BERLUSCA SI SFOGA CON DE BENEDETTI: "IO OSSESSIONATO DAI GIUDICI? DILLO A EZIO MAURO, SONO STUFO" - IL BUCO SECONDO WALTERLOO: "BUFALA MEDIATICA ORDITA DA SILVIO" - DI PIETRO ROMPE COL PD?.

1 - BERLUSCONI SI SFOGA CON DE BENEDETTI: STUFO DI ATTACCHI.
(Dire) - Un'ora, o poco meno, a seguire attentamente, con tanto di cartellina sotto gli occhi, l'introduzione di Gianfranco Fini e la relazione del presidente dell'authority Antonio Catricala'. Poi un faccia a faccia di una ventina di minuti con il presidente della Camera, nel suo studio di Montecitorio. Nel mezzo, per Silvio Berlusconi, un incontro molto particolare, che ha toccato da vicino uno dei temi piu' attuali del momento: la giustizia e i magistrati.

Interlocutore del presidente del Consiglio: il presidente del gruppo Espresso, e anche del quotidiano La Repubblica, Carlo De Benedetti. Piu' che interlocutore, in realta', De Benedetti e' stato il destinatario di uno sfogo che si e' svolto nella sala della Lupa di Montecitorio, sotto gli occhi di qualche telecamera, qualche fotografo e qualche giornalista. "Sono stanco di leggere che Berlusconi e' 'ossessionato dai giudici'- ha esordito il premier, con un tono di voce accalorato- ma tu lo sai quanti sono i giudici che si sono occupati di me? Dai, di' un numero...".

De Benedetti, di fronte alla domanda del premier, non si sbilancia e allora il Cavaliere spiega: "Sono ben 789 i giudici che si sono occupati di me. E nonostante questo- aggiunge- in 14 anni non sono mai stato condannato, assolto anche in Cassazione". Il tono di voce di Berlusconi e' piuttosto alto e il premier continua il suo sfogo: "Ho anche pensato di fare un'uscita pubblica per spiegare questa situazione, questo accanimento. Ma non l'ho ancora fatto".

E ancora: "Anche ieri sera, sul sito di Repubblica, c'era 'Berlusconi ossessionato dai giudici'. Sono stufo, dillo al tuo direttore". Poi, con una stretta di mano, i due si congedano cordialmente.
De Benedetti lascia la sala, Berlusconi conversa con Buttiglione e poi s'infila nello studio di Fini.

2 - COMUNI: ROMA; VELTRONI, SU BILANCIO GRANDE BUFALA MEDIATICA.
(Ansa) - 'Il buco del Comune di Roma e' una delle piu' grandi bufale mediatiche costruite nel corso del tempo per ragioni politiche'. Lo ha detto il leader del PD Walter Veltroni durante la conferenza sul bilancio capitolino, in risposta alle affermazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno sul deficit del Campidoglio. 'Ho atteso che i fuochi delle polemiche si spegnessero, era tutto inverosimile e in effetti si stanno spegnendo. Ma si e' varcato un limite con le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Se si vuole attaccare una persona - ha aggiunto Veltroni- allora ero sindaco oggi capo dell'opposizione, lo facciano pure, ma se si attacca una citta' alla quale ho dedicato sette anni della mia vita, allora la cosa cambia segno'. Veltroni ha sottolineato che l'ex assessore al Bilancio Marco Causi 'si e' sforzato di spiegare come stavano le cose. Ma in questo paese chi urla e' piu' forte rispetto alla concretezza e alla razionalita''.

'Esiste un problema di liquidita' per il Comune di Roma che dipende dalla mancanza di trasferimenti da parte della Regione Lazio'. In particolare Veltroni ha citato i 10,5 miliardi di euro di buco lasciati dalla giunta Storace nel settore della sanita'. 'Questo si' - ha spiegato - e' un vero buco fatto dalla giunta dello stesso segno del sindaco Alemanno e del presidente del Consiglio. Quindi la crisi di liquidita' al Comune di Roma dipende dal centrodestra'. Veltroni ha poi sostenuto che 'l'effetto Ici, ovvero l'abolizione dell'Ici', ha determinato una mancata entrata di 200 milioni di euro. 'Anche questa scelta, fatta recentemente - ha aggiunto - dipende dal centrodestra'.



3 - VELTRONI, PREMIER HA DECISO CAMPAGNA SU 'BUCO' CONTRO DI ME.
(Adnkronos) - Quella sul buco di bilancio al Comune di Roma e' una "campagna politica subita dal sindaco e decisa in alto loco, dal presidente del Consiglio che ha deciso di sferrare un attacco al capo dell'opposizione". Lo ha detto Walter Veltroni nel corso di una conferenza stampa alla sede del Pd sulle polemiche sul bilancio della capitale.

