MATTASANITÀ - DUE PRIMARI PER DUE POSTI LETTO. FRESCHI DI NOMINA A NEFROLOGIA DELL'UMBERTO I DI ROMA - MA IN TEORIA I DIRIGENTI DOVEVANO ESSERE RIDOTTI DA 182 A 146 - INTERROGAZIONE A MARRAZZO.
Carlo Picozza per "la Repubblica - Roma"
Uno a te, uno a me: due posti letto, due primari. Accade all´Umberto I, dove dovrebbe essere ridotto il numero dei dirigenti in corsia (da 182 a 146) non fosse altro che per il deficit del policlinico universitario più grande d´Europa e quello del bilancio della sanità regionale. Ma all´atto pratico sembra non valgano piani di rientro dal disavanzo, promesse e buoni propositi via via annunciati.
Succede nel reparto di Nefrologia, dipartimento di Urologia. Così, con un solo paziente da assistere, costi, potere, prestigio e organizzazione del lavoro diventano analoghi a quelli delle altre Uoc, Unità operative complesse (i vecchi primariati in parole povere), che accolgono degenti in numero più congruo. Perciò, carta e penna alla mano, il consigliere regionale Alessio D´Amato sottopone al governatore Piero Marrazzo e al presidente del Consiglio, Guido Milana, una interrogazione urgente.
«Nei giorni scorsi» scrive, «è stata adottata una delibera per l´assegnazione di responsabilità di Unità operative complesse di Nefrologia: la direzione generale del policlinico universitario Umberto I ha nominato, su proposta del preside della facoltà di Medicina, il professor F.P., responsabile per la Nefrologia A con dotazione di un posto letto e il professor G.C. per la Nefrologia C con dotazione di un posto letto». In verità i due prof erano già primari. E sembra non ci sia, per ora, la delibera del manager Ubaldo Montaguti. Ma il direttore sanitario, Maurizio Dal Maso, con una direttiva interna «attiva 2 posti letto di Nefrologia: 1 per la Uoc Bnu01; 1 per la Uoc Bnu02». Così, il paradosso di due reparti con un letto ciascuno, aggravi di costi e carichi (inutili) di lavoro per il personale, resta. E per rafforzarne il nonsense, quasi a stropicciarsi gli occhi, D´Amato mette tra parentesi, dopo il numero «uno» (riferito ai letti) un punto esclamativo.
Quindi, «viste le norme regionali per la riduzione delle Uoc e il contenimento della spesa», il consigliere di maggioranza «interroga il presidente Piero Marrazzo (che ha avocato a sé le deleghe per la Sanità; ndr), per sapere se ritiene giustificata l´assegnazione di due due posti letto per due Uoc». Così va il mondo dell´Umberto I, soprattutto in vista delle elezioni del nuovo rettore. Almeno questo è il sospetto di D´Amato: «Di fronte a quella scadenza per il consolidamento del potere nell´ateneo», commenta, «non si cancellano i primariati». Anche senza posti letto, in barba all´organizzazione dell´assistenza e delle casse esangui della sanità regionale.
«Come si fa», gli fa eco il segretario della Fials Medici, Antonio Sili Scavalli, dal cda della Sapienza, «a proporre primariati senza l´atto aziendale?». Già, quel documento sul chi fa che cosa, più volte annunciato dal settembre del 2002, non è ancora stato adottato. Il precedente illustre delle nuove investiture è stato, nel gennaio scorso, la e-mail tra il vice rettore Luigi Frati, preside di Medicina, e Mantaguti. Quel messaggio, partito dalla presidenza di Medicina, svelava i nomi di primari e dirigenti più accreditati per la promozione, con oggetto il titolo di un film: "Ok Corral". Per errore, non si sa se voluto o no, finì nella posta dei mille e 200 docenti del Policlinico, scatenando un putiferio. «Queste scelte», ancora Sili Scavalli, «non tengono conto del protocollo di intesa tra Regione-università, che impone regole, anche finanziarie, per l´istituzione di primariati e dipartimenti».
Dagospia 19 Giugno 2008
Uno a te, uno a me: due posti letto, due primari. Accade all´Umberto I, dove dovrebbe essere ridotto il numero dei dirigenti in corsia (da 182 a 146) non fosse altro che per il deficit del policlinico universitario più grande d´Europa e quello del bilancio della sanità regionale. Ma all´atto pratico sembra non valgano piani di rientro dal disavanzo, promesse e buoni propositi via via annunciati.
Succede nel reparto di Nefrologia, dipartimento di Urologia. Così, con un solo paziente da assistere, costi, potere, prestigio e organizzazione del lavoro diventano analoghi a quelli delle altre Uoc, Unità operative complesse (i vecchi primariati in parole povere), che accolgono degenti in numero più congruo. Perciò, carta e penna alla mano, il consigliere regionale Alessio D´Amato sottopone al governatore Piero Marrazzo e al presidente del Consiglio, Guido Milana, una interrogazione urgente.
«Nei giorni scorsi» scrive, «è stata adottata una delibera per l´assegnazione di responsabilità di Unità operative complesse di Nefrologia: la direzione generale del policlinico universitario Umberto I ha nominato, su proposta del preside della facoltà di Medicina, il professor F.P., responsabile per la Nefrologia A con dotazione di un posto letto e il professor G.C. per la Nefrologia C con dotazione di un posto letto». In verità i due prof erano già primari. E sembra non ci sia, per ora, la delibera del manager Ubaldo Montaguti. Ma il direttore sanitario, Maurizio Dal Maso, con una direttiva interna «attiva 2 posti letto di Nefrologia: 1 per la Uoc Bnu01; 1 per la Uoc Bnu02». Così, il paradosso di due reparti con un letto ciascuno, aggravi di costi e carichi (inutili) di lavoro per il personale, resta. E per rafforzarne il nonsense, quasi a stropicciarsi gli occhi, D´Amato mette tra parentesi, dopo il numero «uno» (riferito ai letti) un punto esclamativo.
Quindi, «viste le norme regionali per la riduzione delle Uoc e il contenimento della spesa», il consigliere di maggioranza «interroga il presidente Piero Marrazzo (che ha avocato a sé le deleghe per la Sanità; ndr), per sapere se ritiene giustificata l´assegnazione di due due posti letto per due Uoc». Così va il mondo dell´Umberto I, soprattutto in vista delle elezioni del nuovo rettore. Almeno questo è il sospetto di D´Amato: «Di fronte a quella scadenza per il consolidamento del potere nell´ateneo», commenta, «non si cancellano i primariati». Anche senza posti letto, in barba all´organizzazione dell´assistenza e delle casse esangui della sanità regionale.
«Come si fa», gli fa eco il segretario della Fials Medici, Antonio Sili Scavalli, dal cda della Sapienza, «a proporre primariati senza l´atto aziendale?». Già, quel documento sul chi fa che cosa, più volte annunciato dal settembre del 2002, non è ancora stato adottato. Il precedente illustre delle nuove investiture è stato, nel gennaio scorso, la e-mail tra il vice rettore Luigi Frati, preside di Medicina, e Mantaguti. Quel messaggio, partito dalla presidenza di Medicina, svelava i nomi di primari e dirigenti più accreditati per la promozione, con oggetto il titolo di un film: "Ok Corral". Per errore, non si sa se voluto o no, finì nella posta dei mille e 200 docenti del Policlinico, scatenando un putiferio. «Queste scelte», ancora Sili Scavalli, «non tengono conto del protocollo di intesa tra Regione-università, che impone regole, anche finanziarie, per l´istituzione di primariati e dipartimenti».
Dagospia 19 Giugno 2008