NONNA RAI - LA TV PUBBLICA STRAVINCE NEGLI ASCOLTI SOLO NELLA FASCIA "OVER 65" - PER QUESTO, PIERSILVIO NON INTENDE "MOLLARE" BONOLIS, CHE RISPETTO A BAUDO, CARRĂ€ & C RAPPRESENTA IL "NUOVO".

Paolo Martini per "La Stampa"


Dal suo tronetto di testimone della sposa al matrimonio di Briatore, il super-agente dei divi Lucio Presta ha avuto modo d'incrociare uno sguardo compunto e sorridente con l'ospite più illustre, Silvio Berlusconi. E non può non aver ripensato, Presta, a quanto era stato più torvo, qualche giorno prima, il suo stesso sguardo dinanzi al primogenito Pier Silvio. Dicono che la riunione a Cologno Monzese per il rinnovo del contratto di Paolo Bonolis sia stata molto tormentata.

Presta vuole sbloccare il suo pupillo, Berlusconi jr non si smuove dal tattico esercizio del diritto d'opzione sul divo. Che tradotto in parole povere vuol dire: attento, costi quel che costi, devi sapere che posso anche concedermi il lusso di tenere Paolino fermo a bordo campo.

E questo solo per evitare che la Rai possa sfruttare il potenziale del personaggio per rinnovare la sua stanca e vecchia tv nazional-popolare. Fino a che la prima rete vince con un 33 per cento di pubblico over 65 e fino a che persino Raitre rinvigorita è quasi altrettanto vecchia, gli investimenti pubblicitari continueranno a fluire copiosi verso Mediaset.



Del resto, a cosa si deve una così persistita prevalenza geriatrica nella scelte della tv di Stato, coi Baudo, le Carrà, i Pupo e due show nostalgia per l'autunno? Alla carenza di alternative forti, come per esempio possono arrivare con Bonolis o con una Maria De Filippi, e pure a un piccolo dettaglio.

Basta scorrere rapidamente le classifiche d'ascolto per fasce d'età per rendersi conto della situazione: Canale 5 spadroneggia addirittura con il 30 per cento tra i piccoli (4-14 anni) e i giovani (15-24 anni); è nettamente in testa tra i telespettatori maturi (25-54 anni), con un margine medio di dieci punti in più di Raiuno (25 per cento in media, contro circa il 15). Al contrario la prima rete resta tale nella fascia finale del cosiddetto pubblico commerciale, tra i 55 e i 64 anni (25% contro meno di 20), per stravincere sugli over 65, con percentuali appunto nell'ordine del 33 contro il 16 di Canale 5.

Sul pubblico di queste età per così dire maggiori, a Mediaset del resto lasciano volentieri campo libero per Retequattro, che è la terza rete, con l'11,3% , se si guarda solo tra i 65enni e oltre. E' giusto grazie agli spettatori diciamo così più maturi che la Rai agguanta ancora il primato, oltretutto grazie a una ricerca Auditel che certamente non sottopesa questo pubblico. Così il gioco è fatto: formalmente la Rai potrebbe vincere ancora la guerra degli ascolti, e guai a chi dice che c'è dell'intelligenza col nemico!


Dagospia 19 Giugno 2008