4 - CAPEZZONE (PDL): VELTRONI HA LASCIATO BUCHE E BUCHI.
(Adnkronos) - "Sono a dir poco singolari le dichiarazioni rese poco fa da Walter Veltroni. E' ormai chiaro che, come amministratore, ha lasciato alla Capitale buche nelle strade e buchi nei conti. Negli Usa, che il segretario Pd dice di conoscere e amare, dopo una simile performance, sarebbe un politico finito". Lo afferma Daniele Capezzone, Pdl, portavoce di Forza Italia.

5 - SOLO IDV SI ASTIENE A NO ARRESTO DI GIROLAMO.
(Ansa) - L'unico senatore che si e' opposto alla decisione della giunta per le immunita' del Senato di respingere la richiesta di arresti domiciliari per il senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, e' stato Luigi Ligotti dell'Idv, che e' uno dei vicepresidenti della Giunta.
Ligotti, avvicinato da un cronista non ha voluto, comunque, spiegare il motivo della sua astensione che al Senato vale come voto contrario.

6 - DI PIETRO: SI APRE PROBLEMA DELICATISSIMO SU ALLENZA CON PD.
(Agi) - "Noi dell'Idv abbiamo chiesto agli elettori di votarci per essere alternativi a Berlusconi. Se il Pd vuole fare da supporto a Berlusconi, noi non possiamo essere loro alleati. Si apre un problema delicatissimo sulle alleanze. Ci vuole un chiarimento subito". Cosi' il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, perche' il Pd ha non ha votato per l'arresto di Di Girolamo e si e' mostrato "disponibile a una legge per dare l'immunita' a Berlusconi".

7 - ALFANO: IMMUNITA'? STIAMO STUDIANDO A CHI ESTENDERLO.
(Apcom) - "Ci stiamo lavorando e stiamo studiando proprio questo". Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha risposto così ai giornalisti che al termine dell'audizione sostenuta oggi alla II Commissione del Senato, gli hanno chiesto a chi verrà estesa l'impunibilità che il Governo vuole attribuire alle alte cariche dello Stato. Alfano ha ribadito che "la norma approderà venerdì in Cdm" e che sarà "concreta, asciutta e secca". Secondo quanto ribadiscono ambienti del ministero, comunque, la norma dovrebbe riguardare le quattro cariche principali dello Stato.

8 - COSSIGA, AUTORIZZO PARISI A FARSI CHIAMARE PICCONATORE.
(Ansa) - 'Ho personalmente autorizzato l'amico Arturo Parisi di fregiarsi del titolo di 'picconatore''. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. 'Ho pregato pure Parisi - spiega Cossiga - di farsi chiamare 'Picconatore 2' a sua discrezione o ove ci fosse pericolo di far confusione'.

9 - BINDI: RED? PREOCCUPANTE ASSOCIAZIONE CHE SI CHIAMA 'ROSSO'.
(Apcom) - Sull'associazione ReD Rosy Bindi non ha molte informazioni, a chi gli chiede un commento in Transatlantico la vice-presidente della Camera risponde di non avere elementi, ma poi aggiunge di essere preoccupata per il nome scelto, ReD, che significa Riformisti e Democratici, ma che, come acronimo, diventa 'rosso' in inglese. "Non penso nulla dell'associazione - risponde all'inizio a chi prova a chiederle un parere - non so, non la conosco, dovrei avere degli elementi in più. Ma stasera non posso andare, mi faccio raccontare e poi vi dirò".
Quindi, una chiosa: "Una cosa posso dirla, fermandomi solo al nome: l'idea che sotto una sigla che significa 'rosso' si voglia ricomprendere tutto mi preoccupa".

10 - LANZILLOTTA, RISCHIO FLOP SERVIZI PUBBLICI LOCALI.
(Adnkronos) - 'Da un governo che si professa liberista mi sarei aspettata molto di piu' di un testo che di fatto riproduce un compromesso al ribasso che il governo Prodi aveva dovuto accettare per le pressioni di Rifondazione comunista'. E' il commento di Linda Lanzillotta, parlamentare e ministro ombra della Funzione pubblica per il Pd, dopo una lettura dell'articolo sui servizi pubblici locali del disegno di legge Tremonti. 'Il testo Tremonti - evidenzia - riproduce tutte le incongruenze che l'allora opposizione di centrodestra aveva denunciato e che dopo la decisione del Pd di correre da solo alle elezioni di aprile ho potuto eliminare dal mio ddl di riforma dei servizi pubblici locali che ho gia' depositato in parlamento e che sta ricevendo numerose adesioni anche da parte della maggioranza'. L'articolo in questione, infatti, 'non solo ripristina le poco trasparenti societa' miste, ma introduce varie deroghe per il ricorso all'in-house e differisce l'entrata in vigore di quello che rimane del principio liberalizzatore al 2011. Dal ministro Tremonti e da una maggioranza che blocco' la riforma dei servizi pubblici locali della precedente legislatura perche' considerata troppo poco incisiva, mi sarei aspettata per lo meno un po' di coerenza', conclude la lanzillotta invitando a sostenere il proprio disegno di legge.


Dagospia 24 Giugno 2008