SCONTRI EPICI - GASPARRI SCOMUNICA I GAY 'CHECCA PAZZA': "NON HO NIENTE CONTRO I POLITICI GAY, BASTA CHE NON SI VESTANO COME PLATINETTE" - MALGIOGLIO: "IL PUBBLICO MI APPREZZA ANCHE CON L'OMBRETTO".

Raffaello Masci per "La Stampa"


L' idea non è inedita, ma è di quelle che vanno sempre bene per fare polemica: i gay in tv ci possono pure andare, ma a patto che non si mostrino troppo per quello che sono e che non tentino di fare proseliti.

In sostanza ha detto questo Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, rispondendo ad una domanda di Klaus Davi per la trasmissione «Klauscondicio»: «Sono favorevole - ha detto l'esponente di An - a contrastare le discriminazioni, ma non credo nei programmi ghetto. Bisogna avere una cultura del rispetto e della tolleranza nei confronti di coloro che sono rispettosi e tolleranti verso gli altri. Dovremmo pensare a delle scelte che insegnino a ciascuno a non imporre le proprie tendenze. Già in passato dissi che non c'erano problemi se una persona omosessuale veniva messa a capo di uno schieramento politico, se ne ha le capacità e se non va in giro vestita come Platinette. Lo stesso varrebbe se un tipo macho andasse in giro con mutande aderenti».

La prima questione posta da Gasparri, dunque, è quella dei «programmi ghetto», cioè di tv o trasmissioni riservate solo ai gay. «Non sono d'accordo - ribatte il leader storico del movimento gay, Franco Grillini - Sarebbe invece necessario un impegno della tv pubblica a costruire un canale satellitare dedicato, sul modello delle gay tv italiane e straniere che hanno avuto altissimi indici di ascolto».



Anche il musicista e showman, Cristiano Malgioglio, noto per i suoi sgargianti costumi di scena, fa un salto sulla sedia: «Vorrei dire al senatore, che ognuno è quello che è. Io faccio questo mestiere da 35 anni, sono entrato nelle case di tutti gli italiani e il pubblico mi vuole bene, anche quando porto un filo di ombretto». Ma è ovvio che Gasparri intendeva riferirsi non a questo, ma a delle caratterizzazioni sessuali marcate (il riferimento a Platinette), e anche in questo Malgioglio ha qualcosa da rimproverargli: «Concordo che non bisogna essere sfacciati (e questo non è certo il caso di Platinette), che la volgarità specie sessuale è molesta. Ma questo vale per tutti, uomini, donne, gay. Basta con le eccessive caratterizzazioni sessuali in tv. A cominciare, beninteso, dalle veline mezze nude. O no?».

Preferisce ironizzare anche il giornalista tv Alessandro Cecchi Paone: «Sono perfettamente d'accordo con il senatore Gasparri - dice il popolare conduttore - a patto che le regole valgano per tutti, e quindi che gli uomini eterosessuali non si vestano sciattamente in tv, e le donne rinuncino alle labbra a canotto».

«La presenza di omosessuali e lesbiche nelle trasmissioni di grande ascolto - aggiunge, più politicamente, Grillini - è un fatto positivo e necessario perché è anche in questo modo che si combatte il pregiudizio che sta alla base delle discriminazioni. Non si tratta di certo di "imporre le proprie tendenze", come dice Gasparri, ma di garantire l'accesso ad una informazione non diffamatoria per milioni di cittadini che non hanno voce in capitolo». Ma in An la pensano tutti come Gasparri? Luca Barbareschi non vuole commentare: «Voglio evitare ogni polemica. Siamo talmente distanti».


Dagospia 26 Giugno 2008