopo la bocciatura elettorale, il Pd si tuffa nei corsi di recupero. E per farlo torna sui banchi, tanto da creare addirittura una scuola apposita. Con grande sforzo di fantasia, si chiamerà «Scuola di politica» e provvederà a «formare la futura classe dirigente del Partito democratico». Insomma, appena nato, il Pd già sente bisogno di svecchiarsi, nonostante i proclami inneggianti alla novità. Il primo appuntamento è il «Late summer seminar» - il seminario di fine estate, ma in inglese per fare più Obama -; poi i corsi di ottobre, per chi fa già politica a livello locale. Eppure, secondo il deputato Pd Vassallo che ieri l'ha presentata, «la scuola sarà indipendente dai gruppi di potere».

5 - MILLE GIORNI PER FINIRE ALLA CGIL.
Non sarà stata «la cinghia di trasmissione dei partiti e del sindacato», ma la sua esperienza alla Fnsi ne è stata almeno l'anticamera. Paolo Serventi Longhi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa dal 2001 al 2007, approda infatti alla direzione del settimanale della Cgil Rassegna sindacale. Una scelta singolare, se si considera che la gestione di Serventi Longhi non si è distinta certo per interventismo e risolutezza: in oltre mille giorni, i giornalisti non hanno infatti mai ottenuto il rinnovo del contratto. L'auspicio è che nella sua nuova avventura Serventi Longhi si imbeva di quella secolare cultura sindacale di cui non ha fatto sfoggio in quelle mille e una notti di attesa contrattuale.

6 - CUMULI VIETATI AI GIORNALISTI.
Giornalisti, qualcuno lassù non vi ama. Domani il governo darà il via all'abolizione 'del cumulo fra pensione e lavoro: una misura che riguarderà lavoratori dipendenti e autonomi in pensione di vecchiaia o di anzianità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria (l'Inps, per capirci). L'unica esclusione, a quanto sembra dalle anticipazioni circolate nelle ultime ore, riguarda le «forme pensionistiche gestite dagli enti di diritto privato». Una formula generica, ma che si riferisce praticamente all'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti, che è rimasto l'unico privato. 'Per i giornalisti pre-pensionati, niente lavoro dunque. Almeno, in attesa di emendamenti da parte di parlamentari amici.


Dagospia 17 Giugno 2008